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Cosa vedere ad Arezzo in 1 giorno: itinerario completo con MAPPA

Cosa vedere ad Arezzo in 1 giorno: itinerario completo con MAPPA

Cosa vedere ad Arezzo in una giornata? Itinerario completo per visitare Arezzo in 1 giorno senza perdere nulla, con consigli su cosa fare e vedere, dove parcheggiare, cosa e dove mangiare e cosa visitare nei dintorni.

La provincia di Arezzo, la più orientale della Toscana, è ancora poco sviluppata dal punto di vista turistico se paragonata ad altre zone della regione. Come si può facilmente immaginare, Arezzo fa fatica a competere ad armi pari con altre città toscane internazionalmente più note, come Firenze, Siena e Pisa, mete che da sole intercettano la gran parte dei flussi turistici diretti in Toscana.

Va, però, detto che Arezzo è una destinazione che sa regalare piccole, grandi sorprese. È una di quelle città che ti stupisce ad ogni passo e che dopo averla visitata ti spinge a chiederti come mai non lo avevi fatto prima!

Se volete organizzare una gita fuori porta in Toscana diversa dal solito, vi consiglio senza indugio di andare ad Arezzo. A mio parere è una meta turistica particolarmente adatta ai visitatori che amano i luoghi ancora poco interessati dal turismo di massa e le città dal fascino antico.

Dove si trova Arezzo e come arrivare?

Arezzo si trova nella Toscana orientale, in un’area paesaggisticamente molto suggestiva ed è attorniata da quattro suggestive vallate, la Valtiberina, il Casentino, il Valdarno e la Valdichiana.

Questa piccola città d’arte toscana non è lontana dal confine con l’Umbria, con le Marche e con l’Emilia Romagna ed è, quindi, la destinazione ideale sia per una gita fuori porta in Toscana che la tappa di un itinerario più lungo nel Centro Italia.

Facilmente raggiungibile in auto in circa 1 ora da Firenze e Siena, in poco più di 1 ora e un quarto da Perugia e in 2 ore e mezza da Roma e Bologna, Arezzo è ben collegata a diverse città italiane anche con il treno (la stazione è vicinissima al centro città).

Per cosa è famosa Arezzo?

Arezzo è famosa per aver dato i natali a scrittori, letterari e artisti illustri. Sono nati ad Arezzo il poeta Francesco Petrarca, lo scrittore e drammaturgo Pietro Aretino e il pittore, architetto e storico dell’arte Giorgio Vasari.

Ad Arezzo lavorò per molti anni Piero della Francesca, artista, matematico e scienziato considerato una delle personalità più importanti ed emblematiche del Rinascimento italiano. Tra le opere aretine di Piero della Francesca più notevoli vanno annoverati gli affreschi realizzati nella Cappella Bacci, all’interno della Chiesa di San Francesco.

Arezzo è famosa anche e soprattutto perché la cittadina toscana ha fatto da set a cielo aperto per alcune delle più belle scene del film “La vita è bella” (1997), diretto e interpretato da Roberto Benigni.

Quanto tempo occorre per visitare Arezzo?

Arezzo può essere facilmente visitata in un giorno a piedi. Il centro storico è abbastanza concentrato e, con una piacevole passeggiata, riuscirete a vedere le principali attrazioni della città.

Per visitare Arezzo in un giorno a piedi senza perdere nulla potete seguire il mio itinerario (lo trovate scorrendo la pagina). In una giornata noi siamo riusciti a vedere tutte le cose più importanti senza particolari problemi parcheggiando vicino al centro storico e spostandoci esclusivamente a piedi.

Se, però, volete arricchire la visita ad Arezzo entrando in uno o più musei o esplorando i dintorni, vi consiglio di prevedere un viaggio di almeno 2-3 giorni.

Dove Parcheggiare ad Arezzo (vicino al centro)?

Il posto migliore dove parcheggiare ad Arezzo per visitare il centro storico è il Parcheggio Pietri ( POSIZIONE GOOGLE MAPS: QUI ).

Dal Parcheggio Pietri partono delle comode scale mobili che in pochi minuti (e senza fatica) vi porteranno in Piazza del Duomo, ai piedi della scalinata monumentale della Cattedrale di Arezzo.

Proprio dalla Cattedrale dei Santi Pietro e Donato inizia il nostro itinerario di un giorno alla scoperta di Arezzo.

Breve storia di Arezzo

PERIODO ETRUSCO. La storia della città può essere fatta partire dal periodo etrusco. Diversi ritrovamenti archeologici hanno comprovato la presenza di insediamenti pre-etruschi ma l’impatto storico, artistico e culturale degli Etruschi coincide idealmente con la nascita della Arezzo che oggi conosciamo. Di epoca etrusca è il simbolo di Arezzo, la Chimera, un’opera d’arte in bronzo che raffigura un animale mitologico con il corpo e la testa di leone, la coda a forma di serpente e una seconda testa di capra posta sulla schiena. Purtroppo la Chimera non è conservata ad Arezzo ma a Firenze (ad Arezzo sono presenti solo alcune copie dell’opera bronzea originale).

PERIODO ROMANO. Trovandosi lungo la Via Cassia, una delle arterie strategiche per gli spostamenti da Roma verso il Nord, ben presto Arezzo attirò l’interesse dei Romani. Unendo le forze insieme ad altre città etrusche, tra tutte in particolare Volterra e Perugia, Arezzo provò a resistere ma ben presto cadde sotto il controllo di Roma. Del periodo romano è ancora visibile in città l’Anfiteatro del II secolo d.C. o, per meglio dire, le sue rovine.

