Borgo di Capestrano e Fiume Tirino: cosa fare e vedere

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Cercate l’ispirazione per una gita fuori porta in Abruzzo, tra borghi e natura? Oggi andiamo alla scoperta di Capestrano, uno dei borghi più belli d’Abruzzo.

Capestrano è un piccolo borgo medievale abruzzese, porta d’accesso meridionale al Parco Nazionale del Gran Sasso e Monti della Laga e parte della Comunità montana di Campo Imperatore-Piana di Navelli.

Molti di voi lo avranno sentito nominare in associazione all’omonimo Guerriero di Capestrano, divenuto nel corso del tempo uno dei simboli indiscussi dell’Abruzzo, che venne rinvenuto proprio in queste zone.

Visitare il borgo di Capestrano e il Fiume Tirino: cosa fare e vedere

Capestrano (Abruzzo)

Se siete appassionati di arte e di cultura, ma allo stesso tempo volete godere delle bellezze della natura incontaminata di questo angolo d’Abruzzo, Capestrano è il luogo adatto a voi. Difatti, oltre che dalla presenza del borgo, adagiato su un promontorio che domina la vallata, il paesaggio intorno a Capestrano è reso ancor più affascinante dal passaggio del Fiume Tirino che, per la sua acqua limpida, pura e azzurrissima, si è guadagnato il titolo di fiume più pulito d’Italia.

Una visita a Capestrano con sosta obbligata sulle rive del Fiume Tirino offre l’occasione perfetta per una gita fuori porta in una delle zone più suggestive del territorio aquilano.

Scopriamo insieme cosa fare e vedere a Capestrano e dintorni.

Capestrano: storia del borgo

Capestrano ha origini antichissime. Le prime menzioni note del borgo fortificato di Capestrano risalgono alla metà del 1200 sebbene numerosi reperti archeologici rinvenuti nella zona attestino l’insediamento di alcune popolazioni addirittura nel periodo del Neolitico.

Il nome del borgo di Capestrano deriverebbe da Caput trium amnium.

Il toponimo è di origine altomedievale e si riferisce al nuovo borgo costruito su una zona sopraelevata e più protetta rispetto alla valle sottostante. In seguito all’invasione della valle del fiume Tirino (Trium amnium, poi Tritanum) da parte dei Saraceni tra il IX e X secolo, infatti, venne attuato lo spostamento del precedente insediamento sito a valle su una parte più elevata.

Numerosi fonti menzionano Capestrano e il territorio circostante in collegamento all’attività del Monastero benedettino di San Pietro in Trite (successivamente detto San Pietro ad Oratorium).

Nel 1284 Capestrano passa sotto il controllo di Riccardo d’Acquaviva di San Valentino che riceve il feudo da re Carlo I d’Angiò. Da questo momento in poi, il borgo di Capestrano, grazie alla sua posizione strategica e alla ricchezza dei suoi territori, vede l’avvicendarsi di diverse famiglie e signorie, la cui presenza ha contribuito a donare a Capestrano quell’architettura medievale mista a rinascimentale che oggi lo caratterizza.

Nel 1463 il marchesato di Capestrano viene ceduto ad Antonio Piccolomini, che lo riceve in dono da re Ferdinando I d’Aragona.

Proprio al periodo di marchesato di Antonio Piccolomini risale l’ampliamento del castello. Gli osservatori più attenti, visitando il Castello di Capestrano, noteranno lo stemma della famiglia Piccolomini (cinque mezze lune disposte a croce, sormontate da una corona) sia sul rivellino della porta d’accesso originaria al castello che su una parete del pozzo posto nel cortiletto interno alla fortificazione.

Lo stesso Piccolomini cede il borgo al Gran Duca di Toscana, Francesco de’ Medici, dando il via all’egemonia della famiglia de’ Medici su Capestrano, durata fino al 1743 con l’arrivo dei Borboni che ne furono proprietari fino al 1806, l’anno della fine del feudalesimo.

Cosa fare e vedere a Capestrano

Capestrano, come molti altri borghi di origine medievale, è custode di un tesoro architettonico e artistico di elevato pregio. Vediamo insieme quali sono le cose da vedere assolutamente  a Capestrano.

Centro storico di Capestrano

Il centro storico di Capestrano presenta ancora intatta l’antica struttura urbanistica tipica dei borghi fortificati abruzzesi, con una cinta muraria esterna che abbraccia la zona abitata al fine di proteggerla dagli attacchi esterni.

