10 cose che (forse) non sapevi sulla Sagrada Família di Antoni Gaudí

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Scopriamo insieme 10 curiosità, fatti insoliti e misteri sulla Sagrada Família di Antoni Gaudí, emblema di Barcellona e straordinario capolavoro architettonico.

Ho già raccontato in un post precedente la mia visita alla Sagrada Família di Barcellona, capolavoro assoluto del geniale architetto spagnolo Antoni Gaudí, spiegando nel dettaglio cosa c’è da vedere, come visitare la basilica, dove acquistare i biglietti e come saltare la fila.

Adesso, però, mettiamo da parte per un attimo le spiegazioni iconografiche e i consigli pratici, e divertiamoci a scoprire curiosità, fatti insoliti e misteri sulla Sagrada Família di Antoni Gaudí.

10 curiosità, fatti insoliti e misteri sulla Sagrada Família

1. Nella Sagrada Família tutto è matematica

La Sagrada Família è una basilica a dir poco grandiosa. È una delle chiese più grandi del mondo nonché una delle più spettacolari.

I numeri di questo tempio espiatorio sono impressionanti.

  • La Sagrada Família presenta 3 facciate: Facciata della Natività, Facciata della Gloria e Facciata della Passione.
  • 90 metri è la distanza che separa l’ingresso, posto sulla Facciata della Gloria, dall’abside della Sagrada Família.
  • All’interno della Sagrada Família sono presenti 5 navate.
  • Le navate sono intersecate da un transetto lungo 60 metri e largo 45 metri.
  • L’interno della Sagrada Família è illuminato dalla luce che passa attraverso ben 250 lucernai posti nella parte alta della navata centrale per volere di Gaudí.
  • La navata centrale, cioè quella principale, è larga ben 15 metri, mentre le altre 4 navate sono larghe 7 metri e mezzo.
  • Le 5 navate insieme sono larghe complessivamente 45 metri.
  • Le navate laterali sono alte 30 metri mentre la volta si trova a 45 metri di distanza dal pavimento.
  • La Sagrada Família ha in totale 18 torri: 12 sono dedicate agli Apostoli, 4 agli Evangelisti, una a Maria e una, la più imponente, a Gesù.

2. All’interno della Sagrada Família c’è una scuola

Tetto e pareti ondulate, mattoni a vista e un’architettura insolita vi faranno subito notare il piccolo edificio che ospitava la scuola della Sagrada Família, ancora oggi presente e visitabile.

Nel 1909 Antoni Gaudí decise di costruire nel cantiere della Sagrada Família una scuola di piccole dimensioni ma adatta ad ospitare tutti i figli degli operai che ogni giorno lavoravano a pieno ritmo per edificare il suo grandioso tempio espiatorio.

Ben presto, oltre che per i figli degli operai, la scuola della Sagrada Família divenne il punto di riferimento per tutti i bambini del quartiere, dove abitavano per la maggior parte famiglie poco abbienti e bisognose.

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Fotografie d’epoca della scuola, Sagrada Família (Barcellona)

La scuola venne edificata nel luogo dove oggi sorge la Facciata della Gloria. Gaudí aveva deciso di lasciare la Facciata della Gloria per ultima nel progetto di costruzione della Sagrada Família quindi sapeva che quello spazio di terreno sarebbe rimasto vuoto per molti anni.

Nel 2002, però, con il procedere dei lavori, si è presentata l’esigenza di demolire la scuola per poi ricostruirla a qualche decina di metri di distanza, in modo da preservarla per i posteri. In fondo si tratta pur sempre di un’opera progetta dal grande Antoni Gaudí!

3. Durante la Guerra civile la Sagrada Família venne data alle fiamme

Il 21 luglio del 1936, in piena esplosione della Guerra civile spagnola, la Sagrada Família rischiò di andare distrutta a causa dell’incendio appiccato alla basilica e allo studio di Antoni Gaudí dagli Anarchici.