PERIODO COMUNALE. Superato il periodo delle invasioni barbariche e l’epoca feudale, interessate da una progressiva decadenza economica e culturale e flagellate da lotte intestine e sollevazioni popolari, la città attraversò complesse vicende storico-politiche che culminarono con la nascita del Libero Comune dopo l’anno Mille. Il Duecento vide la costruzione di nuove mura perimetrali, di case-torri ed edifici pubblici oltre che della prima basilica cittadina, la pieve romanica intitolata a Santa Maria Assunta, ancora presente in Piazza Grande. Sul volgere del secolo vennero avviati anche i lavori di elevazione della Cattedrale di Arezzo, della Chiesa di San Francesco e della Chiesa di San Domenico. Sempre in questo periodo giunsero in città Cimabue e Pietro Lorenzetti e nacque il poeta ed umanista Francesco Petrarca (1304).

PERIODO FIORENTINO. Il periodo fiorentino coincide con la sottomissione di Arezzo alla Repubblica Fiorentina. Figura particolarmente importante del periodo fiorentino di Arezzo fu Cosimo I De’ Medici (1519-1574) che commissionò una sostanziale ristrutturazione della città, donandole un aspetto più spiccatamente rinascimentale. Nel XVI secolo venne ampliata e irrobustita la Fortezza Medicea a discapito di diversi edifici storici e case gentilizie della “città vecchia”. Anche Piazza Grande cambiò volto con la costruzione delle Logge vasariane. Proprio Giorgio Vasari fu uno dei grandi protagonisti del Cinquecento aretino, come vedremo in diverse tappe dell’itinerario di 1 giorno ad Arezzo.

Itinerario per visitare Arezzo in 1 giorno a piedi

  1. Parcheggio Pietri
  2. Mura e Porta Stufi
  3. Piazza del Duomo
  4. Duomo di Arezzo
  5. Piazza Grande
  6. Corso Italia
  7. Piazza San Francesco
  8. Basilica di San Francesco e Cappella Bacci
  9. Palazzo Pretorio
  10. Casa del Petrarca
  11. Fortezza Medicea
  12. Basilica di San Domenico
  13. Museo di Casa Vasari

1. Parcheggio Pietri

Cercando un parcheggio vicino al centro storico di Arezzo abbiamo trovato il Parcheggio Pietri, situato appena fuori dalle mura e collegato al centro storico da comodissime scale mobili.

Alla fine delle scale mobili troverete l’Ufficio turistico, dove potete prendere gratuitamente una mappa di Arezzo e chiedere informazioni sulla visita alla città (se ne avete bisogno).

Il Parcheggio Pietri è diviso in una zona gratuita (sempre abbastanza affollata, come potrete immaginare) e una zona a pagamento con strisce blu.

Se non trovate posto nell’area gratuita, spostatevi nell’area a pagamento ma leggete bene gli orari e i giorni in cui bisogna pagare. Io ho visitato Arezzo di Domenica e ho scoperto per caso che la zona a pagamento va pagata SOLO dalle ore 8:00 alle ore 20:00 nei giorni feriali e la prima Domenica del mese: nei giorni festivi è comunque gratis!

2. Mura e Porta Stufi

Dal Parcheggio Pietri vedrete subito le mura antiche che circondano ancora il centro storico di Arezzo.

Dirigetevi verso Porta Stufi, varcatela e usate le scale mobili per raggiungere la parte alta della città.

Le mura medievali di Arezzo sono ottimamente conservate e sulla cinta muraria ancora si aprono alcune delle antiche porte di accesso alla città, come Porta Stufi.

Porta Stufi era parte integrante della cinta muraria eretta nel Trecento per volere del vescovo Guido Tarlati. Le mura tarlatesche vennero successivamente integrate nel più ampio e rinforzato sistema di mura medicee. La costruzione della cinta muraria medicea, completata nel 1556, comportò la chiusura degli accessi settentrionali della cinta tarlatesca. Porta Stufi venne murata e solo in anni recenti, dopo un attento restauro, è tornata agibile, diventando di fatto l’accesso turistico principale al centro storico di Arezzo.

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Scale mobili del Parcheggio Pietri (Arezzo)

3. Piazza del Duomo

Da Porta Stufi, le scale mobili ci conducono in pochi minuti in Piazza del Duomo, dominata dalla maestosa Cattedrale dei Santi Pietro e Donato.

Oltre alla Cattedrale cittadina, sulla Piazza del Duomo di Arezzo si affaccia anche il Palazzo Vescovile, che ospita il MUDAS (Museo Diocesano di Arte Sacra).

Sul sagrato del Duomo si trova la statua celebrativa di Ferdinando I de’ Medici, Granduca di Toscana, realizzata alla fine del Cinquecento da Pierre Francheville a simboleggiare il dominio fiorentino sulla città di Arezzo. Dalla Piazza del Duomo è, infine, ben visibile il Palazzo dei Priori, odierna sede del Comune di Arezzo.

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Piazza del Duomo (Arezzo)

4. Duomo di Arezzo

La Cattedrale dei Santi Pietro e Donato (o Duomo di Arezzo) non poteva che essere la prima tappa del mio itinerario di 1 giorno ad Arezzo.

IL Duomo, tra i più pregevoli esempi di edificio gotico della Toscana, è a dir poco imponente. L’alto campanile a forma di “matitone”, uno dei simboli di Arezzo, domina dall’alto la città caratterizzandone lo skyline. Da qualsiasi direzione giungerete ad Arezzo, con molta probabilità il campanile del Duomo sarà la prima cosa che scorgerete in lontananza.