L’abitato, posto all’interno della cinta di mura, era accessibile esclusivamente attraverso cinque grandi porte, ancora oggi presenti: Porta Parete, Porta del Sacco, Porta del Lago, Porta La Palma e Porta Castello (anche detta Porta La Macchia).

Superata una delle porte antiche, entrerete nel centro storico di Capestrano.

Nel dedalo di vicoletti e tra le file di abitazioni asserrate a scopo difensivo si aprono, di tanto in tanto, ripide scalinate in pietra, piazzette dal sapore antico e angoli panoramici affacciati sulla vallata.

Visitare il borgo di Capestrano e il Fiume Tirino: cosa fare e vedere

Capestrano (Abruzzo)

Non si può non rimanere affascinati dal paesaggio che fa da sfondo ad un paesino dove il tempo sembra essersi fermato, conservandolo quasi intatto nonostante lo scorrere dei secoli.

Visitare il borgo di Capestrano e il Fiume Tirino: cosa fare e vedere

Capestrano (Abruzzo)

Visitare Capestrano equivale a compiere un viaggio nel passato. Certo, la modernità è arrivata anche qui, ma l’antico vive ancora tra qualche antenna parabolica, tra i cavi della luce e le automobili.

Proseguendo verso la piazza del paese, vi imbatterete nella Chiesa di Santa Maria della Pace,all’interno della quale è sepolto Antonio Piccolomini. La chiesa venne costruita attorno al XVII secolo su un preesistente edificio religioso. Si caratterizza per l’interno barocco a tre navate arricchito da decorazioni a stucco e per un campanile esterno dalla particolare forma “a cipolla”.

Altri edifici religiosi che potrete visitare a Capestrano sono:

  • la Chiesa di Santa Maria della Pace, risalente al XVII secolo;
  • la Chiesa di San Biagio, le cui attestazioni si hanno già a partire dal 1100;
  • il Convento Francescano di San Giovanni, all’interno del quale potrete visitare il museo che conserva un grande patrimonio religioso, tra cui una bibbia di pergamena risalente al XV secolo ed una bolla di Papa Urbano IV datata 1262.

La presenza di diversi edifici religiosi testimonia la grande fede delle popolazioni e delle varie famiglie che si sono alternate nel borgo nel corso dei secoli.

Il centro storico di Capestrano è arricchito da negozietti e piccole botteghe nelle quali potete acquistare i più noti prodotti tipici abruzzesi e capestranesi.

Castello Piccolomini di Capestrano

Il Castello Piccolomini domina il borgo con aria fiera e austera.

Il suo aspetto attuale è frutto di numerosi rimaneggiamenti e ampliamenti voluti dalle varie famiglie che si avvicendarono nel controllo politico di Capestrano, in particolare gli Acquaviva, i Piccolomini e i de’ Medici.

La struttura attuale è fatta risalire in gran parte al 1485 e il nome del castello è ancora oggi legato ai Piccolomini, la famiglia che da semplice bastione fortificato lo trasformò in vera e propria fortezza con annessa dimora signorile.

Situato strategicamente al centro del borgo, il Castello di Capestrano è oggi visitabile gratuitamente.

L’ingresso principale del Castello Piccolomini si affaccia sulla piazza del paese.

Visitare il borgo di Capestrano e il Fiume Tirino: cosa fare e vedere

Castello Piccolomini, Capestrano (Abruzzo)

Visitare il borgo di Capestrano e il Fiume Tirino: cosa fare e vedere

Castello Piccolomini, Capestrano (Abruzzo)

Appena varcato l’ingresso, vi darà il benvenuto una riproduzione a grandezza naturale del Guerriero di Capestrano (l’originale è conservato nel Museo Archeologico Nazionale d’Abruzzo, ospitato nella Villa Frigerj a Chieti).

Al Guerriero di Capestrano il borgo deve molta della sua fama. Questa scultura di notevoli dimensioni, realizzata su un blocco unico di pietra calcarea, risalirebbe al VI secolo a.C. e venne ritrovata fortuitamente nel 1934 da Michele Castagna, un contadino che stava lavorando al dissodamento del suo terreno.

Per approfondire Il Guerriero di Capestrano: cos’è, dove si trova e perché è una delle sculture più importanti d’Italia

Proseguendo nella visita al castello incontrerete sul vostro cammino il bel cortile interno, che ospita un pozzo in marmo risalente al ‘400 e, poco più avanti, una serie di camminamenti sulle mura e una torre quadrata.

