Itinerario di 3 giorni a Barcellona: cosa vedere, dove dormire, cosa e dove mangiare

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Itinerario completo per visitare Barcellona in 3 giorni: cosa fare e vedere, dove dormire, cosa mangiare, come saltare le file e come risparmiare tempo e denaro durante un viaggio nella capitale della Catalogna.

Seguendo il mio itinerario di 3 giorni a Barcellona potrete visitare le principali attrazioni della città spagnola senza perdere nulla, ottimizzando il tempo a disposizione.

3 giorni a Barcellona: itinerario completo

Ecco tutte le tappe in sintesi dell’itinerario di 3 giorni a Barcellona.

GIORNO 1

1. Barrio Gótico (Barri Gòtic)

Basílica de Santa Maria del Pi
Cattedrale di Barcellona e chiostro delle oche
Plaça del Rei
Pont del Bisbe
Plaça de Sant Jaume
Plaça Reial e lampioni di Gaudí

2. La Rambla

3. Monumento a Cristoforo Colombo

4. Porto di Barcellona

5. Rambla de Mar

6. La Boqueria (Mercat de la Boqueria)

GIORNO 2

1. Plaça de Catalunya

2. Passeig de Gràcia

3. Le “case” di Antoni Gaudí

Casa Batlló
Casa Milà (La Pedrera)
Casa Vicens

4. Sagrada Família (con visita guidata)

GIORNO 3

1. Bus Turístic Barcelona (linea blu)

2. Parc Güell

3. Padiglioni Güell

4. Futbol Club Barcelona (Camp Nou)

5. Bus Turístic Barcelona (linea rossa)

6. Plaça d’Espanya, Palau Nacional e Fontana Magica

7. Port Vell e Port Olímpic

Itinerario completo per visitare Barcellona in 3 giorni

GIORNO 1

Atterrando di mattina presto all’aeroporto di Barcellona El Prat e avendo già acquistato insieme al Barcellona City Pass anche il biglietto per l’Aerobús, siamo saliti direttamente sulla navetta e abbiamo raggiunto Plaça de Catalunya, centro nevralgico della città.

Da Plaça de Catalunya, a piedi, siamo arrivati in pochi minuti presso il nostro hotel (H10 Raco del Pi). Dopo aver fatto il check-in, per non sprecare tempo prezioso, abbiamo subito iniziato la nostra esplorazione della città partendo dal Barri Gòtic, il quartiere gotico di Barcellona.

1. Barrio Gótico (Barri Gòtic)

Monumenti gotici (da qui il nome del quartiere, tra i più noti e amati di Barcellona), tracce di epoca romana e medievale, tutto racchiuso in un unico, pittoresco quartiere.

Passeggiando in un dedalo di vicoli e stradine, vi immergerete nella Barcellona più viva e autentica, trovando sul vostro cammino monumenti, chiese, piazze ed edifici affascinanti.

Basílica de Santa Maria del Pi

Passeggiando per il Barri Gòtic, dopo aver fatto appena pochi passi, incontriamo sulla nostra strada la graziosa piazzetta che ospita la Basílica de Santa Maria del Pi (letteralmente “Basilica di Santa Maria del Pino).

Non farete neanche in tempo a domandarvi quale sia la ragione di tale nome che subito individuerete un rigoglioso albero di Pino nella piazza antistante alla chiesa.

L’edificio, probabilmente costruito nel sito che anticamente ospitava un luogo di culto paleocristiano, risale al XIV secolo, anche se nel corso dei secoli ha subito numerose modifiche, aggiunte e rimaneggiamenti, in particolar modo in seguito ad un devastante incendio che danneggiò seriamente la chiesa.

La Basílica de Santa Maria del Pi racchiude in sé l’essenza sobria e raffinata del gotico catalano. Dall’alto dei suoi 54 metri, domina la piazza il campanile della chiesa, che accoglie 6 grandi campane.

Itinerario di 3 giorni a Barcellona: cosa vedere, dove dormire, cosa e dove mangiare

Campanile della Basílica de Santa Maria del Pi (Barcellona)

In mezzo alla facciata campeggia, poi, un grande rosone dal diametro di 10 metri: il rosone della Basílica de Santa Maria del Pi è il più grande di tutta la Catalogna!

Se volete godere di una suggestiva vista dall’alto del Barri Gòtic e del centro di Barcellona, potete salire in cima al campanile della Basílica de Santa Maria del Pi e ammirare la città da un’altezza di 54 metri.

Els Gegants del Pi

All’interno della Basílica de Santa Maria del Pi sono custoditi i cosiddetti Els Gegants del Pi (i Giganti del Pino), una coppia di enormi figure allegoriche che, insieme ad altri personaggi di grandi dimensioni, fanno la loro comparsa annualmente durante diverse manifestazioni religiose e folkloristiche che si tengono a Barcellona. Els Gegants del Pi e le altre figure festive e animali “giganti”, per esempio, escono dalla chiesa in occasione della Procesión de Corpus Christi o delle tradizionali processioni della Basílica de Santa Maria del Pi e della Basílica de Santa Maria del Mar. Tra queste figure, due delle più famose insieme ai Els Gegants del Pi sono il Lleó del Pi (o Lleó de Barcelona) e la Mulassa del Pi (o Mulassa de Barcelona).

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Lleó del Pi sfila nei vicoli del Barrio Gótico (Barcellona)

Casa de l’Ardiaca (Arxiu Històric de la Ciutat de Barcelona)

Lasciataci alle spalle la Basílica de Santa Maria del Pi ci siamo diretti verso la tappa successiva dell’itinerario di 3 giorni a Barcellona, cioè la Catedral de la Santa Creu i Santa Eulàlia.

Passeggiando tra i vicoletti del Quartiere Gotico, però, ci siamo imbattuti per caso nella Casa de l’Ardiaca (Casa dell’Arcidiacono), al civico 1 di Carrer de Santa Llúcia, e, anche se non era prevista una sosta, abbiamo deciso di entrare approfittando dell’ingresso libero. Che sorpresa!

La bellezza dell’edificio vi lascerà a bocca aperta già dall’esterno ma, se vi lascerete incuriosire da questo luogo e deciderete di entrare nella Casa de l’Ardiaca, vi troverete di fronte ad un piccolo gioiello gotico quasi nascosto agli occhi dei turisti più frettolosi.

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Casa de l’Ardiaca (Barcellona)

La Casa de l’Ardiaca, che oggi ospita l’Archivio Storico della Città di Barcellona, venne costruita attorno al XII secolo, inglobando una parte delle antiche mura romane di Barcellona. L’edificio venne successivamente rimaneggiato attorno al XV secolo su richiesta dell’Arcidiacono Lluís Desplà, ch vi aggiunse elementi in stile gotico e in stile rinascimentale.

Nel XIX secolo, quello che fino ad allora era stato un bene di proprietà ecclesiastica venne acquistato da una famiglia borghese, che completò la costruzione del cortile interno, simile ad un chiostro monastico ma con l’aggiunta di elementi affini al gusto del tempo.

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Casa de l’Ardiaca (Barcellona)

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Casa de l’Ardiaca (Barcellona)

Nel 1895 la Casa de l’Ardiaca, scelta come sede del Colegio de Abogados de Barcelona, acquisì uno dei suoi decori più famosi: la splendida cassetta delle lettere modernista firmata dal celebre architetto Lluís Domènech i Montaner, uno dei nomi di spicco del Modernismo catalano.

Non potete assolutamente perdere la terrazza al piano superiore, con una piacevole veduta sul Barri Gòtic, e il chiostro, completato da piante ornamentali e una fontana dove non di rado gli uccellini si abbeverano o fanno il bagno.

Il “ballo” dell’uovo

La fontana della Casa de l’Ardiaca è la protagonista di un particolare rituale che si celebra ogni anno a Barcellona in occasione del Corpus Domini. L’ou com balla (letteralmente “l’uovo come balla”) è una tradizione non solo di Barcellona ma di molte città della Catalogna: un uovo viene posto in equilibrio sul getto di alcune fontane, per l’occasione decorate con fiori e frutta, e viene fatto, appunto, “ballare”.

