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Fonti del Clitunno: cosa sono, come raggiungerle e perché vale la pena visitarle

Fonti del Clitunno: cosa sono, come raggiungerle e cosa vedere

Le Fonti del Clitunno sono una delle cose da non perdere in Umbria. Incastonate in un parco naturalistico recintato, abitato da cigni, anatre e altri animali acquatici, le Fonti del Clitunno sono la meta perfetta per una gita fuori porta nella natura. Ecco dove si trovano, come visitarle e cosa c’è da vedere.

INDICE

Cosa sono e dove si trovano le Fonti del Clitunno?

Le Fonti del Clitunno si trovano in Umbria, lungo la via Flaminia, fra Spoleto e Foligno, nel comune di Campello sul Clitunno (PG).

Si tratta di un parco naturalistico recintato, abitato da cigni, anatre, oche, folaghe e tanti altri animali acquatici.

Il parco delle Fonti del Clitunno si estende su circa 10.000 metri quadrati e custodisce le sorgenti del fiume Clitunno.

Fonti del Clitunno: cosa sono, come raggiungerle e cosa vedere
Fonti del Clitunno (Umbria)
Fonti del Clitunno: cosa sono, come raggiungerle e cosa vedere
Fonti del Clitunno (Umbria)

Come raggiungere le Fonti del Clitunno?

Dirigiti verso Campello sul Clitunno (PG) e, arrivato in località Fonti del Clitunno, troverai le apposite indicazioni turistiche.

Le Fonti del Clitunno sono ben visibili dalla strada. Arrivando in auto, noterai subito il parcheggio gremito di auto e l’omonimo ristorante.

POSIZIONE GOOGLE MAPS: QUI

Fonti del Clitunno: dove parcheggiare?

I parcheggi sono nelle immediate vicinanze delle Fonti del Clitunno, che si vedono dalla strada e sono ottimamente segnalate da appositi cartelli turistici, quindi non puoi sbagliare.

Trovare parcheggio vicino alle Fonti del Clitunno è abbastanza facile, perlomeno per mia esperienza. Non credo avrai particolari problemi a trovare un posteggio.

Nei pressi del parcheggio si trova anche un bagno pubblico.

Quando visitare le Fonti del Clitunno?

Le Fonti del Clitunno sono accessibili tutto l’anno.

Il periodo migliore per visitarle è quello che va dall’inizio della Primavera alla fine dell’Estate. Nelle belle giornate primaverili è piacevole passeggiare lungo i sentieri e costeggiare i laghetti mentre in Estate le Fonti del Clitunno sono il posto perfetto per fuggire dalla calura estiva.

Un altro periodo ideale per visitare le Fonti del Clitunno è l’Autunno, nel periodo che va da fine Settembre a fine Novembre, quando il parco si tinge di infinite sfumature di rosso, giallo e arancione. I colori autunnali contribuiscono ad arricchire il fascino delle Fonti del Clitunno: il parco si trasforma in un vero e proprio quadro impressionista! Per questa ragione le Fonti del Clitunno sono uno dei luoghi più belli dove vedere il foliage in Umbria.

Quanto tempo occorre per visitare le Fonti del Clitunno?

Il parco delle Fonti del Clitunno non è molto grande perciò non ti occorrerà più di 1 ora per esplorarlo tutto.

Personalmente sono restata all’interno più di 1 ora, a scattare fotografie, a osservare gli animali e a godermi la frescura dell’oasi. La durata della visita può essere maggiore o minore a seconda di ciò che amate fare: si può dare da mangiare a cigni e anatre, percorrere i sentieri con i bimbi, scattare fotografie, leggere i pannelli informativi o, semplicemente, fermarsi ad ammirare il paesaggio.

Insomma, confermo che il parco di per sé è piccolo ma spesso la modalità di fruizione di luoghi come le Fonti del Clitunno varia (e di molto) a seconda della persona che li visita. Per capirci, io non sono uno di quei visitatori che alla fine di una passeggiata frettolosa esclama deluso “tutto qui?” oppure “me lo aspettavo più grande”, ma ho sentito diverse persone pronunciare queste frasi. La mia esperienza alle Fonti del Clitunno non è stata deludente, anzi! Mi ero informata e sapevo bene che il parco era piccolo ma anche che nei dintorni potevo visitare altri luoghi e arricchire la mia gita, cosa che ho fatto visitando il Tempietto del Clitunno e Trevi.

Fonti del Clitunno: biglietti e orari di apertura

Il biglietto d’ingresso costa 3 Euro ed è valido per tutta la giornata (nella stessa giornata puoi uscire dal parco e rientrare senza dover ripagare il biglietto).