La torre quadrata interna, posta in una posizione insolita rispetto agli altri ambienti del castello, è stata inglobata da una struttura preesistente: è, infatti, l’unica parte rimasta intatta dell’antica fortificazione medievale sulla quale venne successivamente eretto il castello.

Visitare il borgo di Capestrano e il Fiume Tirino: cosa fare e vedere

Castello Piccolomini, Capestrano (Abruzzo)

Visitare il borgo di Capestrano e il Fiume Tirino: cosa fare e vedere

Castello Piccolomini, Capestrano (Abruzzo)

Visitare il borgo di Capestrano e il Fiume Tirino: cosa fare e vedere

Castello Piccolomini, Capestrano (Abruzzo)

La fortezza è completata da diversi bastioni circolari e, un tempo, da un fossato che correva lungo le mura (successivamente ricoperto).

All’inizio del ‘900, grazie alle varie opere di restauro, è stato possibile rendere accessibili i due saloni presenti ai piani superiori, che oggi vengono utilizzati per manifestazioni, eventi, incontri istituzionali e congressi. Alcune stanze del Castello Piccolomini ospitano gli uffici del Comune di Capestrano.

Abbazia di San Pietro ad Oratorium

Tra gli edifici religiosi presenti a Capestrano, una particolare menzione va fatta per l’Abbazia di San Pietro ad Oratorium.

Fatta costruire nel VIII secolo con il nome di San Pietro in Trite da Desiderio, Re dei Longobardi, l’Abbazia di San Pietro ad Oratorium venne successivamente riadattata e adeguata ai dettami dello stile romanico tra la fine dell’XI e l’inizio del XII secolo. Questo luogo ha rappresentato per secoli il fulcro della vita del borgo.

La struttura può essere definita un vero e proprio capolavoro di architettura. La facciata con grandi blocchi di pietra rettangolari conserva le sembianze originali. La chiesa si presenta con tre navate, ognuna delle quali chiusa da un abside. Oltre a un altare e un ciborio del XIII secolo, al suo interno potrete ammirare un affresco del XII secolo che raffigura Cristo in trono tra gli Evangelisti sotto al quale sono ritratti i 24 Anziani dell’Apocalisse.

Il Quadrato magico di Capestrano

Sulla facciata della Chiesa di San Pietro ad Oratorium, prestando un po’ di attenzione, noterete certamente un dettaglio insolito. Volgete lo sguardo alla sinistra del portale e qui vedrete un blocco di pietra con incise delle parole latine capovolte.

Il cosiddetto “quadrato del Sator” è un’iscrizione in Latino che riporta, in un ordine specifico, le parole SATOR, AREPO, TENET, OPERA, ROTAS.

L’iscrizione va a formare un palindromo: la frase, infatti, se letta da sinistra a destra, da sinistra a destra, dal basso all’alto oppure dall’alto al basso resta identica.

Il quadrato magico di Capestrano è stato oggetto di diversi studi per comprenderne il significato e, ancora oggi, i visitatori che giungono a Capestrano si divertono a cercare di interpretare questo enigmatico rompicapo, provando a risolvere il mistero che si cela dietro quelle oscure parole in Latino.

Cosa fare e vedere vicino a Capestrano

Fiume Tirino

Se state per visitare il borgo di Capestrano cogliete l’occasione di fare una sosta lungo le sponde del Fiume Tirino. Se ancora non lo conoscete è arrivato il momento di rimediare e la ragione è semplice: il Tirino è considerato uno dei fiumi più belli e puliti d’Europa.

L’acqua cristallina e dal colore azzurro brillante del Tirino e la bellezza del paesaggio circostante, caratterizzato da boschetti di salici e pioppi secolari, rendono le sponde del fiume il luogo ideale per gradevoli passeggiate nel verde. Resterete letteralmente incantati dalla bellezza del fiume che, a seconda del tratto in cui ci si trova e delle condizioni di luce e atmosferiche, assume una colorazione vivace e brillante che varia dall’azzurro al verde smeraldo.

Visitare il borgo di Capestrano e il Fiume Tirino: cosa fare e vedere

Fiume Tirino, Capestrano (Abruzzo)

Il nome Tirino sin dall’epoca romana è conosciuto come Tirinum flumen, nome che sta ad indicare la presenza delle tre sorgenti che alimentano il corso d’acqua, cioè Presciano, Capo D’Acqua e Lago. Le sorgenti alimentano il bel fiume che scorre nella Valle Tritana (o Valle del Tirino) prima di gettarsi nel Fiume Pescara.