Cattedrale di Barcellona e chiostro delle oche

La Cattedrale della Santa Croce e Sant’Eulalia non può mancare tra le tappe di un itinerario a Barcellona.

Anche se il simbolo indiscusso di Barcellona è la più nota Sagrada Família, non bisogna fare confusione! A Barcellona, più precisamente nel cuore del Barri Gòtic, c’è una meravigliosa cattedrale che è di fatto l’edificio religioso più importante della città catalana.

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Catedral de la Santa Creu i Santa Eulàlia (Barcellona)

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Catedral de la Santa Creu i Santa Eulàlia (Barcellona)

Itinerario di 3 giorni a Barcellona: cosa vedere, dove dormire, cosa e dove mangiare

Catedral de la Santa Creu i Santa Eulàlia (Barcellona)

Itinerario di 3 giorni a Barcellona: cosa vedere, dove dormire, cosa e dove mangiare

Catedral de la Santa Creu i Santa Eulàlia (Barcellona)

La prima pietra della Cattedrale di Barcellona venne posata nel 1298 e l’ultima nel 1420, sotto il regno di Alfonso D’Aragona (fatto salvo per alcune parti della facciata e della torre centrale, completate nel 1913).

Intitolata alla Santa Croce e a Santa Eulalia, patrona di Barcellona, la Cattedrale ancora oggi di quest’ultima custodisce le spoglie.

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Cripta di Santa Eulalia, Catedral de la Santa Creu i Santa Eulàlia (Barcellona)

La Cattedrale di Barcellona (Catedral de la Santa Creu i Santa Eulàlia) è il simbolo del Gotico Catalano.

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Catedral de la Santa Creu i Santa Eulàlia (Barcellona)

Oltre ad ammirarla dall’esterno vi consiglio senza indugio di visitarla all’interno: nonostante l’ingresso sia a pagamento, la Cattedrale è assolutamente meritevole di una visita.

COSA VEDERE NELLA CATTEDRALE DI BARCELLONA?
CRIPTA DI SANT’EULALIA

Nella cripta posta al di sotto dell’altare maggiore, opera dell’architetto Jaime Fabré, riposano le spoglie di Santa Eulalia, riposte all’interno di un sarcofago gotico di alabastro policromo di pregiatissima fattura.

CHIOSTRO DELLE OCHE

Il chiostro della Cattedrale di Barcellona, adornato di palme, alberi di arance e magnolie, oltre ad accogliere una fontanella del XV secolo, ospita lo stagno che fa da dimora alle “guardiane” pennute della chiesa. Giunti al chiostro, noterete subito la presenza di 13 oche bianche: 13 come gli anni di età in cui Sant’Eulialia morì e 13 come il numero di torture che la Santa subì durante il martirio da parte dei Romani (fu esposta nuda in strada sotto la neve fino a congelare, le vennero amputati i seni, fu chiusa in una botte piena di chodi e fatta rotolare giù da una strada in discesa ancora oggi nota come Baixada de Santa Eulalia, il suo corpo venne martoriato innumerevoli volte, poi venne crocifissa e decapitata).

TERRAZZA E GUGLIE

Grazie ad un ascensore, potete accedere alla parte superiore della Cattedrale di Barcellona. Oltre a godere di un panorama davvero spettacolare su tutta la città, potrete camminare tra le torri e le guglie della Cattedrale. Il percorso è abbastanza breve e se avete passeggiato sulle Terrazze del Duomo di Milano non vi sembrerà poi tanto straordinario, però vale sicuramente la pena salire sulla terrazza, se non altro per la veduta dall’alto sulla città.

CAPPELLA DEL SANTO CRISTO DI LEPANTO

Una delle cappelle della Cattedrale di Barcellona custodisce un prezioso crocifisso del XVI secolo, il Santo Cristo di Lepanto, particolarmente caro ai Barcellonesi, che lo venerano con grande sentimento. Subito noterete che la figura del Cristo è in una strana posizione, con il corpo piegato in maniera innaturale su un lato. La leggenda vuole che il crocifisso si trovasse a bordo della galea di Giovanni d’Austria durante la battaglia di Lepanto del 1571 (da qui il nome di Santo Cristo di Lepanto) e che, proprio per evitare di essere colpito dalla pioggia di proiettili durante la battaglia, si piegò da un lato e riuscì a schivare i colpi.

CORO LIGNEO

All’interno della Cattedrale di Barcellona, in mezzo alla navata centrale, si trova un grandioso coro ligneo, realizzato tra il 1390 e il 1519. Maestri artigiani, intagliatori e scultori lavorarono alla realizzazione di questo coro gotico, che presenta una serie di stalli intarsiati decorati con gli stemmi araldici delle più importanti famiglie reali europee. Merita menzione anche l’elegante retrocoro in marmo bianco risalente al XVI a firma di Bartolomè Ordonez, che in molte sue opere venne suggestionato e ispirato dai lavori di Donatello e Michelangelo.

Plaça del Rei

Il nostro itinerario di 3 giorni a Barcellona continua con la Plaça del Rei (Piazza del Re), una delle più belle piazze della capitale catalana insieme alla non troppo lontana Plaça de Sant Felip Neri. Sono due luoghi molto amati dai Barcellonesi e sono entrambi imperdibili.

Pont del Bisbe

Non indugiamo, però, troppo perché le cose da vedere a Barcellona sono ancora molte.

La tappa successiva è un luogo-simbolo del Barri Gòtic e certamente lo avrete visto almeno una volta in fotografia o su qualche cartolina di Barcellona. Sto parlando del Pont del Bisbe (lo trovate in Carrer del Bisbe, 1), un passaggio sopraelevato che collega il Palau de la Generalitat de Catalunya con le Cases dels Canonges.

Questo è uno dei luoghi più fotografati di tutto il Barri Gòtic di Barcellona.

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Pont del Bisbe (Barcellona)

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Pont del Bisbe (Barcellona)

Nonostante il Pont del Bisbe sembri molto più antico, risale agli anni ’20 del Novecento.

Venne realizzato dall’architetto modernista catalano Joan Rubió i Bellver, discepolo di Antoni Gaudí. L’ispirazione per le decorazioni viene direttamente dal Gotico fiammeggiante, fase finale del Gotico francese.

Il teschio del Pont del Bisbe

Alla base del Pont del Bisbe, tra le altre decorazioni scolpite, i più attenti scorgeranno un inquietante teschio trafitto da un pugnale. Le leggende e i misteri legati a questo teschio da decenni vengono diffusi nella cultura orale di Barcellona. C’è chi crede che questo teschio sia il simbolo di quello che Joan Rubió i Bellver considerò un vero e proprio “assassinio”: l’impedimento nel realizzare il suo grande progetto di riorganizzazione e monumentalizzazione del Barri Gòtic di Barcellona. Altri credono che, se mai il pugnale venisse estratto dal teschio, l’intera Barcellona crollerebbe interamente, sprofondando sulle sue fondamenta.

Plaça de Sant Jaume

Superato il Pont del Bisbe procediamo verso la Plaça de Sant Jaume, che sorge sul luogo dove anticamente si incrociavano il Cardo e il Decumano, le due strade principali su cui era basato il modello urbanistico romano.

Ci troviamo sulle vestigia dell’antica colonia romana di Barcino: oltre all’incrocio del Cardo e del Decumano, qui si trovavano anche il Foro romano e il Tempio di Augusto, fulcro della vita pubblica dell’epoca.

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Carrer de Ferran (Barcellona)

Anche oggi Plaça de Sant Jaume conserva un ruolo di primaria importanza nella vita pubblica e politica della città di Barcellona, dato che sulla piazza affacciano il Palau de la Generalitat de Catalunya, sede del Governo Catalano, e la Casa de la Ciutat, che ospita il Municipio di Barcellona.