L’incendio appiccato dagli Anarchici alla Sagrada Família fu solo uno dei tanti episodi di violenza e odio contro i simboli della Cristianità in Spagna. Conventi distrutti, chiese profanate, preti crocifissi, suore picchiate e violentate, fedeli massacrati senza alcuna ragione. Le atrocità contro le persone andarono di pari passo con la distruzione programmatica dei luoghi di culto e delle opere d’arte a tema religioso.

A causa dell’incendio alla Sagrada Família, la cripta della basilica subì gravissimi danni, lo studio di Gaudí andò distrutto, bozzetti e disegni originali del progetto andarono persi per sempre e, addirittura, la tomba di Josep Maria Bocabella i Verdaguer, filantropo e fondatore del Tempio espiatorio della Sacra Famiglia, venne profanata.

4. Gaudí non ha posato la prima pietra della Sagrada Família

Il progetto per la costruzione del Temple Expiatori de la Sagrada Família (Tempio espiatorio della Sacra Famiglia) originariamente venne affidato ad un altro architetto, Francisco de Paula del Villar y Lozano, e non ad Antoni Gaudí.

Non fu Gaudí a posare la prima pietra della Sagrada Família.

I lavori di edificazione della Sagrada Família vennero avviati nel 1882 sotto la guida del Villar. La prima pietra venne posata il giorno di San Giuseppe (19 Marzo) alla presenza di José María Urquinaona, vescovo di Barcellona, e di tutte le personalità più in vista della vita politica e religiosa di Barcellona.

Gaudí, che solo un anno dopo avrebbe ricevuto l’incarico di architetto della Sagrada Família, era però presente alla cerimonia.

5. Il Bacio di Giuda di Subirachs cela un enigma matematico

Nella Facciata della Passione della Sagrada Família, opera di Josep Maria Subirachs i Sitjar, c’è una enigmatica scultura ancora oggi non del tutto decifrata.

Accanto al gruppo scultoreo del Bacio di Giuda potrete facilmente scorgere il cosiddetto Quadrato magico di Subirachs, una griglia quadrata contenente dei numeri in ordine tutt’altro che casuale!

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Bacio di Giuda, Sagrada Família (Barcellona)

Si tratta di un quadrato magico di ordine 4 contenente, su 4 righe e 4 colonne, tutti i numeri da 1 a 15 tranne il 12 e con il 10 e il 14 ripetuti due volte. La disposizione dei numeri è stata studiata in modo che la somma dei numeri di ciascuna riga, di ciascuna colonna e di ciascuna diagonale dia sempre come risultato il numero 33, l’età che aveva Gesù quando morì sulla croce.

6. Antoni Gaudí riposa nella cripta della Sagrada Família

Non tutti i visitatori ne sono a conoscenza e anche agli osservatori più attenti potrebbe sfuggire la presenza della tomba di Antoni Gaudí durante la visita alla Sagrada Família.

Le spoglie mortali dell’amatissimo “architetto di Dio” riposano nella cripta della Sagrada Família, lontano dal brulicare di turisti e dalla frenesia tipica dei monumenti più affollati.

Antoni Gaudí non vedrà mai compiuto il suo capolavoro ma veglia silenziosamente il cantiere della Sagrada Família dalla sua tomba, restando così per sempre legato alla sua opera più grandiosa e rivoluzionaria.

7. La vostra visita contribuisce a finanziare i lavori di edificazione della Sagrada Família

La Sagrada Família (come ci suggerisce il nome completo della basilica, Temple Expiatori de la Sagrada Família) è un “tempio espiatorio”, cioè un luogo di culto finanziato dalle offerte dei fedeli che vi si recano per “espiare” i propri peccati.

Ancora oggi la Sagrada Família riceve laute donazioni dai fedeli di tutto il mondo ma il cantiere procede a ritmo serrato soprattutto grazie alla vendita dei biglietti di ingresso ai visitatori.

