Escursione in Abruzzo: Alba Fucens e Santa Maria in Valle Porclaneta


Se volete fare un’escursione insolita in Abruzzo, vi consiglio di esplorare una zona della regione ricca di luoghi affascinanti da vedere. Seguendo questo itinerario visiterete Alba Fucens, una “piccola Pompei” tra le montagne dell’Abruzzo, e la meravigliosa Chiesa di Santa Maria in Valle Porclaneta.

L’Abruzzo è particolarmente conosciuto per le attrattive naturalistiche ma tra le sue montagne si nascondono dei veri e propri tesori archeologici, come le rovine dell’antica colonia romana di Alba Fucens.

Ma la vera sorpresa è stata scoprire a breve distanza uno dei più interessanti esempi di architettura religiosa dell’intero Abruzzo, a mio avviso. Sto parlando della Chiesa di Santa Maria in Valle Porclaneta, espressione sincretica delle influenze arabo-ispaniche, longobarde e bizantine che si innestarono sul già definito Romanico abruzzese.

Un itinerario in queste zone dell’Abruzzo remote e (purtroppo) poco apprezzate a livello turistico può riservare ai viaggiatori più attenti e sensibili delle sorprese indimenticabili.

Itinerario completo: Alba Fucens e Santa Maria in Valle Porclaneta

  1. Alba Fucens (Massa d’Albe)
  2. Chiesa di Santa Lucia (Magliano de’ Marsi)
  3. Chiesa di Santa Maria in Valle Porclaneta (Rosciolo dei Marsi)

***

1. Alba Fucens (Massa d’Albe)

Approfittando di una piacevole giornata di sole, guidati da amici avezzanesi, abbiamo deciso di visitare un importante sito archeologico abruzzese che da anni desideravamo vedere di persona, dopo averne tanto sentito parlare.

L’antica colonia romana di Alba Fucens sorgeva a nord del Lago Fucino (oggi prosciugato).

Questo territorio era sotto il dominio degli Equi, un fiero e bellicoso popolo che aveva costruito un oppidum proprio sulla collina di Alba, in posizione privilegiata per il controllo delle valli sottostanti.

I Romani compresero immediatamente l’importanza strategica del luogo per il controllo della regione e decisero di sottomettere gli Equi ed invaderne i possedimenti.

Nel 304 a.C., dopo aver sconfitto gli Equi, fondarono Alba Fucens e vi si insediarono stabilmente.

La fiorente colonia latina decadde concomitantemente allo sgretolamento dell’Impero Romano e con il passare del tempo venne abbandonata dagli abitanti e dimenticata.

Svariati secoli dopo, precisamente nel 1949, una spedizione archeologica partita dal Belgio ne riportò alla luce le rovine o, meglio, parte di esse, dato che una vasta porzione della città romana ancora giace al di sotto del livello del suolo.

Cosa vedere nell’area archeologica di Alba Fucens?

Attualmente le principali parti visitabili del complesso archeologico di Alba Fucens sono le seguenti:

Chiesa di San Pietro in Albe

Anfiteatro di Alba Fucens

Rovine dell’antica città romana di Alba Fucens:

Mura di protezione

Miliario

Via dei Pilastri e tabernae

Passaggio pedonale

Santuario di Ercole

Terme di Alba Fucens

Chiesa di San Pietro in Albe

Appena entrati nell’area archeologica di Alba Fucens, ci siamo diretti verso la parte alta della collina di San Pietro, dove oggi sorge la chiesa omonima. Di fronte al Colle di San Pietro è facile avvistare il Colle di San Nicola, altro luogo sacro della colonia romana, con i resti del borgo medievale distrutto dal terremoto del 1915.

La Chiesa di San Pietro in Albe, a tre navate, sorge sulle rovine di un antico tempio romano dedicato ad Apollo risalente al III secolo a.C. e ancora oggi parzialmente riconoscibile osservando l’edificio religioso che lo ha inglobato.

L’accesso alla chiesa è insolito: l’impianto dell’antico tempio venne nel corso dei secoli modificato e al complesso venne aggiunto un campanile, che attualmente ospita il portale di ingresso.