La connessione di Capestrano con il Fiume Tirino oltre che geografica è anche storica. L’origine del nome del borgo verrebbe da Caput presanum (con il significato di borgo “sopra la sorgente Presciano”) o, più probabilmente, come abbiamo già visto, da Caput trium amnium (con il significato di borgo “sopra le tre sorgenti”), proprio ad attestare il legame del centro abitato costruito sulla collina con il corso d’acqua sottostante.

Per godere appieno dello spettacolo naturale offerto dal Fiume Tirino potete noleggiare una bicicletta oppure prendere parte ad una delle emozionanti escursioni in canoa organizzate dalla Cooperativa “Il Bosso”.

Aufinum e necropoli arcaiche

Nei pressi delle sorgenti del Fiume Tirino, ai piedi del borgo di Capestrano, sono stati fatti interessanti ritrovamenti archeologici.

Oltre al già citato Guerriero di Capestrano, durante alcune campagne di scavo sono stati rinvenuti i resti dell’antico insediamento di Aufinum, situato sul Colle Sant’Antonino e sulle sue pendici, a breve distanza dall’odierna Capestrano.

Lungo le sponde del Fiume Tirino sono state individuate anche delle necropoli di notevole importanza storica e archeologica.

Lago di Capo D’Acqua

Nei pressi di Capestrano, nella frazione di Capo D’Acqua, si trova un luogo affascinante e decisamente insolito: un lago nascosto tra le montagne dell’Abruzzo dove si possono fare delle immersioni subacquee alla scoperta di una piccola Atlantide sommersa.

Nel 1965 il corso superiore del Fiume Tirino venne sbarrato da una diga artificiale, proprio in prossimità della frazione di Capo D’Acqua. Qui le acque delle sorgenti di Capo d’Acqua sono state invasate in un bacino artificiale, oggi noto come Lago di Capo D’Acqua (o Lago di Capodacqua), pensato per fungere da riserva idrica per l’irrigazione dei terreni circostanti.

Nei luoghi attualmente sommersi dall’acqua del Lago di Capo D’Acqua si trovano due mulini di epoca mediavale in ottimo stato di conservazione. In superficie, nei pressi del lago, è ancora visibile anche un colorificio coevo.

Durante le immersioni nel Lago di Capo D’Acqua si esplora un ambiente molto suggestivo, creato sott’acqua dalle rovine dei mulini medievali, dalla rigogliosa flora lacustre e dalla presenza di fauna ittica. In superficie, invece, non è raro osservare uccelli acquatici di varie specie, che fanno tappa presso il laghetto per rifocillarsi o riposare.

Il Lago di Capo D’Acqua è privato ed è, quindi, accessibile previo pagamento. Lo specifico: recarsi al Lago di Capo D’Acqua non è consigliato a chi non vuole fare immersioni subacquee. Il lago, essendo a gestione privata, è circondato da una recinzione, non è accessibile per altri scopi se non le immersioni subacquee e non è balneabile.

Per gli appassionati di diving, però, è sicuramente una tappa imperdibile: l’acqua del lago è cristallina e la visibilità sott’acqua davvero straordinaria. Un’esperienza di immersione subacquea diversa dal solito tra le rovine dell’Atlantide d’Abruzzo!

Dove mangiare a Capestrano?

In occasione della nostra visita a Capestrano, abbiamo deciso di fermarci a pranzo in un agriturismo situato appena fuori da Capestrano, in località Nucleo Capodacqua.

L’Agriturismo Terra di Solina, immerso nel verde rigoglioso della Valle del Tirino, ci ha accolti con un aperitivo a base di vino e stuzzichini fatti in casa nel bel giardino che circonda la struttura.

L’aperitivo è stato un gradevole preludio al delizioso pranzo che abbiamo consumato nel ristorante, che serve piatti della tradizione abruzzese rivisitati in chiave moderna rigorosamente preparati con prodotti e materie prime di qualità e locali.

Visitare il borgo di Capestrano: dove mangiare?

Agriturismo Terra di Solina, Capestrano (Abruzzo)

Visitare il borgo di Capestrano: dove mangiare?

Agriturismo Terra di Solina, Capestrano (Abruzzo)

Il menù dell’Agriturismo Terra di Solina, pensato per soddisfare tutti i gusti e le esigenze alimentari (vegani e vegetariani troveranno sfiziose e ampie possibilità di scelta), viene creato in accordo con la reperibilità stagionale dei prodotti ed è incentrato sulle colture dell’azienda agricola Terre del Tirino.