Non sono in molti ad esserne consapevoli ma acquistando il biglietto di ingresso alla Sagrada Família ogni visitatore contribuisce economicamente al proseguimento dei dispendiosi lavori di edificazione del tempio.

Se visiterete la Sagrada Família, contribuirete personalmente alla realizzazione di questo spettacolare capolavoro architettonico!

 

8. Tra le sculture della Sagrada Família ci sono due ritratti nascosti di Gaudí

Tra i gruppi scultorei che adornano le facciate della Sagrada Família possiamo individuare due statue particolarmente somiglianti ad Antoni Gaudí.

Il primo ritratto nascosto di Gaudí si trova sulla Facciata della Natività.

Cercate la scultura che ritrae San Giuseppe in una barca, nella parte alta del Portale della Speranza. Nel volto di San Giuseppe, “timoniere” della Chiesa, riconoscerete immediatamente i lineamenti dell’architetto spagnolo.

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San Giuseppe su una barca, Sagrada Família (Barcellona)

Il secondo ritratto nascosto di Antoni Gaudí è, invece, un vero e proprio omaggio al grande “architetto di Dio” da parte di Josep Maria Subirachs i Sitjar, l’artista spagnolo incaricato di realizzare le sculture per la Facciata della Passione della Sagrada Família.

Tra le varie scene realizzate da Subirachs, cercate quella della Veronica che asciuga il sudore dalla fronte di Gesù durante la salita al Calvario.

La Veronica è facile da riconoscere perché è ritratta senza volto. Accanto a lei non potrete non notare dei soldati che indossano un casco identico agli iconici comignoli della Casa Milà, primo elemento celebrativo dell’opera di Gaudí inserito da Subirachs nel gruppo scultoreo. Adesso guardate alla sinistra dei soldati e troverete un Evangelista dai lineamenti conosciuti: è proprio Antoni Gaudí!

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La Veronica col Santo Sudario, Sagrada Família (Barcellona)

Subirachs ha confessato di aver omaggiato Gaudí in questo gruppo scultoreo ispirandosi ad una fotografia scattata a Barcellona durante il Corpus Domini del 1924 in cui compare anche l’architetto della Sagrada Família.

9. L’altezza della Sagrada Família non è casuale

La Sagrada Família è uno degli edifici religiosi più alti del mondo ma la sua altezza non è stata dettata dal caso ma da una precisa volontà del suo architetto.

“Il lavoro (umano) non può superare quello divino, quindi la Sagrada Família sarà alta 170 metri, 3 metri meno dell’altezza della collina di Montjuïc.” (Antoni Gaudí)

La torre di Gesù, una volta completata, sarà alta ben 172,5 metri, comprendendo anche la croce che ne decorerà la cima.

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Sagrada Família (Barcellona)

Questa sarà l’altezza massima della Sagrada Família per volere dello stesso Gaudí.

L’architetto dichiarò che la sua Sagrada Família non poteva essere più alta del vicino Montjuïc perché l’opera umana non poteva né doveva superare in grandezza l’opera di Dio.

10. La natura ha ispirato profondamente Antoni Gaudí

Gli elementi naturali furono sempre una inesauribile fonte di ispirazione per l’opera dell’architetto spagnolo e, ovviamente, la tendenza di Gaudí a rifarsi al mondo della natura è facilmente ravvisabile anche nel tempio della Sagrada Família.

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Pinnacolo, Sagrada Família (Barcellona)

Schiere di colonne che si innalzano verso il cielo come tronchi di albero in una foresta, scale spiraliformi che riprendono le curve naturali dei gusci delle chiocciole, un soffitto di fitte fronde di pietra illuminate da studiati giochi di luce e, ancora, conchiglie, foglie, rami, frutti, rettili, uccelli, pesci, mammiferi, flutti del mare e sinuose linee suggerite a Gaudí dal paesaggio circostante.