Escursione in Abruzzo: sito archeologico di Alba Fucens

Chiesa di San Pietro in Albe

Escursione in Abruzzo: sito archeologico di Alba Fucens

Chiesa di San Pietro in Albe

Sulle pareti laterali gli osservatori più attenti e curiosi potranno notare la presenza di numerosi graffiti incisi in epoche diverse, come brevi componimenti poetici e figure zoomorfe.

Tra gli elementi architettonici maggiormente degni di attenzione nella Chiesa di San Pietro in Albe vanno citati le deliziose colonne di ordine corinzio provenienti da Alba Fucens e l’ambone finemente decorato del XIII secolo.

L’ambone, una sorta di piccola tribuna sopraelevata, veniva usato durante le attività liturgiche per le letture dell’Epistola e del Vangelo. Sull’ambone predomina lo stile cosmatesco, con i tipici abbellimenti a tarsie marmoree policrome.

I visitatori noteranno con ammirazione l’iconostasi, una parete incompleta e magnificamente decorata in stile cosmatesco che separa il presbiterio, riservato alla liturgia, dallo spazio occupato dai fedeli.

Numerosi reperti provenienti dalla Chiesa di San Pietro in Albe sono oggi conservati nel Museo dell Marsica presso il Castello di Celano, meta che merita senza dubbio di essere inserita in un ideale itinerario alla scoperta di questo affascinante angolo d’Abruzzo.

Anfiteatro di Alba Fucens

Dopo aver visitato la Chiesa di San Pietro in Albe ci siamo spostati verso le pendici del colle, dove sorge lo spettacolare Anfiteatro di Alba Fucens, risalente alla prima metà del I secolo d.C. e ancora utilizzato per eventi musicali e manifestazioni culturali grazie all’ottimo stato di conservazione.

Escursione in Abruzzo: sito archeologico di Alba Fucens

Anfiteatro (Alba Fucens)

Escursione in Abruzzo: sito archeologico di Alba Fucens

Anfiteatro (Alba Fucens)

Di forma ellissoidale, presenta due portali di ingresso, uno a Nord e l’altro a Sud, rispettando l’orientamento della viabilità dell’antica città romana.

Riportato alla luce nella seconda metà del ‘900, l’Anfiteatro di Alba Fucens poteva contenere fino a 5.000 spettatori ed è riconosciuto come una delle arene dedicate all’intrattenimento più antiche dell’Italia centrale.

Nell’Anfiteatro di Alba Fucens, in occasione dei famigerati spettacoli con le belve feroci, molto in voga in epoca romana, veniva montata una sorta di rete protettiva sorretta da aste di metallo. Le aste venivano montate inserendole in appositi fori, ancora visibili su grandi blocchi di pietra che circondano l’arena.

Rovine dell’antica città romana di Alba Fucens

Uscendo dall’Anfiteatro già noterete in lontananza alte colonne, strade lastricate e ruderi che vi indicheranno la direzione da prendere per visitare le rovine dell’antica città di Alba Fucens.

Escursione in Abruzzo: sito archeologico di Alba Fucens

Rovine (Alba Fucens)

Escursione in Abruzzo: sito archeologico di Alba Fucens

Rovine (Alba Fucens)

Escursione in Abruzzo: sito archeologico di Alba Fucens

Rovine (Alba Fucens)

Mura di protezione

Circoscritta da un perimetro di possenti mura lunghe 3 chilometri, Alba Fucens palesa immediatamente ai visitatori la sua funzione di roccaforte inespugnabile.

Non dimentichiamo il contesto storico che fece da cornice all’epoca d’oro di Alba Fucens, ricca e prospera colonia romana posizionata strategicamente in un nodo centrale per il controllo del Centro Italia. In molti ambivano a dominare la città, che i Romani difesero con ogni possibile mezzo.

Miliario

Passeggiando tra le rovine romane non avrete difficoltà a riconoscere l’arteria principale della viabilità cittadina, Via del Miliario, sulla quale venne ritrovato il Miliario della Via Valeria che indica la distanza in miglia dalla città di Roma.