Plaça Reial e lampioni di Gaudí

Da Plaça de Sant Jaume, con una passeggiata di 5 minuti, raggiungiamo un’altra piazza molto pittoresca di Barcellona, dove troverete una sorpresa che molti ignorano…

Arriviamo in Plaça Reial, una piazzetta brulicante di vita, che custodisce il primo grande progetto pubblico affidato a Gaudí.

Nel 1878 il Comune di Barcellona, nell’ambito di un piano più ampio di ammodernamenti a livello urbanistico (tra cui l’installazione di lampioni a gas in tutta la città), convocò Gaudí e gli commissionò un’opera che lo renderà molto conosciuto in città e che gli aprirà le porte verso progetti e commissioni più importanti. Sto parlando della realizzazione di alcuni lampioni per la Plaça Reial.

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Plaça Reial (Barcellona)

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Plaça Reial (Barcellona)

Quando giungerete nei pressi della Plaça Reial sono certa che penserete immediatamente “che strani questi lampioni!”. I lampioni ideati da Gaudí, infatti, hanno una forma a dir poco insolita: sono stati realizzati in pietra, ghisa e metallo, un accostamento di materiali originale per il tempo.

I due lampioni firmati da Gaudí e ancora visibili nella Plaça Reial sono opera di un giovane ma già rivoluzionario architetto, che nel corso degli anni lascerà a Barcellona dei veri capolavori.

Nella medesima piazza spicca anche la Fontana delle Tre Grazie, progettata da Antoni Rovira i Trias, oltre a delle rigogliose palme che offrono riparo e cibo a stormi di simpatici pappagallini selvatici.

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Plaça Reial (Barcellona)

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Plaça Reial (Barcellona)

2. La Rambla

Dopo tanto camminare, usciamo dai vicoli labirintici del Barri Gòtic e ci ritroviamo sulla strada pedonale più famosa di Barcellona, La Rambla.

Si dice La Rambla o Las Ramblas?

Innanzitutto sciogliamo un dubbio che probabilmente vi attanaglierà (come successo a me): si dice La Rambla o Las Ramblas?

Entrambi i termini sono accettati e corretti. Parlando della “Rambla” al singolare ci si riferisce alla strada pedonale nella sua interezza, quindi da Plaça de Catalunya fino al Monument a Colom. Citandola al plurale, quindi chiamandola “Las Ramblas”, si fa riferimento alle varie “sezioni” che la compongono, cioè Rambla de Canaletas, Rambla dels Estudis (o Rambla de los Pájaros), Rambla de Sant Josep (o Rambla de las Flores), Rambla dels Caputxins Caputxins e Rambla de Santa Mónica.

Oggi è stata anche aggiunta una sesta “sezione” alle Ramblas, cioè la cosidetta Rambla de Mar, considerata il prolungamento naturale della via perdonale più famosa di Barcellona. La Rambla de Mar è la passerella che, superando un piccolo tratto di mare, collega la terraferma al centro commerciale Maremágnum.

La Rambla è la strada pedonale, lunga quasi un chilometro e mezzo, che collega la Plaça de Catalunya al Monument a Colom (Monumento a Cristoforo Colombo) e, di conseguenza, alla zona di Barcellona affacciata sul mare.

Tra bancarelle, ristoranti, street food, caffetterie, artisti di strada e il rumoroso e vivace via vai di turisti e Barcellonesi che passeggiano, sulla Rambla potrete immergervi nei colori, nei suoni, nei profumi e nell’atmosfera più autentica della città.

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La Rambla (Barcellona)

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La Rambla (Barcellona)

Lungo la Rambla o in sua prossimità troverete tante cose da fare e vedere: la Església de Betlem, la Font de Canaletes (Fontana di Canaletes), il Mercato della Boqueria, il Mosaico di Mirò (o Mosaic del Pla de l’Os) e il Palau Güell, una delle prime opere di Antoni Gaudí a Barcellona.

PRANZO: Restaurant Tapa i Apat – Santa Mònica (Carrer de Santa Mònica, 15)

Va bene. Lo ammetto. Per il primo pranzo a Barcellona, complice un po’ di stanchezza dopo il tanto camminare (e il brontolio di stomaco sempre più forte), ci siamo lasciati “tentare” da alcuni tavolini sulla Rambla.

Mangiare nei ristorantini che costeggiano la Rambla è spesso sinonimo di prezzi alti e cibo scadente, però volete mettere la location! Da sola (forse) giustifica il costo del conto (salatissimo, confermo!).

Noi abbiamo ordinato chi la paella vegetariana, chi paella de marisco classica, accompagnate da un bicchierone di sangria. Pranzo tipico che più tipico non si può e turistico che più turistico non si può!

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Restaurant Tapa i Apat – Santa Mònica (Barcellona)

Pranzando sulla Rambla ci siamo fatti un regalo se non sotto il punto di vista culinario, almeno sotto il punto di vista dell’atmosfera.

Abbiamo mangiato circondati dagli artisti di strada, da ragazzi e ragazze che festeggiavano addii al celibato/nubilato e dal brulicare di persone tipico della Rambla e devo dire che alla fine non ci siamo trovati affatto male. Non aspettatevi piatti da ristorante stellato, ovviamente!

Dopo esserci rifocillati, ci siamo subito rimessi in marcia per continuare con le tappe successive nel nostro itinerario di 3 giorni a Barcellona. La giornata non è ancora finita e c’è ancora tanto da vedere!

3. Monumento a Cristoforo Colombo

Posta alla fine della Rambla, con affaccio mozzafiato sul mare, troverete un’altra delle icone monumentali di Barcellona, ovvero il monumento dedicato a Cristoforo Colombo (Monument a Colom).

Si tratta di una colonna di metallo alta 60 metri, sulla cui cima svetta la statua di Cristoforo Colombo (la statua è alta ben 7 metri!). Il navigatore è raffigurato con un braccio teso e la mano destra che indica il mare e il Nuovo mondo. La statua è posta su piedistallo che riporta la parola “Tierra”.

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Monument a Colom (Barcellona)

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Monument a Colom (Barcellona)

Il Monumento a Cristoforo Colombo, innalzato in occasione dell’Esposizione Universale del 1888, si erge su Plaça Portal de la Pau e sembra accogliere i visitatori (in particolare quelli che giungono a Barcellona dal mare con le navi da crociera) con lo stesso spirito con cui fu accolto dai sovrani spagnoli al ritorno dal suo lungo viaggio di esplorazione di terre fino ad allora sconosciute.

Se ne avete voglia, potete salire sulla cima del monumento e godervi la veduta panoramica su Barcellona e sul mare.

4. Porto di Barcellona

Superato il Monument a Colom siamo giunti ormai in prossimità del Porto di Barcellona e del mare.

Il Porto di Barcellona si trova in una posizione abbastanza centrale rispetto alla città, proprio al termine della Rambla.

Questo è uno dei porti più importanti e trafficati del Mediterraneo.

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Porto (Barcellona)

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Porto (Barcellona)

In questa zona, molto moderna e vivace, potete vedere diverse attrazioni, spostandovi per esempio verso la vicina Barceloneta o verso il Porto Olimpico, con le “torri gemelle” di Barcellona, cioè la Torre Mapfre e l’Hotel Arts.

Potete anche guardare dall’alto la città e il mare grazie al Teleférico del Puerto, che attraversa il Porto di Barcellona, partendo dalla Barceloneta fino a raggiungere il Belvedere dei Giardini Miramar (Mirador dels Jardins de Miramar), sulla collina di Montjuïc.

Nella zona del porto si trovano anche il centro commerciale Maremágnum e l’Aquàrium di Barcellona, uno degli acquari più importanti del mondo e l’acquario più grande d’Europa.

5. Rambla de Mar

Se avete preso in considerazione il mio suggerimento di visitare il porto, allora avrete modo di attraversare anche la Rambla de Mar, una passerella di ferro e legno che si allunga sul mare partendo dalla rive del centro storico di Barcellona.

