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15 cose da fare e vedere in Friuli-Venezia Giulia almeno una volta nella vita

15 cose da fare e vedere in Friuli-Venezia Giulia

Cosa vedere in Friuli-Venezia Giulia? Quali sono le città e i borghi friulani più belli? Quali sono le esperienze irrinunciabili e i piatti tipici assolutamente da provare? Questa regione del Nord-est italiano, al confine con Austria e Slovenia, custodisce piccole e grandi meraviglie tutte da scoprire.

Se state pianificando un viaggio in terra friulana ma non sapete cosa inserire nel vostro itinerario, lasciatevi ispirare da questo elenco delle cose da fare e vedere in Friuli-Venezia Giulia.

Il Friuli-Venezia Giulia è una regione dell’Italia non particolarmente conosciuta e poco frequentata dal turismo. Incastonata tra le Dolomiti e il Mar Adriatico, a Nord-est del territorio italiano, il Friuli-Venezia Giulia offre numerosi spunti di viaggio: è interessante sotto il profilo storico-culturale e paesaggistico, oltre a vantare una tradizione enogastronomica d’eccellenza.

Ciò che rende questa regione estremamente particolare è la sua posizione geografica. Confina, infatti, a Nord con l’Austria, a Est con la Slovenia, a Sud con il Mar Adriatico e a Ovest con il Veneto. Questa posizione strategica rende il Friuli-Venezia Giulia una regione in cui confluiscono usi, costumi, culture e storie di popoli diversi e questa multiculturalità la ritroviamo nelle architetture, nelle espressioni artistiche, nella gastronomia e nelle tradizioni friulane.

Vi è venuta voglia di organizzare qualche gita fuori porta o una vacanza più lunga in territorio friulano? Ecco le 15 cose da fare e vedere in Friuli-Venezia Giulia almeno una volta nella vita.

1. Prendere un caffè a Trieste

A Trieste ci sono diversi caffè storici dove potrete sorseggiare un caffè ammirando le bellezze della città.

Uno dei luoghi ideali per prendere un caffè a Trieste è in Piazza Unità d’Italia, che i Triestini hanno soprannominato il “salotto vista mare” della città.

Prima di ordinare un caffè a Trieste, però, farete meglio a informarvi su cosa chiedere esattamente! A Trieste un caffè è chiamato un “nero”. Quindi un “nero” è il normale espresso in tazzina, mentre nel resto della regione, se chiedete un “nero“, vi serviranno un calice di vino rosso!

Un caffè macchiato è un “capo” mentre un “capo in B” è il caffè macchiato in bicchiere. Non lasciatevi scoraggiare: è più facile a farsi che a dirsi!

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Piazza Unità d’Italia a Trieste (Friuli-Venezia Giulia)

2. Mangiare in una Osmiza sul Carso

Cosa sono le Osmize? Si tratta in genere di piccole aziende agricole dove è possibile mangiare e bere i prodotti della casa, in un’atmosfera familiare e rustica.

Osmiza in lingua slovena significa “otto”, infatti otto erano i giorni concessi dall’imperatrice Maria Teresa d’Austria per aprire le proprie case e vendere i prodotti in eccesso. Ancora oggi le Osmize sono aperte solo per pochi giorni all’anno.

Tipiche del Carso, le Osmize sono presenti in diverse zone del Friuli-Venezia Giulia e stanno conquistando pian piano il cuore dei turisti. Mangiare in una Osmiza è un’esperienza insolita e stimolante: nelle  Osmize vengono serviti prodotti freddi già pronti e specialità nostrane, come salumi, affettati, sottoli, sottaceti, formaggi, il tutto accompagnato da buon vino locale.

3. Visitare Grado, l’Isola del Sole

Amata da Pier Paolo Pasolini, che la descrisse come “un luogo dell’anima”, Grado è una città nota ai più per le sue spiagge e per i trattamenti termali. Ai tempi dell’Impero austro-ungarico, difatti, nasce proprio a Grado il primo stabilimento europeo per le sabbiature.

Ma Grado, soprannominata l’Isola del Sole, offre molto di più di mare, spiagge e terme.

Perdetevi nel piccolo centro storico, il Castrum, e scoprite le tracce del passato di Grado, un piccolo villaggio lagunare che da borgo di pescatori divenne sede patriarcale.