Escursione in Abruzzo: sito archeologico di Alba Fucens

Miliario (Alba Fucens)

Via dei Pilastri e tabernae

Parallela a Via del Miliario si sviluppa Via dei Pilastri, identificabile facilmente grazie alla presenza di una serie di alte colonne.

Le due strade delimitano l’area dell’antica Alba Fucens dove un tempo si svolgeva la vita pubblica, mentre affacciate su Via dei Pilastri sono ancora oggi individuabili le tabernae, una serie di botteghe dedicate ad attività commerciali di diverso tipo.

Escursione in Abruzzo: sito archeologico di Alba Fucens

Via dei Pilastri (Alba Fucens)

Escursione in Abruzzo: sito archeologico di Alba Fucens

Via dei Pilastri (Alba Fucens)

Davanti alle tabernae si trovavano dei portici colonnati che invogliavano gli avventori ad usufruire dei servizi e delle merci offerte.

Tra le rovine potrete riconoscere facilmente i resti dei banchi di vendita delle antiche attività commerciali di Alba Fucens.

Prestando un po’ più di attenzione e guardando verso il basso, scorgerete delle scanalature sul pavimento in corrispondenza della soglia delle tabernae: queste servivano a guidare i pannelli scorrevoli che dividevano le tabernae dalla strada.

Escursione in Abruzzo: sito archeologico di Alba Fucens

Tabernae su Via dei Pilastri (Alba Fucens)

Escursione in Abruzzo: sito archeologico di Alba Fucens

Tabernae su Via dei Pilastri (Alba Fucens)

Escursione in Abruzzo: sito archeologico di Alba Fucens

Tabernae su Via dei Pilastri (Alba Fucens)

Escursione in Abruzzo: sito archeologico di Alba Fucens

Tabernae su Via dei Pilastri (Alba Fucens)

Passaggio pedonale

Proseguendo la passeggiata lungo Via dei Pilastri, poco più avanti rispetto alle tabernae, incontrerete quelle che potremmo identificare come strisce pedonali ante litteram.

Questo tipo di passaggi pedonali, realizzati disponendo grossi blocchi di pietra perpendicolarmente rispetto alla strada, facilitavano l’attraversamento delle persone a piedi senza ostacolare il transito dei carri.

I blocchi di pietra, rialzati rispetto al piano stradale, consentivano ai pedoni di non sporcarsi eccessivamente passando da un lato all’altro della strada, spesso invasa da acque di scolo e fanghiglia.

Escursione in Abruzzo: sito archeologico di Alba Fucens

Attraversamento pedonale (Alba Fucens)

Escursione in Abruzzo: sito archeologico di Alba Fucens

Attraversamento pedonale (Alba Fucens)

Chi ha già visitato i celeberrimi scavi archeologici di Pompei potrà facilmente rendersi conto che era una soluzione molto diffusa all’epoca dei Romani. A Pompei, infatti, vi sono numerosi esempi di attraversamenti pedonali similari.

Santuario di Ercole

La vita religiosa di Alba Fucens ruotava attorno all’importante complesso del Santuario di Ercole, affacciato su una piazzetta porticata del I secolo a.C. e posizionato a Sud del Foro.

Nel 1960 proprio nel tempio intitolato ad Ercole venne ritrovata la pregevole statua di Ercole Epitrapezios, oggi conservata presso il Museo Archeologico Nazionale di Chieti.

Tra i più significativi reperti archeologici rinvenuti durante le numerose opere di scavo ad Alba Fucens spiccano la Venere di Alba e la Venere Armata, entrambe ospitate nel Museo delle Paludi di Celano.

Terme di Alba Fucens

Lungo la Via del Miliario, a Sud rispetto al macellum, si osservano i resti dell’edificio che ospitava le Terme di Alba Fucens.

Le terme cittadine erano decorate con pregevoli mosaici raffiguranti soggetti marini e comprendevano diversi ambienti, maschili e femminili.

Purtroppo delle antiche terme non è rimasto molto ma ad un osservatore accorto non sfuggiranno delle particolarità strutturali dell’antico edificio che svelano la funzione a cui era adibito.