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Rambla de Mar (Barcellona)

E’ una sorta di prolungamento sul mare della Rambla, da qui il suo nome: Rambla de Mar.

Grazie a questa passerella potete raggiungere il Maremágnum e l’Aquàrium di Barcellona, prendere il sole e rilassarvi su una panchina oppure scattare qualche foto al panorama o alle imbarcazioni che, di tanto in tanto, passano sotto al ponte girevole che occupa la parte centrale della Rambla de Mar.

6. La Boqueria (Mercat de la Boqueria)

Risalendo dal Porto di Barcellona verso l’hotel, abbiamo ripercorso la Rambla nel senso contrario e ci siamo fermati all’altezza del Mercato della Boqueria, tappa finale di questa lunga giornata in giro per Barcellona.

La Boqueria è il mercato più importante e famoso di Barcellona (per non dire della Spagna intera).

Anche noto come Mercat de la Boqueria o Mercat de Sant Josep, è uno dei mercati storici della città e, nonostante il suo aspetto attuale sia riferibile alla ristrutturazione del 1840, le fonti documentali parlano di un mercato dove si commerciavano carne e pesce qui posizionato sin dal 1200.

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La Boqueria (Barcellona)

Collocato strategicamente lungo la Rambla, il Mercato della Boqueria viene visitato ogni giorno da centinaia persone.

Pesce fresco, carne, frutta e verdura sono solo alcune delle cose che potete trovare alla Boqueria. Tra una bancarella e l’altra, infatti, potete gustare tapas, street food, rosticceria, specialità catalane e spagnole, frullati di frutta, e chi più ne ha, più ne metta.

Il cibo gustoso e a prezzi convenienti è una delle attrattive principali che portano i turisti alla Boqueria per fare un aperitivo, uno spuntino veloce oppure un pasto a base di cibo da strada.

CENA: La Boqueria (La Rambla, 91)

Data l’ora, abbiamo deciso di cenare qui, assaggiando lo street food e le specialità catalane in vendita sulle bancarelle del mercato. C’è davvero di tutto, dai frullati di frutta fresca ai cartocci di frittura di pesce o verdure, dallo street food vegano al tipicissimo Jamón ibérico, dalla rosticceria alla cibo etnico.

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La Boqueria (Barcellona)

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La Boqueria (Barcellona)

Con una cenetta sfiziosa (e low-cost) al Mercato della Boqueria si è chiusa la nostra prima (intensa) giornata a Barcellona.

GIORNO 2

Il secondo giorno a Barcellona lo abbiamo dedicato quasi interamente alle opere architettoniche più famose di Antoni Gaudí a Barcellona: la mattina abbiamo visto le sue “case” mentre nel pomeriggio abbiamo fatto la visita guidata in Italiano alla Sagrada Família.

Prima di arrivare alle “case” di Gaudí, però, abbiamo fatto una breve sosta per vedere meglio la Plaça de Catalunya, dato che il primo giorno l’avevamo vista solo di sfuggita scendendo dall’Aerobús. Questo è stato il punto di partenza della nostra seconda giornata nella capitale catalana ed è proprio da qui che riparte questo itinerario di 3 giorni a Barcellona.

1. Plaça de Catalunya

La prima tappa della giornata è stata Plaça de Catalunya, una delle più grandi piazze della Spagna (30.000 metri quadri), in continuo fermento e brulicante di vita a qualsiasi ora del giorno e della sera.

Intorno alla piazza troverete, ovviamente, anche una serie di attività commerciali, come banche, negozi, hotel, ristorati, bar e caffetterie.

Itinerario di 3 giorni a Barcellona: cosa vedere, dove dormire, cosa e dove mangiare

Plaça de Catalunya (Barcellona

Centro nevralgico della viabilità di Barcellona, da Plaça de Catalunya si dipartono alcune delle strade principali della città, una su tutte la Rambla, ma anche la Avinguda del Portal de l’Àngel, la Rambla de Catalunya (che attraversa l’Eixample e va da Plaça Catalunya all’Avinguda Diagonal), la Ronda de Sant Pere, la Ronda de l’Universitat e il Carrer de Pelai (tra le più note vie dello shopping a Barcellona).

La strada che ci interessa di più, però, è il Passeig de Gràcia che, con una piacevole passeggiata con partenza proprio in Plaça de Catalunya ci condurrà nel cuore della Barcellona modernista.

2. Passeig de Gràcia

Il Passeig de Gràcia è una delle strade più famose di Barcellona.

Costellata di negozi e boutique di “grandi firme” della moda internazionale, il Passeig de Gràcia è senza dubbio una delle vie dello shopping più frequentate di Barcellona. E’ gradevole percorrerla anche solo per guardare le vetrine che espongono straordinari (e costosissimi!) capi di alta moda.

Itinerario di 3 giorni a Barcellona: cosa vedere, dove dormire, cosa e dove mangiare

Direzione: Passeig de Gràcia e “case” di Gaudí (Barcellona)

Tuttavia, se non siete troppo interessati alla moda e allo shopping, vi consiglio di tralasciare gli aspetti più frivoli e consumistici e di recarvi comunque sul Passeig de Gràcia, poiché questa strada vi porterà a scoprire dei veri e propri capolavori architettonici: innanzitutto la Casa Milà (meglio conosciuta come La Pedrera) e la Casa Batlló, entrambe opere di Gaudí, ma anche Casa Amatller, opera dell’architetto Josep Puig i Cadafalch, e, ancora, Casa Ramon Casas, realizzata su progetto dell’architetto Antoni Rovira i Rabassa, Casa Lleó Morera e Casa Fuster, firmate dall’architetto Lluís Domènech i Montaner.

La “Manzana de la Discordia”

Lungo il Passeig de Gràcia troverete la cosiddetta “Manzana de la Discordia”.

La definizione di “Manzana de la Discordia” è un gioco di parole fondato sul doppiosenso del termine “manzana”, che significa sia “mela” che “isolato”. Il riferimento ironico è al “pomo della discordia”.

In pochi metri, in questo tratto del Passeig de Gràcia, troviamo tre interpretazioni diverse e originali del Modernismo spagnolo: al civico 35 c’è la Casa Lleó Morera di Lluís Domènech i Montaner, al civico 41 c’è la Casa Amatller di Josep Puig i Cadafalch e al civico 43 troviamo la Casa Batlló di Antoni Gaudí.

Tre architetti geniali e rivoluzionari a confronto, quasi in competizione tra loro nella realizzazione dell’edificio modernista più sorprendentemente innovativo della città.

 

Itinerario di 3 giorni a Barcellona: cosa vedere, dove dormire, cosa e dove mangiare

Casa Lleó Morera (Barcellona)

Itinerario di 3 giorni a Barcellona: cosa vedere, dove dormire, cosa e dove mangiare

Casa Amatller (Barcellona)

3. Le “case” di Antoni Gaudí

Come vi accennavo poco sopra, l’itinerario del secondo giorno a Barcellona ha come protagonista Antoni Gaudí.

In corrispondenza della “Manzana de la Discordia” abbiamo trovato sul nostro cammino, infatti, la prima delle tre celebri “case” progettate dall’architetto spagnolo e ancora oggi visibili (e visitabili) a Barcellona.

In ordine incontreremo prima la Casa Batlló (Passeig de Gràcia, 43), poi la Casa Milà, anche nota come La Pedrera (Passeig de Gràcia, 92) e, infine, Casa Vicens (Carrer de les Carolines, 20).

Itinerario di 3 giorni a Barcellona: cosa vedere, dove dormire, cosa e dove mangiare

Casa Batlló (Barcellona)

Itinerario di 3 giorni a Barcellona: cosa vedere, dove dormire, cosa e dove mangiare

Casa Batlló (Barcellona)

Itinerario di 3 giorni a Barcellona: cosa vedere, dove dormire, cosa e dove mangiare

Casa Milà (Barcellona)

Itinerario di 3 giorni a Barcellona: cosa vedere, dove dormire, cosa e dove mangiare

Casa Milà (Barcellona)

Itinerario di 3 giorni a Barcellona: cosa vedere, dove dormire, cosa e dove mangiare

Casa Milà (Barcellona)

Le tre “case” di Antoni Gaudí più iconiche e conosciute si trovano praticamente tutte sulla medesima direttrice, le prime due sul Passeig de Gràcia e la terza poco oltre, superata l’Avinguda Diagonal.