A commissionare l’edificazione della chiesa fu il vescovo Guglielmino degli Ubertini. La costruzione del Duomo, avviata nel 1278, si rivelò lunga e sofferta, protraendosi ben oltre il Cinquecento, con continue modifiche e rimaneggiamenti addirittura fino ad inizio Novecento.

Le architetture squisitamente gotiche, con il campanile proteso verso il cielo, la scalinata monumentale, l’austera facciata e le finestre strette e allungate che si aprono sulla parete sud della chiesa, sono di grande e immediato impatto per il visitatore che si appresta ad entrare nel Duomo di Arezzo. Ben presto, però, soffermandovi sui dettagli, scoprirete che il Duomo di Arezzo custodisce preziose opere d’arte.

Le vetrate policrome, capolavoro dell’arte vetraria cinquecentesca, portano la firma di Guillaume de Marcillat. Le volte della navata centrale sono state affrescate da Marcillat (pittore oltre che mastro vetraio) e dal pittore aretino Salvi Castellucci.

La Cappella della Madonna del Conforto accoglie preziose terrecotte invetriate raffiguranti la Santissima Trinità tra i Santi Bernardo e Donato, opera del maestro ceramista Andrea della Robbia.

Particolarmente degni di menzione sono anche il coro ligneo disegnato da Giorgio Vasari (1554) e il Battesimo di Cristo, opera dello stesso Vasari.

Sull’altare maggiore attira l’attenzione la magnifica Arca di San Donato, realizzata in marmo bianco e contenente le reliquie del Santo Patrono di Arezzo e di altri santi e martiri aretini. Accanto all’altare riposano le reliquie di Papa Beato Gregorio X.

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Vetrate, Duomo di Arezzo
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Interni, Duomo di Arezzo

Nella navata sinistra del Duomo di Arezzo si trova un piccolo, grande capolavoro, quasi nascosto dal monumentale cenotafio di Guido Tarlati, sicuramente più appariscente. La parete accanto alla porticina della sagrestia è decorata con un affresco della Maddalena realizzato da Piero della Francesca.

La raffigurazione di Maria Maddalena segue i canoni dell’iconografia classica. Viene ritratta con lunghi capelli portati sciolti mentre tiene in mano il contenitore dei balsami usati per l’unzione del corpo di Cristo nel sepolcro.

La mano della Santa sorregge il mantello rosso, foderato di bianco, donando movimento alla scena in concerto con i drappeggi resi magistralmente dal pittore. I sopraffini giochi di luci e ombre danno l’illusione della tridimensionalità, come se la Maddalena fosse una statua e non una figura affrescata. Ulteriore virtuosismo pittorico di Piero della Francesca è quello utilizzato per rendere verosimile l’effetto lucido dell’ampolla contenente il sacro unguento.

La Maddalena del Duomo di Arezzo (databile 1460-1466) è una delle opere più conosciute ed emblematiche di Piero della Francesca, considerato uno dei più grandi maestri del Rinascimento italiano.

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Maddalena, Piero della Francesca, Duomo di Arezzo

5. Piazza Grande

Dopo aver visitato la Cattedrale dei Santi Pietro e Donato ci spostiamo verso uno dei luoghi-simbolo di Arezzo, probabilmente il luogo più fotografato della città toscana, cioè Piazza Grande.

Sorta con molta probabilità sul luogo dove in epoca romana si trovava il foro, Piazza Grande durante il periodo comunale ospitava il mercato cittadino e per molti secoli è stata il fulcro della vita sociale, politica ed economica della città.

La Piazza Grande di Arezzo è famosa per una sua insolita caratteristica. Costruita in pendenza per far defluire l’acqua piovana, presenta un dislivello di ben 10 metri tra la parte più alta e quella più bassa della piazza.

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Piazza Grande (Arezzo)

Giostra del Saracino e Fiera Antiquaria

In Piazza Grande si tengono i due eventi principali del calendario aretino, la Giostra del Saracino e la Fiera Antiquaria.

La Giostra del Saracino è una rievocazione storica di un’antica competizione cavalleresca durante la quale i quattro quartieri della città competono per la conquista della Lancia d’Oro. La Giostra si tiene il penultimo Sabato di Giugno (Giostra di San Donato) e la prima Domenica di Settembre (Giostra della Madonna del Conforto).

La Fiera Antiquaria di Arezzo, organizzata ogni primo weekend del mese (Sabato e Domenica) è un appuntamento irrinunciabile per gli appassionati di antiquariato ma anche per chi vuole semplicemente curiosare tra le bancarelle. La fiera dell’antiquariato aretina è una delle più antiche e conosciute d’Italia e si tiene nel centro storico di Arezzo dal 1968.

Alcuni degli edifici storici più importanti di Arezzo si affacciano su Piazza Grande. Ecco quelli assolutamente da non perdere.

Palazzo delle Logge

La parte più alta di Piazza Grande è delimitata interamente dal Palazzo delle Logge. Ma perché il Palazzo delle Logge è così importante?

Piazza Grande rappresenta l’anello di congiunzione tra il periodo medievale e quello rinascimentale di Arezzo. Nonostante qui siano riscontrabili i più disparati stili architettonici (romanico, gotico, rinascimentale e barocco), l’aspetto odierno di Piazza Grande è in gran parte frutto delle ristrutturazioni del XVI secolo che ebbero il loro culmine nella costruzione del Palazzo delle Logge su progetto del Vasari.