Si possono, infatti, ravvisare una serie di mattoncini impilati facenti parte del cosiddetto “ipocausto”, un avanguardistico sistema di riscaldamento impiegato dai Romani.

Escursione in Abruzzo: sito archeologico di Alba Fucens

Terme (Alba Fucens)

Tra queste pile di mattoncini, poste sotto il pavimento, passava l’aria riscaldata da una apposita fornace. La circolazione dell’aria calda, consentiva di aumentare la temperatura di specifici ambienti, tra cui le terme.

Come arrivare ad Alba Fucens?

Percorrendo l’autostrada A24 Roma-L’Aquila-Teramo (nota anche come Strada dei Parchi) oppure l’autostrada A25 Torano-Pescara, bisogna prendere l’uscita “Magliano de’ Marsi” e da qui proseguire verso Massa d’Albe.

Per raggiungere il sito archeologico di Alba Fucens vi basterà arrivare in località Massa d’Albe, appena fuori da Avezzano, e seguire da qui le indicazioni turistiche per “Alba Fucens”.

Dove parcheggiare ad Alba Fucens?

Se raggiungerete Alba Fucens con l’auto, non avrete difficoltà a trovare parcheggio, data la presenza di aree di sosta apposite sia nei pressi dell’ufficio turistico che, poco più avanti, in una piazzola sterrata adibita a parcheggio.

Alba Fucens: giorni e orari di apertura

La visita al sito archeologico di Alba Fucens è gratuita.

Prima di accedere, potete recarvi presso l’ufficio informazioni che troverete in una piazzetta a pochi metri dall’ingresso.

Presso l’ufficio turistico di Alba Fucens potrete prendere una brochure informativa e una mappa per orientarvi nell’area archeologica.

Il sito archeologico di Alba Fucens è visitabile tutto l’anno ed è liberamente accessibile.

Pausa pranzo

La vivace passeggiata tra le rovine di Alba Fucens, iniziata di mattina presto, ha risvegliato il nostro appetito e abbiamo quindi deciso di seguire i consigli dei nostri amici, pratici della zona, e di recarci a colpo sicuro in un vicino agriturismo.

Arrivati a Scurcola Marsicana, un grazioso paesino parte del club dei Borghi Autentici d’Italia, abbiamo seguito Via dei Cappuccini fino a giungere al cospetto del maestoso albero secolare di 750 anni noto come “Quercia di Donato“. Poco più avanti si apre l’ingresso dell’agriturismo che cercavamo.

Agriturismo "I Musicanti di Brema" a Scurcola Marsicana

Quercia di Donato (Scurcola Marsicana)

Abbiamo, quindi, consumato un ricco e delizioso pasto presso l’Agriturismo “I Musicanti di Brema” a Scurcola Marsicana. Le pietanze, tutte preparate sul momento con ingredienti freschi e di produzione propria, hanno soddisfatto pienamente le nostre aspettative.

Antipasto a base di affettati e formaggi, contorno di ortaggi a Km 0, focaccia di grano “solina” fatta in casa, gnocchi alle zucchine raccolte in mattinata, patate cotte al forno a legna e grigliata di carne mista, il tutto accompagnato dalla squisita cordialità dei gestori.

Agriturismo "I Musicanti di Brema" a Scurcola Marsicana

Agriturismo “I Musicanti di Brema” (Scurcola Marsicana)

Agriturismo "I Musicanti di Brema" a Scurcola Marsicana

Agriturismo “I Musicanti di Brema” (Scurcola Marsicana)

Agriturismo "I Musicanti di Brema" a Scurcola Marsicana

Agriturismo “I Musicanti di Brema” (Scurcola Marsicana)

Rifocillato lo stomaco, dopo un buon caffè abbiamo deciso di trattenerci una mezz’oretta nel giardino antistante, messo al servizio degli ospiti e arredato con amache, tavolini, sedie e sdraio.

Soddisfatti nel corpo e nello spirito, abbiamo salutato con un’ultima carezza gli amichevoli cavalli dell’agriturismo e siamo risaliti in auto, diretti verso la tappa successiva del nostro itinerario.