Proprio all’epoca in cui il Patriarca si trasferì da Venezia a Grado viene fatto risalire uno dei periodi più fiorenti e prosperi per la cittadina friulana. La basilica patriarcale di Sant’Eufemia rappresenta simbolicamente la grandiosità e l’opulenza dell’antica città patriarcale.

Alla visita al centro storico di Grado è quasi d’obbligo abbinare un’escursione in barca nella laguna di Grado alla scoperta di pittoreschi canali e panorami che ricordano la “sorella maggiore”, Venezia.

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Grado (Friuli-Venezia Giulia)

4. Mangiare il Frico

Tra le specialità della cucina friulana da provare assolutamente spicca il Frico, un piatto di origine povera, nato allo scopo di ridurre gli sprechi dei ritagli del formaggio quando venivano create le tipiche forme.

Essendo a base di patate e formaggio, il Frico non è un piatto propriamente “dietetico”, anche se, almeno in viaggio, uno sgarro si può fare senza troppi rimorsi! Assaggiate questa pietanza tipica friulana e non ve ne pentirete.

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Frico, piatto del Friuli-Venezia Giulia

5. Scoprire Cividale del Friuli e le valli del Natisone

Immancabile tra le cose da fare in Friuli è una visita a Cividale. Fondata da Giulio Cesare con il nome di Forum Iulii, Cividale è stata la sede del primo ducato longobardo in Italia e sede dei Patriarchi di Aquileia.

Ancora oggi lo splendore di un tempo è visibile passeggiando per le strade di Cividale del Friuli: da non perdere sono il Duomo e il Palazzo Comunale, ma anche l’Ipogeo Celtico e il Tempietto Longobardo, sul fiume Natisone.

Non dimenticate di fare tappa presso il Ponte del Diavolo, monumento-simbolo di Cividale del Friuli e luogo più fotografato della cittadina.

Secondo la leggenda, gli abitanti di Cividale chiesero al Diavolo di costruire il ponte con la promessa di offrirgli in pegno l’anima del primo che lo avrebbe attraversato. I Cividalesi, però, una volta eretto il ponte, beffarono il Diavolo facendovi passare non una persona ma un animale (un gatto, un cane o un maiale, a seconda delle versioni).

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Cividale del Friuli (Friuli-Venezia Giulia)

6. Degustare i migliori vini del territorio

Siete appassionati di vino? Allora il Friuli-Venezia Giulia è una meta che vi conquisterà.

In tutto il territorio troverete vini di qualità eccezionale. Se ne incontrate una lungo la strada, fermatevi in una cantina (le troverete praticamente dovunque) e fatevi guidare nell’assaggio dei vini locali, accompagnandoli, magari, con altre specialità friulane.

Generalmente non serve prenotare, ci sarà sempre un cantiniere pronto a introdurvi nel mondo dei vini friulani. Se visiterete il Friuli-Venezia Giulia nel mese di Maggio, ricordate di partecipare agli eventi di “Cantine Aperte“, per un inebriante viaggio alla scoperta dell’enogastronomia friulana.

Quali sono i migliori vini del Friuli Venezia Giulia? Tra i vitigni autoctoni friulani ci sono il Verduzzo Friulano, il Picolit, lo Schioppettino, il Pignolo, il Tazzelenghe e il Ribolla Gialla. Nel Carso, zona di confine per eccellenza, i protagonisti sono i bianchi Vitovska e Malvasia. Molto apprezzati sono anche i vitigni importati come Merlot, Sauvignon e Pinot Grigio.

Vi ricordo che il Friuli-Venezia Giulia con ben 4 province ricade nella zona di produzione del Prosecco DOC: non c’è, quindi, luogo migliore per degustare questo raffinato bianco.

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7. Assaggiare il prosciutto di San Daniele

Chi non conosce il prosciutto di San Daniele? Questa eccellenza italiana viene prodotta seguendo antiche tradizioni da sapienti mastri prosciuttai. Profondamente legato al territorio in cui viene prodotto, il San Daniele è uno dei prosciutti crudi stagionati più famosi e amati in Italia e nel mondo.

Se visiterete il Friuli non potete non degustare qualche fetta di San Daniele accompagnata da grissini e buon vino nel cuore della cittadina omonima. A San Daniele del Friuli troverete più di 30 produttori oltre a numerosi ristoranti e locali che servono specialità a base di prosciutto.

Le zone intorno a San Daniele offrono inoltre percorsi naturalistici per gli amanti della bici o del trekking. Durante la festa “Aria di Festa”, San Daniele si anima di musica e bancarelle di specialità gastronomiche e prodotti locali.