Gli over 65 e i gruppi con più di 15 persone pagano un biglietto ridotto di 2 Euro. I bambini sotto i 10 anni accompagnati dai genitori entrano gratis mentre le scolaresche pagano un apposito biglietto ridotto del costo di 1 Euro.

Per gli orari e i giorni di apertura aggiornati consulta sempre il sito web delle Fonti del Clitunno prima di organizzare la gita in modo da non avere brutte sorprese.

Posso fare un pic-nic alle Fonti del Clitunno?

No, i pic-nic sono vietati. All’interno del parco delle Fonti del Clitunno vige il divieto di consumare cibi e bevande ai fini di tutelare il luogo e i suoi “abitanti” animali.

Dove mangiare vicino alle Fonti del Clitunno?

Nei pressi dell’ingresso al parco delle Fonti del Clitunno c’è un bar-ristorante dove si può mangiare prima o dopo la visita alle sorgenti.

Il locale si chiama “Fonti del Clitunno – Ristorante Pizzeria e Wine bar” (cercatelo su Google con questo nome). Questo punto-ristoro, dotato di una bella veranda affacciata sul verde, serve snack e pasti veloci (gelati, bruschette, pizze, panini, taglieri di salumi e formaggi, etc.) ma fa anche servizio ristorante, permettendovi di assaggiare i migliori piatti tipici della tradizione umbra.

Posso portare il cane alle Fonti del Clitunno?

Si, i cani sono i benvenuti alle Fonti del Clitunno. Non c’è il divieto di condurre cani all’interno del parco delle Fonti del Clitunno purché tenuti al guinzaglio.

Bisogna ricordare che nei luoghi naturali dove è presente della fauna, i proprietari dei cani devono prestare sempre la massima attenzione in modo da evitare spiacevoli incontri/scontri tra i cani e gli altri animali.

Fonti del Clitunno: come visitarle e cosa vedere

Per visitare le Fonti del Clitunno devi recarti presso l’area di accesso al parco e acquistare il biglietto d’ingresso. Una volta acquistato il biglietto, potrai esplorare il parco delle Fonti del Clitunno in totale libertà. Ma cosa c’è da vedere all’interno?

Il fulcro del parco delle Fonti del Clitunno è un lago di acqua cristallina, circondato da vegetazione lussureggiante. Il parco è attraversato da un reticolo di ruscelli e fiumiciattoli abitati da uccelli acquatici e pesci.

Ad alimentare il placido laghetto sono delle acque sorgive sotterranee che fuoriescono da fenditure rocciose (polle sorgive).

I riverberi del sole sull’acqua, i colori della vegetazione lacustre che cresce sul fondo e l’acqua che sgorga dalle polle sorgive rendono lo specchio d’acqua una vera e propria tavolozza di colori. L’acqua, a tratti trasparente, a tratti più corposa, assume una varietà entusiasmante di sfumature di colori, che vanno dal turchese al verde smeraldo, dal giallo all’azzurro.

Nell’acqua del lago vivono numerose specie vegetali e animali: fanerogame, code di cavallo acquatiche, mestolacce, brosche increspate, nontiscordardimé delle paludi e nasturzi acquatici offrono una tranquilla e confortevole dimora a carpe, tinche, trote e altri pesci di acqua dolce.

Tutt’intorno al lago, un labirinto di rigagnoli, cascatelle, ponti e sentieri, e una vegetazione lussureggiante che cambia aspetto a seconda delle stagioni. I salici piangenti appoggiano i loro rami sulle rive del lago mentre i pioppi cipressini si specchiano, con le loro affusolate ed eleganti silhouette, sulla superficie dell’acqua.

Le Fonti del Clitunno sono un Eden naturalistico e botanico in miniatura, noto sin dall’antichità per la sua rigenerante bellezza e per il suo potere catartico e rasserenante sull’animo del visitatore.

Fonti del Clitunno: cosa sono, come raggiungerle e cosa vedere
Fonti del Clitunno (Umbria)

Le Fonti del Clitunno nella storia

Le Fonti del Clitunno erano un tempo molto più copiose e si riversavano in un fiume enorme, navigabile fino a Roma (si arrivava a Roma navigando in parte sul Clitunno in parte sul Tevere). In seguito al violento terremoto del 440 d.C. gran parte delle vene furono disperse e l’apporto di acqua si ridimensionò. Ciononostante ancora oggi quella del Clitunno è una delle sorgenti più importanti dell’Umbria, con la sua produzione di 1.500 litri d’acqua al secondo.