2. Chiesa di Santa Lucia (Magliano de’ Marsi)

Prima di raggiungere la destinazione seguente del nostro itinerario, cioè la Chiesa di Santa Maria in Valle Porclaneta, ci siamo concessi, su suggerimento dei nostri amici avezzanesi, una piccola deviazione a Magliano de’ Marsi per ammirare l’incantevole Chiesa di Santa Lucia.

Sorta sui resti di un preesistente tempio romano e inizialmente intitolata a San Martino, la Chiesa di Santa Lucia per come la conosciamo oggi risale al ‘400.

Chiesa di Santa Lucia (Magliano de' Marsi)

Chiesa di Santa Lucia (Magliano de’ Marsi)

Chiesa di Santa Lucia (Magliano de' Marsi)

Chiesa di Santa Lucia (Magliano de’ Marsi)

Chiesa di Santa Lucia (Magliano de' Marsi)

Chiesa di Santa Lucia (Magliano de’ Marsi)

La facciata della chiesa, in stile cistercense, è composta da una base trecentesca con tre portali ad arco ogivale. Il portale centrale è sormontato da una lunetta affrescata con una Madonna con Bambino e Santi.

Appena sopra il portale, si possono ammirare un pregevole rosone quattrocentesco e un finestrone rettangolare che venne aggiunto durante il restauro settecentesco.

Lateralmente al finestrone, da una parte e dall’altra, si osservano quattro bassorilievi un tempo inclusi nel presbiterio e impiantati nella facciata della chiesa in epoche successive durante i restauri resisi necessari in seguito ad una serie di violenti eventi sismici.

Non rinunciate, se la trovate aperta, a fare una visita anche all’interno. Nonostante i numerosi rimaneggiamenti, la Chiesa di Santa Lucia a Magliano de’ Marsi è sicuramente una delle chiese più belle del circondario.

3. Chiesa di Santa Maria in Valle Porclaneta (Rosciolo dei Marsi)

L’ultima tappa del nostro itinerario è stata la Chiesa di Santa Maria in Valle Porclaneta, situata a Rosciolo dei Marsi, frazione di Magliano de’ Marsi.

Per raggiungere questo gioiellino, nascosto tra i floridi boschetti alle pendici del Monte Velino, bisogna recarsi in direzione di Rosciolo dei Marsi e, giunti alle prime case dell’abitato, seguire le apposite indicazioni turistiche per “Santa Maria in Valle Porclaneta”.

Dopo aver parcheggiato la macchina a bordo strada, con una piacevole passeggiata di un paio di chilometri si raggiunge la pittoresca chiesetta.

La Chiesa di Santa Maria in Valle Porclaneta risale alla prima metà del XI secolo e venne eretta molto probabilmente come parte di un complesso conventuale più ampio, oggi scomparso.

Chiesa di Santa Maria in Valle Porclaneta (Rosciolo dei Marsi)

Chiesa di Santa Maria in Valle Porclaneta (Rosciolo dei Marsi)

Aperta su uno spiazzo, la chiesetta all’esterno sembra modesta, quasi anonima.

Niente lascia presagire l’eleganza degli interni, caratterizzati dalla presenza di pregevoli elementi architettonici e pittorici, come l’ambone in pietra e stucchi con storie tratte dalla Bibbia realizzato dal Maestro Nicodemo, e il ciborio, sempre del Nicodemo, sorretto da quattro colonnine e fregiato con motivi influenzati dall’arte araba e bizantina.

Chiesa di Santa Maria in Valle Porclaneta (Rosciolo dei Marsi)

Chiesa di Santa Maria in Valle Porclaneta (Rosciolo dei Marsi)

Chiesa di Santa Maria in Valle Porclaneta (Rosciolo dei Marsi)

Chiesa di Santa Maria in Valle Porclaneta (Rosciolo dei Marsi)

Chiesa di Santa Maria in Valle Porclaneta (Rosciolo dei Marsi)

Ciborio | Chiesa di Santa Maria in Valle Porclaneta (Rosciolo dei Marsi)

Ancor più sorprendente è l’iconostasi, unica al mondo sia per il pregio della lavorazione che per il materiale di realizzazione.