8. Provare il prosciutto e la birra di Sauris

In un piccolo villaggio delle Alpi carniche, incastonato tra le montagne e il verdissimo lago di Sauris, viene prodotto il prosciutto di Sauris, meno conosciuto rispetto ai fratelli maggiori di Parma e San Daniele ma altrettanto invitante.

Il prosciutto di Sauris è da assaggiare rigorosamente accompagnato dalla birra artigianale prodotta localmente, la Zahre Beer. Cosa c’è di meglio di uno spuntino a base di birra artigianale e prosciutto nostrano dopo una giornata di trekking nell’affascinante contesto paesaggistico delle Alpi carniche!

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Sauris di Sopra (Friuli-Venezia Giulia)

9. Immergersi nella storia ad Aquileia

Aquileia fu una delle città più grandi, ricche e fiorenti dell’Impero Romano nell’area mediterranea. Fondata nel 181 a.C., Aquileia divenne ben presto una sorta di “seconda capitale” dell’Impero, prospera, potente e strategica per i progetti di espansione verso il Danubio.

Distrutta e saccheggiata dagli Unni, con l’Impero in crisi visse periodi di decadenza. Nel Medioevo, però, la città trovò una nuova missione, diventando uno dei più rilevanti centri di diffusione del Cristianesimo in Europa. Dal 1998 Aquileia fa parte dell’elenco dei Patrimoni dell’Umanità UNESCO.

Situata a breve distanza dal capoluogo friulano e, per questo, meta ideale per una gita fuori porta da Trieste, Aquileia vanta un’importante area archeologica (gli scavi sono tuttora in corso e non hanno ancora riportato alla luce tutti i tesori dell’epoca romana) oltre ad un centro storico di notevole fascino.

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Basilica di Santa Maria Assunta in Aquileia (Friuli-Venezia Giulia)

10. Viaggiare sul tram di Opicina

La linea di tram Trieste-Opicina è uno dei simboli della Trieste asburgica. Inaugurata nel 1902, collega la città di Trieste a Opicina, che si trova sull’altopiano carsico, passa quindi dal mare all’altopiano, grazie a un sistema di trazione funicolare.

Una volta arrivati a Opicina, regalatevi una passeggiata sulla “Napoleonica“, un sentiero immerso nella natura con una vista mozzafiato sul Golfo di Trieste.

11. Passeggiare lungo le mura di Palmanova

Palmanova è una città storica tra le più belle d’Italia eppure sono in pochi a conoscerla. Questa città-fortezza, costruita dai Veneziani attorno al 1593 come baluardo della Cristianità contro le invasioni turche, è stata dichiarata Patrimonio dell’Umanità UNESCO per la sua unicità architettonica.

Probabilmente non ve ne renderete conto passeggiando tra i suoi vicoletti ma la pianta di Palmanova ha la forma di una stella a nove punte. Al centro della stessa, si staglia una magnifica piazza esagonale, Piazza Grande. Solo guardando la città dall’alto potrete avere una visione generale della sua originalità architettonica e urbanistica.

La cinta muraria a nove punte è spettacolare e ben conservata. La passeggiata lungo le mura è sicuramente imperdibile durante l’esplorazione del centro storico che, tra l’altro, ha valso a Palmanova l’inserimento nella lista dei Borghi più belli d’Italia.

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Palmanova (Friuli-Venezia Giulia)

12. Rilassarsi a Lignano Sabbiadoro

Già dal nome è facile intuire che Lignano Sabbiadoro sia una località balneare.

Il lungo litorale di sabbia dorata e il mare da cartolina di Lignano ne hanno fatto una delle mete balneari estive più note d’Italia, in particolar modo tra i giovani grazie alla presenza di rinomati locali notturni, ristoranti e discoteche.

Lignano Sabbiadoro è di certo la spiaggia più frequentata dai Friulani e dai vicini Austriaci. Se amate la vita notturna e le città di mare vivaci e scanzonate, questo è il posto che fa per voi. Lignano Sabbiadoro è la località perfetta per una vacanza al mare da sogno in Friuli-Venezia Giulia!

13. Conoscere i luoghi del disastro del Vajont

Il Vajont… basta il nome ad evocare, come un’ombra perenne, il famigerato “disastro” causato dalla diga omonima. La visita a questi luoghi non è facile è, anzi, impegnativa a livello emotivo e probabilmente non adatta a tutti.