La Sagrada Família è il pretesto per Gaudí di innalzare un personale inno al Creatore ma ancor più un inno al Creato.

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Sagrada Família (Barcellona)

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Sagrada Família (Barcellona)

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Sagrada Família (Barcellona)

Joan Mirò, parlando di Antoni Gaudí, lo definì “il primo fra i geni”, per l’impatto rivoluzionario della sua opera nel mondo dell’Arte e dell’Architettura.

Guidato dal suo forte sentimento religioso, ideando la Sagrada Família, Gaudí diede nuova vita e nuova forma alla natura.

L’architetto immagina un “giardino di pietra”: a disegnarlo non è la sua mano ma la sua estasi creativa che, traendo ispirazione dal regno animale, vegetale e minerale, lascia libera la fantasia di progettare e, talvolta, inventare colori, forme e anatomie.

“Con i vasi di fiori, circondato da vigneti e uliveti, animato dal chiocciare delle galline, dai canti degli uccelli e dal ronzio degli insetti, e con le montagne di Prades a fare da sfondo, potei cogliere le più pure e gioiose immagini della natura. Questa natura che sempre mi è Maestra.” (Antoni Gaudí)

Proviamo a cercare insieme tutti gli animali della Sagrada Família?

CAMALEONTI

Alle estremità dei due Portali della Speranza e della Fede potrete notare due camaleonti, animali spesso associati all’idea di mutazione e cambiamento e, in questo contesto, simbolo del continuo rinnovamento e della trasformazione ciclica della natura.

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Camaleonte, Facciata della Natività, Sagrada Família (Barcellona)

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Camaleonte, Facciata della Natività, Sagrada Família (Barcellona)

TARTARUGHE

Ponete attenzione per un minuto alle due colonne che separano la prima il Portale della Speranza dal Portale della Carità e la seconda il Portale della Carità dal Portale della Fede. Alla base delle colonne non faticherete ad individuare una tartaruga di terra e una tartaruga marina, la prima rivolta verso la montagna e la seconda rivolta verso il mare, elementi dominanti del paesaggio di Barcellona.

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Tartaruga di terra, Facciata della Natività, Sagrada Família (Barcellona)

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Tartaruga marina, Facciata della Natività, Sagrada Família (Barcellona)

INSETTI TRA LE FOGLIE

Focalizziamoci, adesso, sulle due ante che compongono la porta d’ingresso alla Sagrada Família nel lato della Facciata della Natività. Le porte, in alluminio policromo e vetro decorato, sono opera di Etsurō Sotoo. Tra il fitto fogliame che decora magistralmente la porta si “nascondono”, proprio come avviene in natura, piccoli animali, aracnidi e insetti. Vediamo coccinelle, farfalle, ragni, lucertole, mosche, chiocciole, api, scorpioni e, addirittura, un nido con due uccellini che chiamano la mamma con il becco spalancato.

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Porta della Facciata della Natività, Sagrada Família (Barcellona)

PELLICANO E COLOMBE

Individuate l’Albero della Vita, di colore verde brillante, e non potrete fare a meno di notare il gruppo di colombe che vi “vola” attorno. Spostando lo sguardo poco più in basso, ai piedi dell’Albero della Vita e posto tra due angeli che tengono in mano pane e vino (Eucarestia), c’è un grande pellicano.

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Albero della Vita, Sagrada Família (Barcellona)

ANATRE E OCHE

La Facciata della Natività pullula di animali da cortile. Nel Portale della Speranza anatre e oche fanno la loro comparsa appena sotto alla scena della Fuga in Egitto. Animali acquatici per eccellenza, sono circondati da una vegetazione tipica delle sponde del Nilo.

TACCHINO

Alla sinistra della scena della Natività è facile riconoscere i Re Magi, intenti nell’adorare il Bambino Gesù appena nato. Sotto all’Adorazione dei Magi è stato ritratto un tacchino a simboleggiare la celebrazione del Natale (viene, infatti, ancora oggi servito in tavola tra le portate del pranzo o della cena natalizia).