L’iconostasi della Chiesa di Santa Maria in Valle Porclaneta consta di una base con pannelli in pietra scolpiti con animali reali e fantastici (alcuni uccelli, un leone, un drago e un grifone) che sorregge una trabeazione in legno, intagliata magistralmente e miracolosamente giunta sino ai giorni nostri.

Anne MacDonell, viaggiatrice inglese che visitò Santa Maria in Valle Porclaneta agli inizi del ‘900, nel suo Negli Abruzzi (1908) scrisse:

E’ molto facile che Santa Maria della Valle sfugga all’attenzione del viaggiatore perché si trova molto distante dalla strada principale, che conduce altrove.

Molti ci guardano ad occhi spalancati, quando ci rifiutiamo di prendere la carrozzella per andare a Rosciolo, ma è magnifico salire a piedi attraverso la campagna dorata; nell’aria c’è una luce vivida ed il magnifico panorama della Valle Porclaneta ci induce a proseguire. La strada, che porta al tempio, passa sotto il villaggio, senza attraversarlo. Rosciolo è il paese da cui gli alpinisti partono di notte per scalare il Velino. Per le popolazioni che abitano lì intorno, il Velino è un amico; sui suoi pendii esse raccolgono erbe medicinali ed alzano lo sguardo su questa montagna, per trarre previsioni meteorologiche.

Da Rosciolo la strada si fa impervia ma non priva d’ombra e quando sembra scontrarsi con la parete posteriore della valle, ecco la nostra S.Maria, che si trova sotto un’erta collina boscosa, in capo al mondo e del tutto isolata. Non ci sono più di due case, là dove un tempo esisteva un paese fiorente, “Villa Maggiore”, che si presume sia stata distrutta da Carlo d’Angiò, per aver offerto aiuto a Corradino.

Quel che resta della chiesa non sembra degno di nota: una struttura simile ad un granaio con un’elegante abside ed una finestra esposta a sud. Il portico è aperto e sembra che occasionalmente sia usato come stalla. Questo “monumento nazionale” è senza dubbio un rifugio veramente utile.

Sul portale vi è una lunetta con un delizioso affresco, rappresentante Nostra Signora con due angeli ai lati, che risale ai primi del XIV secolo. Un viaggiatore inglese, che passava di qui, pensando che fosse sprecato in questa landa desolata, si offrì di comperarlo; fece un’offerta piuttosto alta e si sorprese quando non ottenne ciò che voleva. E’ giusto preoccuparsi per la sua incolumità, anche se esso è trattato con rispetto dai mandriani, che fanno alloggiare mucche e muli sotto un tale affresco.

Sulle pareti della chiesa sono ancora ben visibili alcuni antichi affreschi, risalenti al XIV e XV secolo, tra cui spicca la meravigliosa Madonna con Bambino.

Prima di uscire dalla Chiesa di Santa Maria in Valle Porclaneta, vi invito a soffermarvi per qualche minuto ad osservare i decori dei capitelli, delle colonnine dell’iconostasi, del ciborio e dell’ambone, prodotti scultorei raffinati e di notevole pregio.

All’esterno, prospiciente alla facciata della Chiesa di Santa Maria in Valle Porclaneta, sono riconoscibili i resti del prònao (o prodromo), antico ingresso agli ambienti monastici oggi perduti. Nei pressi della chiesa si trova anche un bel fontanile, reminiscenza di una delle attività economiche preminenti in Abruzzo, cioè la pastorizia.

Chiesa di Santa Maria in Valle Porclaneta (Rosciolo dei Marsi)

Fontanile | Chiesa di Santa Maria in Valle Porclaneta (Rosciolo dei Marsi)

Chiesa di Santa Maria in Valle Porclaneta (Rosciolo dei Marsi)

Prònao | Chiesa di Santa Maria in Valle Porclaneta (Rosciolo dei Marsi)

Se vi è piaciuta questa escursione e cercate altri consigli e spunti di viaggio in Abruzzo, leggete anche:

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One Response
  1. Riccardo 1 mese ago

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