Ai tempi dei Romani presso le sorgenti si venerava il Dio Giove Clitunno, personificazione delle acque del fiume. I Romani credevano che le profondità delle acque del fiume fossero la dimora del Dio Clitunno. Per tale ragione le sorgenti erano considerate sacre e qui si svolgevano ogni Primavera i “Clitunnali” (feste in onore del Dio).

Altra testimonianza della venerazione del Dio Clitunno sono i templi e i sacelli (oggi in gran parte perduti) intitolati al Dio ed edificati lungo le rive del fiume. Più a valle rispetto alle sorgenti si trova il Tempietto del Clitunno, dichiarato Patrimonio dell’Umanità dall’UNESCO.

Edificato in una fondamentale fase storica, quando l’Impero volgeva al termine e il Cristianesimo era agli albori, il Tempietto, gravemente danneggiato, fu ricostruito dai Longobardi (probabilmente con parte dei materiali di costruzione originali) e riconvertito in chiesetta paleocristiana dedicata a San Salvatore. Gli interni sono affrescati con le più antiche pitture cristiane dell’Umbria.

Fonti del Clitunno: cosa sono, come raggiungerle e cosa vedere
Tempietto del Clitunno (Umbria)

Fonti del Clitunno: un parco naturalistico e letterario

Nel corso dei secoli poeti e letterati come Plinio il Giovane, Virgilio, Byron e Carducci hanno decantato le bellezze delle Fonti del Clitunno.

Plinio il Giovane visita le Fonti del Clitunno e rimane tanto sorpreso dalla bellezza di questo luogo che immediatamente le descrive in una lettera indirizzata ad un amico, invitandolo a visitarle a sua volta.

Hai mai veduto le Fonti del Clitunno? Se non ancora, e credo di no, altrimenti me ne avresti parlato, valle a vedere. Io l’ho viste da poco e mi rammarico di averlo fatto troppo tardi.

Virglio cita, invece, le Fonti del Clitunno nelle sue Georgiche raccontando che le bestie, una volta immerse nelle acque miracolose del Clitunno, ne uscivano bianchissime e purificate.

Da qui, o Clitumno, le bianche greggi ed il toro, olocausto massimo, ripetutamente immersi nella tua consacrante acqua, avviarono ai templi degli dei i trionfi romani (Lat. Hinc albi, Ctumne, greges et maxima taurus victima, saepe tuo perfusi flumine sacro Romanos ad templa deum duxere triumphos)

George Byron, durante il suo pellegrinaggio letterario in Italia agli inizi dell’Ottocento, passa per l’Umbria e resta così impressionato dalle Fonti del Clitunno che il 4 Giugno del 1817 scrive: “Al ritorno vicino al tempio presso le sue rive, ebbi qualcuna delle famose trote del fiume Clitunno, il più grazioso fiumicello di tutta la poesia “. Ispirato e incantato dalle Fonti, le cita ancora nel quarto canto del suo Childe Harold’s Pilgrimage.

LXVI

Ma tu, o Clitunno! dalla tua dolcissima onda del più lucente cristallo che mai abbia offerto rifugio a ninfa fluviale, per guardarvi dentro e per bagnare le sue membra dove nulla le nascondeva, tu innalzi le tue rive erbose lungo le quali pascola il giovenco bianco come il latte;o tu, il più puro Dio di acque miti, e il più sereno d’aspetto, e il più limpido, invero la tua corrente non fu profanata da carneficine – specchio e vasca per le più giovani figlie della Bellezza!

LXVII

E sulla tua felice sponda un Tempio, di minuta e delicata struttura, mantiene ancora, sul mite declivio di una collina, il ricordo di te; sotto ad esso scorre la tua placida corrente; spesso guizza fuori da essa il dardeggiante pesce dalle lucenti scaglie, che dimora e giuoca nella tua cristallina profondità; mentre forse qualche sperduto fiore di ninfea passa galleggiando ove il flutto meno profondo ripete ancora le sue gorgoglianti novelle.

LXVIII

Non oltrepassare, senza benedirlo, il Genio del luogo! Se uno zeffiro più sereno giunge attraverso l’aria fino alla tua fronte, è suo; e se lungo il margine tu t’imbatti in un verde più attraente, e la freschezza della scena riversa il suo refrigerio nel tuo cuore, e per un istante lo purifica dalla polvere riarsa della stanca vita, col battesimo della Natura, – a Lui tu devi volgere le tue orazioni per questa pausa nel tuo disgusto.

Uno scenario naturale magico, quello decantato dai poeti che hanno visitato le Fonti del Clitunno nelle epoche passate. Eppure le Fonti del Clitunno per come le conosciamo oggi sono il frutto dell’intervento umano.