L’edificazione del raffinato Palazzo delle Logge, una delle opere più significative dell’artista e architetto aretino, rappresentò un drastico cambiamento di assetto per l’antica platea communis dell’Arezzo medievale.

Al di sotto delle famose Logge vasariane si trovano antiche botteghe artigiane e attività commerciali di vario genere tra cui spiccano diversi bar e ristoranti rinomati. Attenzione ai prezzi, però! Prima di accomodarvi a uno degli invitanti tavolini ordinatamente disposti sotto alle Logge vasariane controllate bene i menù e i prezzi esposti perché un pranzo sotto al porticato del Palazzo delle Logge non costa di certo come un pranzo in osteria!

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Palazzo delle Logge, Piazza Grande (Arezzo)

Edifici e Case-torre medievali

A fare da perimetro al lato est e al lato sud di Piazza Grande troviamo diversi edifici medievali con antichi ballatoi in legno e alcune case-torre.

Tra i più interessanti segnalo il Palazzo Lappoli e il Palazzo Cofani-Brizzolari.

Il Palazzo Lappoli, dinnanzi al quale ancora è visibile un antico pozzo, venne costruito nel Trecento dalla famiglia Lappoli a ridosso di una preesistente torre duecentesca. Il Palazzo Cofani-Brizzolari, invece, venne realizzato unendo la Torre Faggiolana (XIII secolo) con la limitrofa Casa-torre dei Cofani: il punto di “fusione” tra i due edifici, originariamente a sé stanti e successivamente uniti a formarne uno solo, è facilmente individuabile prestando un po’ di attenzione.

Palazzo della Fraternita dei Laici e Torre dell’Orologio

Sul lato ovest di Piazza Grande affaccia il Palazzo della Fraternita dei Laici, con la sua particolare facciata in parte realizzata in stile gotico e in parte contraddistinta da uno stile spiccatamente rinascimentale.

Questa bipartizione è sostanzialmente dovuta alla realizzazione della facciata in due ben distinte fasi: la base della facciata (gotica) risale alla fine del Trecento mentre la porzione superiore (rinascimentale) è databile nella prima metà del Quattrocento.

Nella Torre dell’Orologio del Palazzo della Fraternita dei Laici è incastonato un orologio di metà Cinquecento che segna le ore, il moto del sole intorno alla terra e le fasi lunari. Secondo la leggenda (molto simile a quella che ha per protagonista il costruttore dell’Orologio astronomico di Praga), al completamento dell’opera il maestro orologiaio Felice da Fossato sarebbe stato accecato oppure ucciso, a seconda delle versioni, in modo da non poter più costruire un orologio che superasse quello di Piazza Grande in bellezza.

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Palazzo della Fraternita dei Laici, Piazza Grande (Arezzo)

Palazzo del Tribunale

Accanto al Palazzo della Fraternita dei Laici si erge il Palazzo del Tribunale, risalente al XVII-XVIII secolo.

Lo riconoscerete facilmente grazie alla presenza di una scalinata semicircolare dove turisti e Aretini amano sedersi per fare due chiacchiere o per riposarsi qualche minuto prima di continuare con la visita al centro storico di Arezzo.

L’ingresso al Palazzo del Tribunale è preceduto da una balconata monumentale sopraelevata rispetto alla piazza, dalla quale si gode di una veduta scenografica dell’intera Piazza Grande.

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Palazzo del Tribunale, Piazza Grande (Arezzo)

Pieve di Santa Maria Assunta

Di fianco al Palazzo del Tribunale troviamo uno dei luoghi di culto più importanti della città di Arezzo, la Chiesa di Santa Maria della Pieve (o Pieve di Santa Maria Assunta).

Siamo di fronte ad un edificio antichissimo, la cui importanza non tocca il solo ambito religioso ma anche l’ambito artistico e architettonico dato che qui è ben visibile la transizione dallo stile romanico allo stile gotico.

La Pieve di Santa Maria Assunta o, per meglio dire, la parte esterna del suo abside, è affacciata su Piazza Grande. In un piccolo spiazzo davanti alla parte esterna dell’abside della chiesa c’è una fontana del XVI secolo. Per visitare la chiesa dovete girarvi attorno e cercare l’ingresso su Corso Italia.

La chiesa è nota soprattutto per il suo campanile. La torre campanaria trecentesca è soprannominata “torre dei cento buchi” (o “torre delle cento buche”). Osservandola da Piazza Grande non faticherete a capire la ragione, dato che il campanile è “bucherellato” da tantissime finestrelle: su ogni lato della torre si aprono 10 bifore, disposte su 5 ordini, per un totale di ben 50 finestre.

Gli interni della Pieve di Santa Maria Assunta sono sicuramente interessanti da vedere. La chiesa si presenta con tre navate e presbiterio rialzato. Al di sotto del presbiterio c’è una cripta (visitabile).

Da non perdere all’interno ci sono in particolare due pregevoli opere d’arte, il polittico di Pietro Lorenzetti raffigurante la Vergine col Bambino e i Santi Giovanni Evangelista, Donato, Giovanni Battista e Matteo e il Busto di San Donato, risalente alla prima metà del Trecento e contenente le reliquie del venerato Santo.

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Pieve di Santa Maria Assunta (retro), Piazza Grande (Arezzo)

Attenzione. Se vi trovate in Piazza Grande, per entrare a visitare la Pieve di Santa Maria Assunta dovrete girare attorno alla chiesa e varcare il monumentale ingresso collocato in Corso Italia.