La distanza totale da coprire a piedi per vederle tutte nella stessa giornata è di circa 1,9 chilometri, indicativamente una mezz’oretta a piedi (escludendo le eventuali soste per visitarne una o più di una all’interno).

Per approfondire:

Le “case” di Antoni Gaudí a Barcellona

Se non volete (o non potete) camminare a lungo, potete utilizzare la metropolitana L3 (verde) da Plaça de Catalunya:

  • Casa Batlló: metro verde L3 fino fino alla fermata “Passeig de Gràcia”
  • Casa Milà (La Pedrera): metro verde L3 fino alla fermata “Diagonal”
  • Casa Vicens: metro verde L3 fino alla fermata “Fontana”

Casa Batlló e Casa Milà sono molto vicine tra loro, quindi vi consiglio di raggiungerle a piedi, anche perché nella zona ci sono diverse interessanti opere moderniste da vedere; per spostarvi poi fino a Casa Vicens potete optare per la metropolitana se siete stanchi di camminare. Noi, comunque, abbiamo raggiunto tutto a piedi, con una piacevole passeggiata tra edifici Art Nouveau, architetture moderniste e boutique delle più note griffe internazionali.

Specifico che se volete visitare all’interno Casa Batlló, Casa Milà o Casa Vicens, la cosa più indicata è prenotare la visita con anticipo in modo da evitare di fare la fila in biglietteria e all’ingresso, perdendo così tempo prezioso.

4. Sagrada Família (con visita guidata)

A questo punto dell’itinerario, dato l’approssimarsi dell’ora di pranzo, prendiamo la metropolitana e ci dirigiamo verso la tappa successiva, la Sagrada Família.

Con la metro L3 (verde) da “Fontana” arriviamo alla fermata “Diagonal”; qui scendiamo e con la L5 (blu) da “Diagonal” arriviamo fino alla fermata “Sagrada Família”.

PRANZO: Cheese and Cake (Carrer de Lepant, 257)

Prima di visitare la Sagrada Família cerchiamo un ristorantino dove fare un prenzo veloce e troviamo il Cheese and Cake, che vi consiglio caldamente: prezzi bassi e piatti originali e sfiziosi.

Itinerario di 3 giorni a Barcellona: cosa vedere, dove dormire, cosa e dove mangiare

Cheese and Cake (Barcellona)

Dopo esserci rifocillati siamo di nuovo pieni di energia e pronti per la visita guidata alla Sagrada Família, inclusa nel nostro Barcellona City Pass (prenotata con largo anticipo online, in fase di acquisto del City Pass, in modo da evitare la lunga fila tipica delle attrazioni turistiche più visitate).

La Sagrada Família è l’opera più famosa del geniale architetto Antoni Gaudí.

Il nome completo della chiesa è Temple Expiatori de la Sagrada Família (Tempio Espiatorio della Sacra Famiglia) ma tutti la conoscono con il nome abbreviato di Sagrada Família.

Cos’è un Tempio espiatorio?

Si tratta di un luogo sacro ove i fedeli si recano per espiare le proprie colpe e i propri peccati attraverso donazioni e offerte. La costruzione della Sagrada Família è stata interamente finanziata dalle offerte dei fedeli e ancora oggi i lavori procedono grazie alle donazioni private e ai guadagni provenienti dalla vendita dei biglietti di ingresso al tempio. Acquistando il biglietto di ingresso alla Sagrada Família ogni visitatore contribuisce personalmente al proseguimento dei lavori di costruzione della chiesa.

L’ambizioso progetto della Sagrada Família, avviato nel 1882, secondo le previsioni, verrà completato nel 2026, anno in cui ricorrerà il centenario della morte di Gaudí.

L’architetto spagnolo morì, infatti, improvvisamente nel 1926 mentre era ancora forsennatamente impegnato nella concretizzazione del suo grandioso progetto architettonico, il suo capolavoro e testamento.

Quando e come è morto Gaudí?

Gaudí venne a mancare inaspettatamente a causa di una triste congiuntura di eventi.

Come ogni sera si stava recando dal cantiere della Sagrada Família alla Chiesa di Sant Felip Neri per la sua quotidiana confessione. Il 7 Giugno 1926, sul tragitto dal cantiere alla chiesa, l’architetto venne travolto da un tram, riportando ferite che si sarebbero rivelate fatali.

In un primo momento nessuno fu in grado di riconoscere nell’anziano miserando, appena investito dal tram numero 30, l’amatissimo architetto Antoni Gaudí. A causa del suo aspetto dimesso e trasandato venne scambiato addirittura per un mendicante. Solo dopo essere stato ricoverato presso l’Hospital de la Santa Creu, un ricovero per poveri e senza fissa dimora, venne finalmente riconosciuto dal cappellano della Sagrada Família.

A causa delle ferite riportate nell’incidente, il 10 Giugno 1926 Gaudí esalò l’ultimo respiro. La notizia della sua morte scosse l’intera cittadinanza che si unì nel cordoglio per la perdita dell’architetto da tutti venerato. Oggi le spoglie di Antoni Gaudí riposano nella cripta della Sagrada Família, nella cappella dedicata alla Virgen del Carmen.

La Sagrada Família di Barcellona presenta un’architettura molto complessa e permeata dal simbolismo.

Non c’è nulla che sia fuori posto o privo di significato. Anche un dettaglio o un decoro che può apparire accidentale o casuale è stato attentamente posizionato dall’ingegnoso architetto allo scopo di richiamare simboli da altri mondi, siano essi appartenenti a universi spirituali o naturali.

Visitare la Sagrada Família: guida completa, consigli pratici e prezzi

Sagrada Família (Barcellona)

Visitare la Sagrada Família: guida completa, consigli pratici e prezzi

Sagrada Família (Barcellona)

Visitare la Sagrada Família: guida completa, consigli pratici e prezzi

Sagrada Família (Barcellona)

In ragione della difficoltà di decodificazione dell’opera dovuta alla molteplicità dei livelli di significato, potenzialmente in grado di sopraffare l’osservatore impreparato, ho fatto quella che mi sembrava la scelta più adeguata affidandomi ad una guida professionista.

Per approfondire:

Visitare la Sagrada Família: guida completa, consigli pratici e prezzi

10 cose che (forse) non sapevi sulla Sagrada Família di Antoni Gaudí

La visita guidata in Italiano con ingresso salta-fila alla Sagrada Família era inclusa nel Barcellona City Pass che avevo acquistato prima di partire.

Questa è stata una delle motivazioni che mi ha spinto ad usufruire di questo abbonamento. L’unica accortezza, se deciderete di comprare il Barcellona City Pass, è di scegliere sin da subito la data e l’ora in cui intendete visitare la Sagrada Família accompagnati dalla guida perché devono essere indicate già al momento dell’acquisto. Una volta prenotata, la visita guidata alla Sagrada Família non può essere anticipata o posticipata.

Considerate che la visita alla Sagrada Família vi occuperà gran parte del pomeriggio. Dedicatele il tempo necessario e non abbiate fretta: sarebbe davvero un peccato visitare la Sagrada Família in maniera superficiale e frettolosa.

Terminata la visita, probabilmente vi troverete a compiere scelte simili alle nostre, cioè tornare in metropolitana nella zona del pernottamento e apprestarvi alla cena.

CENA: La Boqueria (La Rambla, 91)

Essendoci trovati molto bene la prima sera, abbiamo optato per un bis e ci siamo arresi di nuovo con entusiasmo alla baraonda e all’atmosfera briosa del Mercato della Boqueria.