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Tacchino sulla Facciata della Natività, Sagrada Família (Barcellona)

ASINO

Osserviamo il Portale della Speranza (Facciata della Natività). Nel gruppo scultoreo della Fuga in Egitto, Maria è rappresentata a cavallo di un asino. Gaudí utilizzò un asino vero come “modello” per questa scultura: lo acquistò appositamente da un venditore ambulante che passava di frequente nella zona del cantiere della Sagrada Família.

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Fuga in Egitto, Sagrada Família (Barcellona)

CANE E AGNELLO

Tra i pastorelli giunti a Betlemme per adorare il Bambino Gesù, nella toccante scena dell’Adorazione dei Pastori sul Portale della Carità (Facciata della Natività), scorgiamo facilmente un cagnolino (simbolo di fedeltà) e un agnello (simbolo di innocenza e purezza).

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Adorazione dei Pastori, Sagrada Família (Barcellona)

Il cane ricompare anche sulla Facciata della Passione, accucciato ai piedi del tavolo durante l’Ultima Cena.

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Ultima cena, Sagrada Família (Barcellona)

GALLO E GALLINE

Sempre sul Portale della Carità (Facciata della Natività), proprio sotto alla scena dell’Adorazione dei Pastori, individuiamo altri animali, in particolari un gruppo di galline con al centro un gallo. Il riferimento è all’episodio evangelico del Rinnegamento di Pietro («Pietro, io invece ti dico che prima che il gallo canti una seconda volta domani mattina, mi avrai rinnegato tre volte».) Il gallo è il triste presagio del tradimento che Gesù subirà e che lo condurrà all’arresto e, successivamente, alla crocifissione.

La medesima simbologia ci fa ritrovare il gallo anche sulla Facciata della Passione, nella scena della Negazione di Pietro, dove Pietro, avvolto in una coperta (simbolo della codardia), è collocato accanto a tre figure femminili che rappresentano le tre volte che l’Apostolo rinnegherà Gesù.

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Rinnegamento di Pietro, Sagrada Família (Barcellona)

BUE E ASINO

Non potevano mancare il bue e l’asinello che, con il loro caldo respiro, riscaldarono il neonato Bambino Gesù, venuto al mondo in una stalla. Li troviamo entrambi (in realtà solo le teste) nella centrale scena della Natività.

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La Natività, Sagrada Família (Barcellona)

SERPENTI, RANE E COCCODRILLI

Tra le decorazioni scultoree della Sagrada Família gli osservatori più attenti potranno scovare serpenti, rane, chiocciole, grosse salamandre e, addirittura, coccodrilli.

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Animali tra le decorazioni della Sagrada Família (Barcellona)

Come metafora del tradimento, ritroviamo il serpente anche nella scena del Bacio di Giuda sulla Facciata della Passione. Infine il serpente ricompare sulla colonna posta al centro del Portale della Carità (Facciata della Natività), con la mela in bocca simbolo della tentazione e del peccato originale. 

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Serpente con la mela in bocca, Sagrada Família (Barcellona)

Antoni Gaudí ideò e realizzò forme prima di allora mai neanche immaginate in Architettura, trasformò i materiali più grezzi, freddi e poveri in opere vive e impattanti, scolpì nella pietra mondi nuovi pregni di simbolismo e misticismo.

Le molteplici immagini di una natura che per Gaudí fu maestra sin dall’infanzia hanno riempito gli occhi, la mente e la fantasia dell’architetto, alimentando un fervore creativo che fu il principale impulso nella progettazione delle sue opere, non solo della Sagrada Família ma anche della Casa Vicens, della Casa Batlló, della Pedrera e del Parc Güell.

 
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Per approfondire:

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One Response
  1. Avatar Jules 1 settimana ago

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