6. Corso Italia

Dato che abbiamo raggiunto Corso Italia per visitare la Pieve di Santa Maria Assunta ne approfittiamo per fare una passeggiata lungo la via principale del centro storico di Arezzo.

In questa zona si trovano negozi, botteghe, ristorantini e bar per tutte le tasche. Non mancano anche i negozietti di prodotti e specialità tipiche di Arezzo, dove potete acquistare un souvenir gastronomico o qualche prelibatezza aretina da regalare ad amici e parenti.

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Corso Italia (Arezzo)

7. Piazza San Francesco

Da Corso Italia facciamo una deviazione in Via Cavour e in pochi passi giungiamo in Piazza San Francesco, tappa assolutamente imprescindibile di un itinerario di visita ad Arezzo.

In Piazza San Francesco si trova lo storico Caffè dei Costanti, aperto nel 1804 e molto conosciuto soprattutto per essere apparso in alcune scene-cardine del film La Vita è Bella di Benigni. Noi, però, non siamo venuti in Piazza San Francesco per fare un aperitivo al Caffè dei Costanti ma per visitare l’omonima basilica, decorata con uno dei cicli di affreschi più importanti della storia dell’arte italiana, Le Storie della Vera Croce di Piero della Francesca.

La visita alla Basilica di San Francesco e alla Cappella Bacci (affreschi di Piero della Francesca) avviene ESCLUSIVAMENTE su prenotazione.

La prenotazione va fatta telefonicamente o via e-mail (maggiori informazioni QUI). Ricordate di prenotare il vostro biglietto con largo anticipo in particolar modo se visiterete Arezzo in giorni festivi o di grande affluenza turistica. Sarebbe davvero un peccato andare ad Arezzo e non riuscire a vedere questo straordinario capolavoro di Piero della Francesca perché non ci sono più biglietti disponibili!

Dato che avevamo prenotato la visita alla Basilica di San Francesco e alla Cappella Bacci in una delle poche fasce orarie pomeridiane ancora disponibili (ingresso alle 15:30 e visita di 30 minuti senza guida), abbiamo approfittato dell’attesa per fare una passeggiata libera nel centro storico di Arezzo, raggiungendo la Badia delle Sante Flora e Lucilla e il Teatro Petrarca.

Nel frattempo abbiamo anche cercato un ristorante dove mangiare senza spendere un capitale, con l’obiettivo di assaggiare la cucina tipica aretina.

Dove mangiare ad Arezzo?

Tra le osterie tipiche aretine da segnare in lista vi consiglio due vere istituzioni ad Arezzo, l’Antica Osteria l’Agania e la Trattoria Il Saraceno, entrambe in Via Giuseppe Mazzini. Noi, con la nostra solita “fortuna”, le abbiamo trovate piene e con una lunghissima fila all’esterno quindi abbiamo mestamente rinunciato.

Abbiamo scelto (per caso) l’Osteria il Grottino, pranzando nei tavoli all’aperto in modo da goderci la splendida giornata di sole che ci ha accolti ad Arezzo nonostante fosse Autunno inoltrato.

Abbiamo ordinato un antipasto misto con salumi, formaggi e bruschette di vari gusti, Tagliolini alla carbonara, Pici cacio e pepe e Ribollita (zuppa di verdure tipica toscana), per poi chiudere il pasto con Gattò aretino (dolce tipico di Arezzo) e caffè.

Entrati nel locale per chiedere il conto, dopo aver notato diverse fotografie che ritraevano i proprietari del ristorante con lo chef Alessandro Borghese, abbiamo scoperto che l’Osteria il Grottino aveva partecipato ad una puntata di “4 Ristoranti”. Noi abbiamo mangiato discretamente bene e, dopo aver riempito lo stomaco e saziato la fame, ci siamo diretti, prenotazione alla mano, verso l’ingresso della Basilica di San Francesco per vedere finalmente la Cappella Bacci.

8. Basilica di San Francesco e Cappella Bacci

La visita alla Basilica di San Francesco e alla Cappella Bacci (affreschi di Piero della Francesca) avviene in piccoli gruppi, con prenotazione obbligatoria ed ingresso scaglionato ogni 30 minuti.

Una volta superato il tornello d’ingresso, avrete a disposizione 30 minuti per visitare la Cappella Bacci, affrescata da Piero della Francesca.

Trascorsi 30 minuti dovrete uscire dalla Cappella Bacci per lasciar entrare il gruppo successivo ma potrete restare all’interno della Basilica di San Francesco per tutto il tempo che vorrete.

Il biglietto standard (8 Euro) NON prevede la visita guidata ed è un vero peccato.

Essere accompagnati da una guida è, almeno a mio parere, essenziale non solo per comprendere al meglio le caratteristiche stilistiche dell’opera ma soprattutto per cogliere la ricchezza figurativa e decifrare i riferimenti allegorici del ciclo di affreschi raffigurante Le Storie della Vera Croce di Piero della Francesca. Banalmente già l’ordine di lettura delle scene può risultare difficoltoso senza il supporto di una guida o senza una adeguata pregressa conoscenza dell’opera.

Se visiterete la Cappella Bacci senza guida vi consiglio di documentarvi preventivamente sia sul ciclo di affreschi raffigurante Le Storie della Vera Croce che sul contesto socio-politico e religioso in cui gli affreschi si inseriscono.