Qualsiasi siano le vostre esigenze o preferenze alimentari, alla Boqueria è impossibile che queste rimangano insoddisfatte.

Itinerario di 3 giorni a Barcellona: cosa vedere, dove dormire, cosa e dove mangiare

La Boqueria (Barcellona)

Itinerario di 3 giorni a Barcellona: cosa vedere, dove dormire, cosa e dove mangiare

La Boqueria (Barcellona)

Itinerario di 3 giorni a Barcellona: cosa vedere, dove dormire, cosa e dove mangiare

La Boqueria (Barcellona)

Itinerario di 3 giorni a Barcellona: cosa vedere, dove dormire, cosa e dove mangiare

La Boqueria (Barcellona)

Dopo cena potete approfittare della posizione centrale del mercato per dedicarvi a quella che a Barcellona è l’attività prediletta dai turisti e dai “locali”, il passeggio ozioso e senza meta sulla Rambla.

Travolti dalla vivacità della Rambla e dei suoi “frequentatori”, troverete sicuramente il modo di non annoiarvi.

GIORNO 3

Dopo aver visto le “case” di Antoni Gaudí e la Sagrada Família, mancava ancora un piccolo ma essenziale tassello al nostro itinerario di 3 giorni a Barcellona, il Parc Güell.

Il biglietto salta-fila per entrare nel Parc Güell è incluso nel Barcellona City Pass ma, come già accaduto per il tour guidato alla Sagrada Família, va prenotato con anticipo specificando la data e l’ora della visita. In fase di acquisto del Barcellona City Pass, come spiegato in dettaglio qui, vanno indicate la data e l’ora in cui si desidera visitare il Parc Güell.

Noi abbiamo deciso di dedicare al Parc Güell l’intera mattina del terzo giorno a Barcellona, per godere della bellezza di quello che è considerato uno dei parchi urbani più belli del mondo, oltre che un piccolo museo a cielo aperto.

Come raggiungere il Parc Güell?

Se, come noi, anche voi pernotterete nel centro di Barcellona, il primo problema che dovrete risolvere è come raggiungere il Parc Güell.

Il parco si trova, infatti, sulla collina a nord del quartiere di Gràcia e, essendo molto ampio, ha diversi ingressi.

L’ingresso principale al Parc Güell è situato in Carrer de Larrard. Altri ingressi secondari si trovano al civico 23 di Carretera del Carmelo e sul Passatge de Sant Josep de la Muntanya.

Come arrivare al Parc Güell in metropolitana (sconsigliato).

Le fermate della metropolitana più vicine sono quelle della metro L3 (verde) “Lesseps” e “Vallcarca”.

Dalla fermata “Vallcarca” (L3) dovete camminare per 13 minuti fino al Parc Güell. Approfittate, per risparmiare un po’ di energie, della scala mobile sulla Baixada de la Glòria e raggiungete l’entrata più vicina del Parc Güell, situata sul Passatge de Sant Josep de la Muntanya.

Dalla fermata “Lesseps” (L3) dovete camminare per 15 minuti, raggiungendo l’ingresso al Parc Güell più vicino, cioè quello sul Passatge de Sant Josep de la Muntanya, dotato di scala mobile.

Considerando che dalle fermate della metro appena menzionate dovrete camminare per circa 15 minuti in salita, magari sotto il sole cocente, vi sconsiglio di scegliere questa modalità per arrivare al Parc Güell: è una scarpinata non necessaria e ci sono modalità sicuramente più comode.

Come arrivare al Parc Güell in autobus (consigliato).

Per raggiungere il Parc Güell in comodità e senza stancarvi inutilmente, prendete il bus 24 da Plaça de Catalunya o dal Passeig de Gràcia. L’autobus 24 vi permetterà di raggiungere il Parc Güell senza fatica, scendendo alla fermata “Carretera del Carmel-Park Güell”, proprio di fronte all’ingresso del parco.

Come arrivare al Parc Güell con il Bus Turístic Barcelona (consigliato).

Una comoda alternativa per raggiungere il Parc Güell dal centro di Barcellona è la linea blu del Bus Turístic Barcelona (Hop on hop off).

1. Bus Turístic Barcelona (linea blu)

Come vi avevo accennato, io ho acquistato il Barcellona City Pass, che includeva anche il biglietto valido 1 giorno per viaggiare senza limiti con il Bus Turístic Barcelona (Hop on hop off).

Dato che non volevamo sprecare questa possibilità, abbiamo approfittato del biglietto del Bus Turístic Barcelona per raggiungere in mattinata il Parc Güell e per visitare altre zone della città coperte dalle tre linee dell’autobus (blu, verde e rossa) nel pomeriggio.

Il Bus Turístic Barcelona (Hop on hop off) è il classico autobus turistico panoramico a due piani con audioguida in numerose lingue (Italiano compreso) che viaggia in giro per la città, facendo tappa in tutte le principali attrazioni turistiche di Barcellona.

Itinerario di 3 giorni a Barcellona: cosa vedere, dove dormire, cosa e dove mangiare

Bus Turístic Barcelona

Una volta in possesso del biglietto, potete scendere e salire in tutte le fermate presenti sulle linee senza nessun limite o vincolo.

Siamo saliti sul Bus Turístic Barcelona (linea blu) in Plaça de Catalunya e siamo scesi alla fermata “Parc Güell”, situata in Travessera de Dalt. Da qui c’è da percorrere una piccola salita e delle scalette (circa 5-10 minuti) per raggiungere l’entrata del parco.

ATTENZIONE!

L’unica problematica, se così possiamo definirla, è che, ovviamente, l’autobus urbano e il Bus Turístic Barcelona impiegano più tempo della metropolitana per raggiungere la zona del Parc Güell.

  • METRO. Con la metro da Plaça de Catalunya occorreranno circa 10 minuti (+ 15 minuti a piedi) per raggiungere il Parc Güell.
  • AUTOBUS 24. Con l’autobus 24 da Plaça de Catalunya occorreranno circa 45 minuti per raggiungere il Parc Güell.
  • BUS TURÍSTIC BARCELONA. Con il Bus Turístic Barcelona da Plaça de Catalunya occorrerà circa un’ora (+ 5-10 minuti a piedi) per raggiungere il Parc Güell. Considerate, però, che in un’ora attraverserete diversi quartieri molto affascinanti di Barcellona, di cui potrete scoprire curiosità e aneddoti ascoltando l’audioguida del Bus Turístic. Non sprecherete tempo, insomma. Io ho trovato il viaggio sul Bus Turístic molto interessante.

Calcolate bene l’orario in cui dovete partire per raggiungere il Parc Güell dalla zona in cui vi trovate, perché il biglietto d’ingresso (che, suppongo, avrete prenotato) è valido per una precisa fascia oraria di 30 minuti: ciò significa che avete 30 minuti a partire dall’orario indicato sul biglietto per entrare nella zona monumentale del Parc Güell. Se sul vostro biglietto sono indicate le ore 11:00 come orario di accesso, potete entrare fino alle 11:30.

2. Parc Güell

Alzati di buona leva, siamo giunti all’ingresso del Parc Güell dopo un piacevole viaggio sulla linea blu del Bus Turístic Barcelona (Hop on hop off), attraverso il Passeig de Gràcia, la zona della Sagrada Família e il bel quartiere di Gràcia.

Specifico, innanzitutto, che l’ingresso al Parc Güell è gratuito, fatta eccezione per la zona monumentale, che, però, è anche la più interessante.

COSA VEDERE NEL PARC GÜELL?