Nella seconda metà dell’Ottocento, infatti, il Conte Paolo Campello della Spina, plasmò le Fonti del Clitunno trasformandole in un hortus conclusus di raro fascino, metafora di una natura edenica, ordinata e ritemprante a livello spirituale.

Tra il 1860 e il 1865 il Conte della Spina eseguì massicci lavori di riorganizzazione degli spazi: rimosse la terra eccedente e creò il laghetto, piantò diverse specie di alberi e vegetazione acquatica.

L’introduzione degli animali che popolano gli stagni, il lago e gli spazi naturali circostanti sono l’ultima pennellata a completamento di questa opera d’arte.

Giosué Carducci, ammaliato dalla bellezza delle Fonti del Clitunno, dedicò a questo luogo idilliaco una delle sue Odi Barbare, intitolata “Alle Fonti del Clitunno”.

Salve, Umbria verde, e tu del puro fonte
nume Clitumno! Sento in cuor l’antica
patria e aleggiarmi su l’accesa fronte
gl’itali iddii.

Una stele all’interno del parco commemora la visita di Carducci alle Fonti del Clitunno e fa da chiusa alla passeggiata dei visitatori in questo incanto naturalistico, lontano dai rumori e dai turbamenti della vita quotidiana.

Fonti del Clitunno: cosa sono, come raggiungerle e cosa vedere
Fonti del Clitunno (Umbria)

Fonti del Clitunno: cosa vedere nei dintorni

Vicino alle Fonti del Clitunno ci sono tante cose da fare e vedere. Questa zona dell’Umbria è molto interessante dal punto di vista turistico e ti consiglio caldamente di non limitarti a visitare solo le Fonti del Clitunno ma di esplorare un po’ i dintorni alla scoperta di un territorio incantevole e ancora poco battuto dal turismo di massa.

Tra le cose da vedere vicino alle Fonti del Clitunno va menzionato innanzitutto il Tempio del Clitunno (UNESCO), di cui ho già parlato poco sopra.

A breve distanza dalle Fonti del Clitunno puoi vedere anche il Castello di Pissignano e il borghetto di Campello sul Clitunno.

Non posso, inoltre, non citare Trevi, uno dei Borghi più belli d’Italia, a mio parere assolutamente imperdibile perché molto pittoresco e piacevole da esplorare con una passeggiata senza meta nei vicoli del centro storico.

Allontanandoti un po’ dalla zona delle Fonti del Clitunno (ma comunque abbastanza vicino) puoi visitare alcuni dei borghi più belli dell’Umbria. Ti consiglio in particolar modo di non perdere:

A distanza non eccessiva dalle Fonti del Clitunno si trovano anche altre località umbre molto amate dai turisti impegnati in un tour on the road della regione.

L’Umbria è una regione relativamente piccola e in poche decide di chilometri potrai visitare tanti borghi, città e aree di interesse naturalistico. Se stai stilando un itinerario di diversi giorni in Umbria puoi, ad esempio, aggiungere al tuo tour:

Mercato dell’antiquariato di Pissignano

È bene sapere che ogni prima Domenica del mese a Pissignano, frazione di Campello sul Clitunno, si tiene uno dei mercati di usato e antiquariato più noti dell’Umbria.

Il Mercato dell’antiquariato, dell’usato e del collezionismo di Pissignano viene allestito lungo la Via Flaminia (medesima strada che conduce alle Fonti del Clitunno) ed è davvero enorme. Io ci sono capitata per puro caso ed è stato una gradita scoperta!

Mercato dell'antiquariato di Pissignano, cosa vedere vicino alle Fonti del Clitunno
Mercato dell’antiquariato di Pissignano (Umbria)

Cerchi altre idee per viaggi e gite fuori porta in Umbria? Leggi la sezione dedicata.

Cosa fare e vedere in Umbria: i luoghi più belli

Fonti del Clitunno: cosa sono, come raggiungerle e cosa vedere
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Written by Lucia D'Addezio

Viaggiatrice seriale, fotografa per passione e scrittrice compulsiva. Le cose che non mancano mai nella sua borsa sono: un fornito beauty case, la sua fedele macchina fotografica, carta e penna.

5 Comments

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    • Ciao Maria, no, all’interno del Parco delle Fonti del Clitunno è VIETATO CONSUMARE CIBI O BEVANDE. Il divieto è motivato dal fatto che, consentendo i pic-nic all’interno di una vera e propria oasi incontaminata, c’è il rischio di creare sporcizia e degrado, oltre che di disturbare la fauna che popola le Fonti del Clitunno. Se volete mangiare, proprio accanto alle Fonti del Clitunno c’è un bar-ristorante.

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