Commissionato dai Bacci, ricca e potente famiglia di mercanti, per decorare l’abside della Basilica di San Francesco ad Arezzo, il ciclo di affreschi con Le Storie della Vera Croce venne iniziato da Bicci di Lorenzo ma venne reso un capolavoro assoluto della pittura rinascimentale da Piero della Francesca, che vi lavorò dal 1452 al 1466.

Le scene occupano la parete di fondo e le due pareti laterali dell’abside e sono disposte su tre registri sovrapposti. Piero della Francesca organizzò la disposizione delle scene sulle pareti non tenendo (volutamente) conto dell’ordine cronologico degli avvenimenti narrati ma seguendo un rigoroso ordine formale e basandosi su una simmetria concettuale.

Il ciclo di affreschi narra la storia della croce su cui venne crocifisso Gesù utilizzando come fonti principali la Bibbia e, soprattutto, la Leggenda Aurea di Jacopo da Varazze.

La croce di Cristo è un soggetto molto caro ai Francescani (non dimentichiamo di essere all’interno di una chiesa appartenente proprio a quest’ordine), dato che il Signore si è rivelato a San Francesco d’Assisi proprio attraverso un crocifisso e che il Poverello ha ricevuto le stimmate (ferite della Passione e crocifissione di Gesù) come “ultimo sigillo” della sua appartenenza a Dio. La Cappella Bacci non a caso fa da cornice ad un grande crocifisso del XIII secolo di autore ignoto.

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Cappella Bacci (Arezzo)

Il racconto della storia della croce di Gesù inizia con la scena della morte di Adamo, sulla cui tomba germoglia un albero. Dal legno di questo albero verrà realizzata la croce su cui morirà il figlio di Dio. La storia narrata dagli affreschi, di scena in scena, attraversa i secoli seguendo le tappe più significative delle vicende che hanno interessato la sacra croce: la dispersione della croce in seguito alla crocifissione di Gesù e dei ladroni, la ricerca della sacra reliquia ad opera di Elena, madre dell’imperatore Costantino, il ritrovamento delle tre croci. Per individuare la croce di Gesù, Elena impone il legno delle tre croci su un defunto che, a contatto con una di esse, risorge. La croce del Cristo viene riconosciuta, quindi divisa in due parti: una metà verrà lasciata a Gerusalemme, l’altra metà verrà portata a Costantinopoli. Nel 615, però, l’imperatore persiano Cosroe II conquista Gerusalemme, trafugando la sacra reliquia. La sanguinosa battaglia che segue questa scena, vedrà la vittoria di Eraclio, imperatore cristiano di Bisanzio, ritratto da Piero della Francesca non mentre uccide un nemico ma mentre impugna una croce.

Nelle scena della Vittoria di Costantino su Massenzio è facile riconoscere il paesaggio valtiberino tanto caro e familiare a Piero della Francesca. Il “suo” Tevere gli fa da ispirazione per dipingere un paesaggio idilliaco e calmo, in netto contrasto con la battaglia in primo piano. I riferimenti ai luoghi di Piero della Francesca nei suoi affreschi non si limitano ai paesaggi ma anche alle architetture, come accade nella scena del Ritrovamento delle tre croci e Verifica della Croce, sul cui sfondo compare una città cinta da possenti mura. Si tratta di una meravigliosa veduta prospettica di Arezzo, con le sue mura, le sue torri e la riconoscibilissima cattedrale a dominare dall’alto la città.

La maggior parte dei personaggi dipinti da Piero della Francesca nelle varie scene delle Storie della Vera Croce hanno lineamenti e sembianze molto generiche. Particolare valenza viene data dal pittore ai pochi personaggi caratterizzati da lineamenti riconoscibili.

Nella mischia convulsa della Battaglia di Eraclio e Cosroe alcuni storici dell’arte hanno riconosciuto un (presunto) autoritratto di Piero della Francesca (in basso, a sinistra, c’è una testa mozzata con gli occhi socchiusi, ma diretti verso gli astanti, posta in secondo piano rispetto alla scena principale, che somiglierebbe molto all’artista).

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Battaglia di Eraclio e Cosroe, Cappella Bacci (Arezzo)

Sempre nella scena della Battaglia di Eraclio e Cosroe è ravvisabile un (presunto) ritratto di Giovanni Bacci, committente degli affreschi di Arezzo. Giovanni Bacci viene ritratto in abiti moderni, discostandosi per tale ragione dagli altri personaggi, e la sua presenza in questa scena ha lo scopo di eleggerlo a difensore della Cristianità.

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Battaglia di Eraclio e Cosroe, Cappella Bacci (Arezzo)

Anche l’Imperatore Costantino, che compare in diverse scene, avrebbe delle sembianze molto precise, in cui molti storici hanno riconosciuto il volto di Giovanni VIII Paleologo (1392-1448), imperatore bizantino d’Oriente.

Giovanni VIII Paleologo visitò l’Italia in occasione del concilio di Ferrara-Firenze del 1438-1439 e fu promotore della riconciliazione tra la Chiesa ortodossa greca e la Chiesa di Roma (riconciliazione che di fatto non si concretizzò mai). Raffigurare Costantino con le fattezze di Giovanni VIII Paleologo fu una scelta ben precisa da parte di Piero della Francesca, che metaforicamente ritrasse Giovanni VIII Paleologo come il salvatore dell’Occidente minacciato dall’avanzata ottomana.

Piero della Francesca cela nei suoi affreschi un messaggio religioso ma anche e soprattutto politico: il pieno sostegno alla crociata di riconquista di Costantinopoli, caduta sotto il controllo turco-ottomano in seguito all’assedio del 1453.