Nella zona monumentale del Parc Güell si trovano le attrazioni principali del parco urbano, cioè:

la terrazza di Plaça de la Natura, con affaccio panoramico su Barcellona;

la Banc de trencadís, cioè l’iconica panca dalla forma serpentina ricoperta di ceramiche variopinte, opera dell’architetto modernista spagnolo Josep Maria Jujol i Gibert, tra i più vicini ad Antoni Gaudí;

la Sala Ipostila (o Tempio Dorico), caratterizzata dalla presenza di 86 colonne che sorreggono la grande piazza-terrazza soprastante;

la scalinata monumentale che ospita il simbolo di Barcellona, la salamandra (o dragone, che dir si voglia);

le due particolarissime case poste all’ingresso del parco, in fiabesco stile Hänsel e Gretel, che fungevano da Portineria e Casa del custode;

il Portico della Lavanderia, così chiamato per la presenza della scultura di una cariatide-lavandaia;

la Casa-Museu Gaudí, dove l’architetto visse per ben 20 anni;

il Calvario, un piccolo santuario con tre croci in pietra, costruito sulla cima della collina.

Detto ciò, capirete che, se volete visitare il “vero” Parc Güell, dovete acquistare il biglietto e pagare, in quanto l’area ad accesso gratuito è più che altro un bel parco cittadino, dove passeggiare, fare jogging o portare i bimbi per trascorrere qualche ora all’aria aperta.

 

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Plaça de la Natura, Parc Güell (Barcellona)

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Plaça de la Natura, Parc Güell (Barcellona)

Itinerario di 3 giorni a Barcellona: cosa vedere, dove dormire, cosa e dove mangiare

Sala Ipostila, Parc Güell (Barcellona)

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Scala monumentale, Parc Güell (Barcellona)

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Drago/salamandra, Parc Güell (Barcellona)

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Portico della Lavanderia, Parc Güell (Barcellona)

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Portico della Lavanderia, Parc Güell (Barcellona)

Itinerario di 3 giorni a Barcellona: cosa vedere, dove dormire, cosa e dove mangiare

Portineria e Casa del custode, Parc Güell (Barcellona)

Itinerario di 3 giorni a Barcellona: cosa vedere, dove dormire, cosa e dove mangiare

Portineria e Casa del custode, Parc Güell (Barcellona)

 

Il Parc Güell è esteso su 17 ettari di terreno, posizionati in cima a una collina panoramica che regala una spettacolare vista sui tetti di Barcellona.

Il parco nasce nel 1900 per volere dell’imprenditore Eusebi Güell i Bacigalupi (da cui prende il nome). Il ricco Eusebi Güell sognava di costruire un enorme parco con alloggi e villette di lusso dalle architetture moderne e originali.

L’ambizioso ma utopistico progetto, affidato ad Antoni Gaudí, ben presto naufragò e le villette non vennero mai costruite, fatta eccezione per la casa “dimostrativa”.

Questa stravagante villetta, che doveva essere la prima di una lunga serie di alloggi destinati alla borghesia barcellonese, restò invenduta e alla fine venne acquistata dallo stesso Gaudí che vi si trasferì insieme alla famiglia nel 1906 e qui visse fino al 1926. La villetta può essere oggi visitata durante la passeggiata nel Parc Güell, in quanto è stata trasformata nella già citata Casa-Museu Gaudí.

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Casa-Museu Gaudí, Parc Güell (Barcellona)

Nel 1984 il Parc Güell è stato dichiarato Patrimonio dell’Umanità dall’UNESCO.

3. Padiglioni Güell

Terminata la nostra visita al Parc Güell, abbiamo ripreso il Bus Turístic Barcelona (linea blu).

La corsa dell’autobus turistico procede attraversando altre zone pittoresche di Barcellona e facendo tappa presso attrazioni meritevoli per lo meno di una piccola sosta, in particolare la fermata “Palau Reial – Pavellons Güell”, dove potrete ammirare l’enorme cancello in ferro battuto creato da Antoni Gaudí per i Padiglioni Güell.

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Palau Reial – Pavellons Güell (Barcellona)

Il cancello di Gaudí, costruito e assemblato nell’officina del fabbro Joan Ofìés, venne realizzato su commissione dell’amico e mecenate Eusebi Güell.

Lo spettacolare cancello è decorato con un grande dragone in ferro battuto, in puro stile Gaudí, e da un albero di mele dorate posto sul pilastro su cui si incardina il cancello.

I draghi di Barcellona

Il tema del drago, custode e guardiano di molte opere di Antoni Gaudí, ritorna ancora una volta: lo avevamo già trovato nel tetto di Casa Batlló e lungo l’iconica scalinata monumentale del Parc Güell, dove compare nella forma di una salamandra ricoperta di variopinte ceramiche (in realtà Gaudí non ha mai chiarito se si trattasse di una salamandra o di un dragone). La città di Barcellona e tutta la Catalogna venerano Sant Jordi (San Giorgio), il Santo che uccise il drago: divertitevi a cercare draghi e dragoni in giro per la città, su lampioni, cornicioni, portali, bassorilievi, fontane, cancelli e così via.

Nel caso del cancello dei Padiglioni Güell, il riferimento metaforico del dragone e dell’albero di mele dorate è al mito dell’undicesima fatica di Eracle (Ercole), a cui venne ordinato di rubare le mele d’oro da un albero del Giardino delle Esperidi, sottraendole al Drago Ladone. Questo mito è narrato anche nel poema epico L’Atlàntida, in cui vengono celebrate le origini mitiche del popolo catalano.

4. Futbol Club Barcelona (Camp Nou)

La fermata successiva del Bus Turístic Barcelona è il Futbol Club Barcelona (Camp Nou).

Il Camp Nou, lo stadio di calcio più grande d’Europa, può essere visitato grazie alla Camp Nou Experience che vi permetterà di entrare all’interno dello stadio, visitare gli spogliatoi e vedere da vicino i numerosi trofei vinti nel corso degli anni dalla squadra cittadina.

Potete scegliere voi dove fermarvi: non siete assolutamente obbligati a scendere in tutte le fermate del Bus Turístic Barcelona! Scegliete i luoghi e le attrazioni che più vi interessano e guardate tutto il resto comodamente seduti sull’autobus, accompagnati dalla voce dell’audioguida che vi illustrerà fatti e curiosità sui monumenti, le località e i quartieri che state attraversando.

Abbiamo completato il giro sul Bus Turístic Barcelona (linea blu) in zona Plaça de Catalunya e Passeig de Gràcia, dove abbiamo cercato un ristorante per il pranzo.

PRANZO: Artespanol Paellas y Tapas (Carrer de Provença, 271)

Per caso, passeggiando per il quartiere, abbiamo trovato un localino specializzato in paella e tapas, l’Artespanol Paellas y Tapas, dove ci siamo regalati un pranzetto davvero sfizioso a base di paella e tapas di pesce, carne e verdure, il tutto accompagnato dall’immancabile sangria.

Itinerario di 3 giorni a Barcellona: cosa vedere, dove dormire, cosa e dove mangiare

Artespanol Paellas y Tapas (Barcellona)

Itinerario di 3 giorni a Barcellona: cosa vedere, dove dormire, cosa e dove mangiare

Artespanol Paellas y Tapas (Barcellona)

Itinerario di 3 giorni a Barcellona: cosa vedere, dove dormire, cosa e dove mangiare

Itinerario di 3 giorni a Barcellona: cosa vedere, dove dormire, cosa e dove mangiare

Artespanol Paellas y Tapas (Barcellona)

5. Bus Turístic Barcelona (linea rossa)

Riempito lo stomaco, siamo tornati in Plaça de Catalunya per riprendere il Bus Turístic Barcelona (Hop on hop off). Stavolta, però, siamo saliti sulla linea rossa, che fa sosta nei pressi di alcune attrazioni interessanti, come la Plaça d’Espanya, il Parco del Montjuïc, il Poble Espanyol, il Port Olímpic, il Port Vell e, infine, il Barri Gòtic.

Un unico biglietto è valido per tutte le linee del Bus Turístic Barcelona, quindi non ci sono costi aggiuntivi.

6. Plaça d’Espanya, Palau Nacional e Fontana Magica

Noi decidiamo di scendere alla fermata “Plaça d’Espanya”, una delle piazze più famose di Barcellona, riconoscibile per la presenza delle due alte torri veneziane. La Plaça d’Espanya venne costruita in occasione dell’Esposizione Universale del 1929.