Il ristorante, infatti, è solo una piccola parte dell’azienda agricola, che comprende 15 ettari di terreno dove vengono coltivati cereali antichi, come il farro e la solina, ma anche ortaggi, frutti di bosco, mais per la polenta, ceci e fagioli “poverelli”, olive, tartufo nero pregiato, frutti antichi e zafferano.

Nell’Agriturismo Terra di Solina potrete anche sorseggiare degli ottimi Trebbiano e Montepulciano DOC, vini prodotti nella stessa azienda agricola con l’uva coltivata nei vigneti in conversione biologica.

COS’E’ LA SOLINA?

Il ritorno alle colture tradizionali del territorio è una precisa scelta dell’Agriturismo Terra di Solina.

La solina (che dà anche il nome al ristorante) è un grano antico, rustico e molto nutriente. Da numerose fonti storiche si è scoperto che la coltivazione di questa varietà di grano in Abruzzo era presente già all’inizio del XVI secolo.

Storicamente il grano di solina veniva coltivato nelle zone montane abruzzesi, in particolare nell’Aquilano e nell’area del Parco Nazionale del Gran Sasso e Monti della Laga ma la sua coltivazione è stata gradualmente abbandonata in favore di grani di più facile produzione e dalla resa più abbondante e redditizia.

La solina, resistente alle basse temperature e alle condizioni climatiche estreme delle zone montane, è un grano perfetto per la coltivazione biologica ed è uno straordinario concentrato di fibre, minerali e vitamine.

Oltre ai piatti in cui a fare da protagonista è il grano di solina, nel menù troverete zuppe di legumi e cereali locali, piatti della tradizione preparati con ingredienti a Km 0, contorni di verdure ed insalate a base di ortaggi di stagione, percorsi di degustazione di salumi e formaggi abruzzesi, il tutto accompagnato da pane di farina di grano di solina fatto in casa.

Visitare il borgo di Capestrano: dove mangiare?

Agriturismo Terra di Solina, Capestrano (Abruzzo)

Visitare il borgo di Capestrano: dove mangiare?

Agriturismo Terra di Solina, Capestrano (Abruzzo)

Vi riporto alcuni dei piatti presenti sul menù:

  • Zuppa di lenticchie con crostini di solina,
  • Scrippella di farina di fagioli ripiena di verdure e polvere di prosciutto,
  • Ravioli di farro con ricotta mista di Gregorio di Scanno e borragine con salsa di zafferano,
  • Fettuccine di solina con crema di topinambur, alici e bottarga di trota,
  • Sagne di farro con fagioli aquilani e pancetta croccante,
  • Gnocchi di solina con carciofi e ricotta scorzanera di Gregorio,
  • Fettuccine di solina al pomodoro a pera d’Abruzzo,
  • Coratella d’agnello IGP del Gran Sasso con crema di cipolle,
  • Stracotto al Montepulciano su crema di patate,
  • Cavoli strascinati,
  • Patate al profumo di erbe aromatiche,
  • Scrigno vegano alla canapa.

Per chiudere il pranzo, un tripudio di dolci:

  • Crema pasticcera al mosto cotto,
  • Nocciomisù (mousse di nocciola, crema di fagioli aquilani e cioccolato fondente su biscotto di solina bagnato al caffè),
  • Crostata scomposta con crema e marmellata di more,
  • Panna cotta con riduzione di Montepulciano.

Solo ad elencare i piatti e i dolci presenti sulla carta mi viene di nuovo l’acquolina in bocca. Provate questo ristorante se siete in zona e vi assicuro che vivrete un’esperienza culinaria stimolante e decisamente soddisfacente.

Capestrano: piatti tipici e specialità da assaggiare

La gastronomia della zona di Capestrano è basata sui prodotti tipici della tradizione abruzzese.

Tra le specialità della zona non mancano mai in tavola i piatti preparati con lo Zafferano dell’Aquila DOP, eccellenza coltivata della vicina Piana di Navelli, e con il gambero di fiume e la trota del Tirino.

La Sagra della trota di Capestrano è uno degli eventi di punta del calendario estivo del borgo e di norma ha luogo la seconda settimana di Agosto.

Un’altra specialità tutta capestranese sono gli sfiziosi amaretti a base di mandorle, che potete assaggiare nel borgo oppure acquistare come souvenir da portare a casa o da regalare ad amici e parenti.

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