Attenzione. Prima di recarvi in visita alla Cappella Bacci non dimenticate di prenotare il vostro biglietto, altrimenti rischiate di non trovare posto.

9. Palazzo Pretorio

Risalendo verso la parte alta della città percorriamo Via dei Pileati e incrociamo un palazzo storico con una facciata decisamente particolare. Scopriamo che si tratta del Palazzo Pretorio, edificio risalente al XIV e il XV secolo, facilmente riconoscibile per la facciata ricoperta di stemmi.

Il Palazzo Pretorio era l’edificio adibito allo svolgimento della pubblica amministrazione e, in particolare, qui operavano le magistrature civiche. A testimonianza di tale funzione ci restano i numerosi stemmi incastonati sulla facciata del palazzo con i simboli dei Podestà, dei Capitani, dei Commissari fiorentini e dei Giusdicenti attivi ad Arezzo tra il XIV secolo e il XVIII secolo. Il Palazzo Pretorio oggi ospita la Biblioteca Comunale.

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Palazzo Pretorio (Arezzo)

10. Casa del Petrarca

A pochi passi dal Palazzo Pretorio, in Via dell’Orto, si trova la Casa del Petrarca. In questa dimora signorile risalente al XIII secolo ma ricostruita nel XVI secolo, il 20 luglio 1304 nacque Francesco Petrarca.

Dal 1931 la Casa del Petrarca di Arezzo è sede dell’Accademia Petrarca di Lettere, Arti e Scienze ed è visitabile in orari e giorni prestabiliti.

11. Fortezza Medicea

Lasciandoci alle spalle il Palazzo Pretorio e la Casa del Petrarca, torniamo ai piedi della Cattedrale, punto in cui era iniziato il nostro itinerario di 1 giorno ad Arezzo.

Proprio accanto alla Cattedrale dei Santi Pietro e Donato si estende la Fortezza Medicea che, dall’alto del colle di San Donato, domina la città regalando ai visitatori piacevoli affacci panoramici sulla vallata sottostante.

La fortezza è ancora ben riconoscibile. Edificata per volere di Cosimo I de’ Medici, che sognava di costruire una fortezza inespugnabile a simboleggiare il potere e la grandezza di Firenze, presenta una pianta di forma pentagonale ed è un interessante esempio di architettura militare cinquecentesca.

Il parco pubblico adiacente alla Fortezza Medicea, noto come Parco del Prato, è in stile francese e ospita un grande monumento dedicato al Petrarca.

Cosa vedere ad Arezzo in 1 giorno: itinerario completo con MAPPA
Parco del Prato (Arezzo)

12. Basilica di San Domenico

Se avete ancora un po’ di tempo, tornando verso il parcheggio ricordatevi di visitare la Chiesa di San Domenico, che custodisce al suo interno un crocifisso del Cimabue databile 1268-1271 e noto come Crocifisso di San Domenico.

Questo prezioso crocifisso ligneo, dipinto a tempera e oro dal pittore fiorentino, è ritenuto essere dagli storici dell’arte la prima opera del Cimabue, uno dei più importanti pittori del Duecento.

13. Museo di Casa Vasari

Giorgio Vasari è nato ad Arezzo il 30 luglio del 1511. Nel cuore della cittadina toscana, in Via XX Settembre, si trova la dimora del pittore, architetto, intellettuale e storico dell’arte aretino, trasformata in casa-museo.

La Casa-museo di Giorgio Vasari, disposta su quattro piani e suddivisa in vari ambienti dimora (seminterrato, piano nobile, secondo piano, soffitte e giardino pensile all’italiana), è oggi visitabile previo pagamento di un biglietto d’ingresso (4 Euro) e con prenotazione obbligatoria. Il percorso di visita si snoda nei vari ambienti e raggiunge il suo culmine nel piano nobile magistralmente affrescato dallo stesso Vasari, con l’obiettivo di celebrare il ruolo dell’artista attraverso un ermetico dispiegarsi di finissime simbologie e metafore.

Se volete aggiungere la visita al Museo di Casa Vasari al vostro itinerario di 1 giorno ad Arezzo ricordate di prenotare l’ingresso e verificare con attenzione gli orari e i giorni di apertura del museo sul sito web ufficiale.

MAPPA: Itinerario di 1 giorno ad Arezzo

Cosa mangiare ad Arezzo?

Le specialità che dovete assolutamente assaggiare durante una visita ad Arezzo sono numerose. Una gita fuori porta ad Arezzo non può dirsi completa senza aver degustato la cucina locale quindi non rinunciate a fermarvi a pranzo in un ristorantino o un’osteria che serve pietanze tradizionali aretine e toscane.

Scopriamo insieme quali sono i piatti tipici aretini più famosi e gustosi iniziando dai primi piatti.

Tra i primi piatti della tradizione aretina e toscana quello che personalmente preferisco sono i Pici cacio e pepe. Avete, però, ampie possibilità di scelta in fatto di primi piatti: Pici all’aglione, Tagliatelle o pappardelle al sugo di lepre, anatra o coniglio, Maccheroni al sugo d’ocio (ragù di oca) e Gnocchi del Casentino (con impasto a base di ricotta e spinaci).

Per quanto riguarda i secondi piatti, le regine in tavola sono indubbiamente la Bistecca e la Tagliata di Chianina.