Nel 1963 una frana partita dal Monte Toc e precipitata nel lago artificiale del Vajont originò un’onda tanto alta e potente da superare la diga per poi riversarsi con una violenza inaudita sulla valle sottostante. Il muro d’acqua e fango spazzò via interi paesi, lasciando dietro di sé quasi duemila vittime.

La Diga dei Vajont è ancora là, integra ma inattiva. Un itinerario alla scoperta dei luoghi della tragedia del Vajont vi condurrà alla diga e ai paesini divenuti tristemente noti in seguito al disastro.

Il silenzio dei paesi di Erto e Casso, totalmente distrutti, certamente faranno riflettere sulla piccolezza dell’uomo di fronte alla natura.

La bellezza del panorama dalla diga genera nei visitatori allo stesso tempo sentimenti di meraviglia e spavento. Il coronamento della Diga del Vajont è, infatti, percorribile con una visita guidata.

Per approfondire la storia del disastro, meritano una visita anche l’EcoMuseo del Vajont a Erto e il Museo Longarone Vajont a Longarone.

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Diga del Vajont (Friuli-Venezia Giulia)

14. Visitare la Carnia

La Carnia è una zona montana del Friuli-Venezia Giulia settentrionale particolarmente affascinante sotto il profilo turistico. Situata a ridosso delle Alpi Carniche, è quasi sconosciuta e poco frequentata dal turismo di massa, attirando visitatori più “di nicchia”.

Cosa fare e vedere in Carnia? Venzone e suoi prati di lavanda; il Monte Zoncolan, paradiso per i ciclisti; Timau e il museo della Grande Guerra; Ravascletto, luogo ideale per raccogliere i funghi e dedicarsi a lunghe passeggiate nella natura; Bordano e la Casa delle Farfalle; Pesariis, il paese degli orologi; Arta e le sue terme.

Ovviamente un viaggio in Carnia non può prescindere dalle degustazioni dei piatti tipici e delle specialità locali. Non dimenticate di assaggiare i Cjarsons, tortellini ripieni di patate e cannella e conditi con burro e salvia: sono una vera sinfonia di sapori!

15. Lasciarsi affascinare dalle leggende friulane

Il Friuli-Venezia Giulia è ricco di leggende e tradizioni popolari suggestive: dovunque andiate ci sarà una leggenda da ascoltare!

Date la caccia ai dispettosi folletti, gli Sbilf, nella zona della Carnia. Provate a fronteggiare gli spaventosi Krampus, che girano per le città del Tarvisiano nella notte di San Nicolò alla ricerca dei bambini cattivi. Attraversate il Ponte del Diavolo a Cividale e interrogatevi su chi abbia messo quella pietra in mezzo del fiume. Ascoltate le urla strazianti della Dama bianca nel Castello di Duino o le grida delle indemoniate di Verzegnis. Lasciatevi affascinare dalla leggenda della Bora, il Dio dei venti, o dalla storia della barca di San Pietro.

Le leggende friulane vengono mantenute in vita e tramandate dai racconti della gente del posto: divertitevi a scoprirle tutte e a farle conoscere anche ai bambini.

Avvicinarsi al mondo delle leggende, delle fiabe tradizionali e dei miti antichi equivale a compiere un viaggio nel viaggio, un vero e proprio percorso immersivo nel vivace patrimonio culturare popolare del Friuli-Venezia Giulia.


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Written by Anna Lisa Pecchiari

Abbiamo tutti modi di viaggiare diversi. Il viaggio, nel mio caso, è un po' la vita. Lavoro nel settore del turismo e viaggiare mi ha portato tanto, l'amore prima di tutto, tante belle amicizie, incredibili opportunità lavorative e umane.  Ho imparato che le cose non vanno viste da un solo punto di vista nella vita che la cultura può avere diverse forme. Ho imparato a uscire dalla mia "comfort zone", crescere, conoscere persone diverse da me e vivere le esperienze per come accadono.

Mi chiamo Anna Lisa, attualmente vivo a Taiwan, precedentemente ho vissuto in Cina e in Cambogia. Ho avuto la possibilità di viaggiare tanto e imparare molto. Sono una viaggiatrice "cheap", non amo i centri commerciali e i luoghi affollati in generale. Mi lascio trasportare e non programmo molto ma m'informo bene e lascio che un po' le cose accadano intorno a me.

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