Restando nell’ambito della carne, ingrediente di cui la cucina aretina fa grande uso, non dimenticate di assaggiare i Fegatelli all’aretina, pezzi di fegato di maiale insaporiti ad arte seguendo un’antica ricetta della cucina povera; i Grifi all’aretina, preparati usando muso e altri parti meno nobili del vitello, il tutto insaporito con cipolla, pomodoro, vino rosso, timo e chiodi di garofano; la Scottiglia, un piatto antico, soprannominato il “cacciucco del Casentino”, preparato con varie carni rosolate e insaporite con pomodoro, cipolla, vino e altri ingredienti.

Dalla tradizione contadina toscana derivano alcuni piatti poveri ancora oggi molto amati in città e serviti nei ristoranti più tradizionali, come la Ribollita, zuppa a base di pane raffermo e verdure; l’Acquacotta, zuppa preparata con verdure, uova, funghi e pane abbrustolito; la Pappa al pomodoro, preparata con pane toscano raffermo, pomodori, cipolla e spezie.

Passiamo ai dolci tipici di Arezzo. I più noti sono i Cantucci e vin santo, dei biscottini secchi da mangiare dopo averli inzuppati nel vin santo toscano, e il Gattò aretino (storpiatura del termine francese gâteau), un rotolo dolce preparato farcendo con cioccolata o crema una base di pasta soffice, ben imbevuta di liquore (tradizionalmente Alchermes).

Cosa fare e vedere ad Arezzo per arricchire l’itinerario

Luoghi del film La vita è bella ad Arezzo

Come accennavo all’inizio di questo racconto di viaggio, Arezzo è famosa perché in città sono state girate alcune delle più belle scene del film La vita è bella di Roberto Benigni.

Passeggiando per il centro storico di Arezzo non faticherete ad individuare gli appositi cartelli turistici che segnalano alcuni dei luoghi che compaiono nel film premio Oscar.

  • In Piazza della Badia, per esempio, è stata girata la scena dell’incontro-scontro tra Guido (Roberto Benigni) e Dora (Nicoletta Braschi) con la celebre esclamazione “Buongiorno Principessa”.
  • Il Caffè dei Costanti, di fronte alla Chiesa di San Francesco, è il locale del famigerato cartello “Vietato l’ingresso ad ebrei e cani”.
  • Piazza Grande compare in diverse scene del film, facendo da scenografia alle passeggiate di Guido e Dora, alla rocambolesca discesa in bicicletta di Guido, Dora e Giosuè e alla scena ormai iconica di “Maria! Butta la chiave!”.

Divertitevi a cercare tutti i luoghi del film La vita è bella ad Arezzo, per arricchire il vostro itinerario e guardare la città da un punto di vista diverso dal solito.

Musei più importanti e visitati di Arezzo

Per arricchire il vostro itinerario ad Arezzo non c’è niente di meglio che visitare uno dei tanti musei cittadina.

I più importanti musei di Arezzo sono:

  • il Museo della Fraternita (Via Giorgio Vasari, 6 – Piazza Grande),
  • il MUDAS – Museo Diocesano di Arte Sacra (Piazza del Duomo, 1),
  • il Museo di Casa Vasari (via XX Settembre, 55),
  • il Museo di Arte Medievale e Moderna (Via S. Lorentino, 8 – Palazzo Bruni-Ciocchi),
  • il Museo Archeologico Gaio Cilnio Mecenate e Anfiteatro Romano (Via Margaritone, 10),
  • la Casa Museo di Ivan Bruschi (Corso Italia, 14),
  • il MUMEC – Museo dei mezzi di comunicazione (Via Ricasoli, 22 – Palazzo Comunale).

I dintorni di Arezzo

Arezzo si trova a circa 1 ora di auto da Firenze e Siena ma è facilmente raggiungibile da diverse città del Centro Italia, come Perugia, Viterbo, Roma, ma anche da Bologna e Ancona.

Se volete, quindi, organizzare un viaggio on the road nel Centro Italia di più giorni, vale la pena inserire Arezzo come tappa.

Spostandovi in auto potete agevolmente visitare alcuni dei borghi e delle città più belle della Toscana, dell’Umbria, delle Marche e della Tuscia laziale. C’è davvero l’imbarazzo della scelta!

Arezzo è, inoltre, la base ideale per un itinerario alla scoperta della Toscana orientale (e parte dell’Umbria), tra Valtiberina, Casentino, Valdarno e Valdichiana.

Tanto per darvi un’idea di cosa potete visitare nei dintorni di Arezzo posso citare:

  • Sansepolcro e Anghiari nella Valtiberina toscana,
  • Città di Castello nella Valtiberina umbra,
  • Poppi, il Parco Nazionale delle Foreste Casentinesi e il Santuario della Verna nel Casentino,
  • Cortona, Foiano e Lucignano nella Valdichiana (da qui potete facilmente raggiungere anche il Lago Trasimeno, Corciano e spingervi fino a Perugia e Assisi).

Per approfondire:

Cosa vedere ad Anghiari: il borgo toscano della “Battaglia” e della “Scampanata”

Toscana-Umbria: itinerario di 3 giorni per visitare i borghi più belli tra Val d’Orcia e Valdichiana

Lucignano in Valdichiana: il borgo medievale della Maggiolata

Cosa vedere a Cortona: gioiello medievale della Valdichiana

Cosa vedere sul Lago Trasimeno: i borghi più belli

Itinerario per visitare Perugia in 1 giorno senza perdere nulla

Road trip in Centro Italia: viaggio in auto alla scoperta di Lazio e Umbria


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