Itinerario di 3 giorni a Barcellona: cosa vedere, dove dormire, cosa e dove mangiare

Plaça d’Espanya (Barcellona)

Itinerario di 3 giorni a Barcellona: cosa vedere, dove dormire, cosa e dove mangiare

Plaça d’Espanya (Barcellona)

Al centro della piazza individuerete facilmente la Font màgica de Montjuïc (Fontana Magica di Montjuïc), opera di Josep Maria Jujol, famosa perché ogni giorno regala agli astanti un emozionante spettacolo di giochi d’acqua e colori. Il movimento dei getti d’acqua è accompagnato da scenografici cambiamenti di colore, che vanno dal giallo al rosso, dal viola all’azzurro, dal verde al bianco.

Nelle vicinanze della Fontana Magica si trova anche il Palau Nacional (Palazzo Nazionale), costruito su disegno dell’architetto modernista Josep Puig i Cadafalch. Il Palau Nacional fu sede dell’Esposizione Universale di Barcellona del 1929 e oggi ospita il MNAC, cioè il Museu nacional d’art de Catalunya (Museo nazionale d’arte della Catalogna).

Itinerario di 3 giorni a Barcellona: cosa vedere, dove dormire, cosa e dove mangiare

Palau Nacional (Barcellona)

Itinerario di 3 giorni a Barcellona: cosa vedere, dove dormire, cosa e dove mangiare

Palau Nacional (Barcellona)

7. Port Vell e Port Olímpic

Dopo aver esplorato la zona di Plaça d’Espanya torniamo alla fermata e riprendiamo il Bus Turístic, lasciandoci condurre fino al Port Vell, alla Barceloneta e, ancora, al Port Olímpic.

Ascoltando l’audioguida abbiamo avuto modo di scoprire tanti aneddoti, fatti storici e curiosità su queste zone di Barcellona che, molto probabilmente, con il poco tempo rimanente a nostra disposizione, non avremmo altrimenti potuto vedere.

La zona è molto stimolante e vivace. Con il bus abbiamo anche percorso il Passeig de Colom, un ampio viale che costeggia il mare, lungo il quale potrete vedere due opere-simbolo della Barcellona moderna: El Cap de Barcelona di Roy Lichtenstein e La Gamba di Javier Mariscal.

Itinerario di 3 giorni a Barcellona: cosa vedere, dove dormire, cosa e dove mangiare

El Cap de Barcelona di Roy Lichtenstein (Barcelona)

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La Gamba di Javier Mariscal (Barcelona)

Finito il giro sul Bus Turístic Barcelona, siamo tornati in hotel per riposarci e prepararci per uscire a cena.

CENA: MOKA (La Rambla, 126)

Per l’ultima cena a Barcellona abbiamo scelto un ristorantino sui lati della Rambla, il MOKA, dove abbiamo ordinato varie tapas e un paio di drink. Rapporto qualità-prezzo buono e cibo semplice, ma gustoso, in un ambiente molto accogliente e curato. Nel menù sono disponibili anche piatti e tapas vegani e vegetariani.

Itinerario di 3 giorni a Barcellona: cosa vedere, dove dormire, cosa e dove mangiare

MOKA (Barcellona)

Itinerario di 3 giorni a Barcellona: cosa vedere, dove dormire, cosa e dove mangiare

MOKA (Barcellona)

Lo consiglio se non volete spostarvi troppo dalla zona della Rambla.

***

L’itinerario di 3 giorni a Barcellona termina qui. E’ giunto il momento di tornare a casa…

La mattina successiva abbiamo preso l’Aerobús da Plaça de Catalunya per raggiungere l’aeroporto El Prat e prendere il volo di ritorno.

Gli Aerobús sono facilmente riconoscibili per l’aspetto diverso dai normali autobus urbani di Barcellona: sono di colore azzurro e riportano sulla fiancata la scritta “Aerobús”.

Se volete utilizzare l’Aerobús per raggiungere l’aeroporto El Prat dal centro di Barcellona, fate attenzione perché l’aeroporto presenta due terminal (T1 e T2) e, di conseguenza, ci sono due linee di Aerobús, una diretta al T1 e una diretta al T2.

L’Aerobús A1 vi porterà al Terminal 1 (T1) mentre l’Aerobús A2 vi porterà al Terminal 2 (T2).

Per salire sull’Aerobús si formano due code separate quindi fate attenzione, altrimenti rischiate di salire sulla navetta sbagliata, perdendo tempo prezioso. Prima di salire a bordo, accertatevi che l’Aerobús vada al Terminal di vostro interesse (lo trovate indicato sul vostro biglietto aereo ma, in caso di dubbi, potete chiedere all’autista dell’Aerobús).

Visitare Barcellona in 3 giorni: consigli pratici

Visitare Barcellona in 3 giorni è abbastanza fattibile. Ovviamente bisogna partire già con un itinerario prefissato da seguire passo passo e possibilmente, come abbiamo fatto noi, con i biglietti prenotati per le attrazioni notoriamente più affollate, come la Sagrada Família, il Parc Güell e le “case” di Gaudí.

Noi abbiamo preso un volo Ryanair da Bergamo Orio al Serio, siamo atterrati a Barcellona di Venerdì mattina presto e siamo ripartiti da Barcellona il Lunedì successivo, sempre di mattina presto. Abbiamo, quindi, avuto a disposizione 3 giorni pieni per le visite turistiche.

Dove dormire a Barcellona (in centro e senza spendere troppo)?

Noi abbiamo pernottato nel cuore del Barrio Gótico (Barri Gòtic), precisamente presso l’H10 Raco del Pi (C/ del Pi, 7). Vi parlerò più dettagliatamente del nostro hotel e del quartiere in cui si trova in un post dedicato alle zone migliori dove pernottare a Barcellona.

L’Hotel H10 Raco del Pi è decisamente centrale. E’ vicinissimo alla celeberrima Rambla, raggiungibile a piedi in pochi minuti.

E’, inoltre, in un quartiere ben collegato con tutte le zone della città, grazie alla vicinanza con Plaça de Catalunya, uno dei centri nevralgici di Barcellona. In Plaça de Catalunya si incrociano le più importanti linee della metropolitana di Barcellona e qui si trovano anche la fermata dei Bus Turístic Barcelona (Hop on hop off) e la fermata delle navette che collegano l’Aeroporto di Barcellona El Prat con il centro città (Aerobús).

Noi abbiamo scelto di pernottare nel Barrio Gótico, presso l’H10 Raco del Pi, proprio per poterci spostare in totale comodità tra le attrazioni turistiche principali di Barcellona, che non si trovano tutte nella medesima zona della città ma sono dislocate in diversi quartieri, alcuni dei quali abbastanza lontani dal centro.

In linea di massima vi consiglio di pernottare nei dintorni di Plaça de Catalunya: noi ci siamo trovati benissimo e, sia di giorno che di sera, abbiamo sempre percepito di trovarci in una zona abbastanza sicura ma allo stesso tempo piena di vita e di cose da fare. Con le dovute precauzioni (evitando, quindi, di inoltrarvi nei vicoletti bui o nelle zone più isolate), sono sicura che non avrete problemi e difficilmente incorrerete in situazioni poco piacevoli: c’è sempre molta gente in strada e non ci si sente in pericolo.

Saltare la fila davanti alla Sagrada Família, al Parc Guell e alle “case” di Gaudí

Considerando che avevamo solo 3 giorni a disposizione per visitare Barcellona, prima di partire per la Spagna noi abbiamo prenotato tutte le visite turistiche e acquistato i relativi biglietti salta-fila.

Per la precisione, noi abbiamo acquistato il Barcellona City Pass, che comprende:

  • Biglietto andata e ritorno dell’Aerobús che collega l’Aeroporto di Barcellona El Prat con il centro città,
  • Biglietto salta-fila (con visita guidata in Italiano) per la Sagrada Família,
  • Biglietto salta-fila per il Parc Güell,
  • Biglietto per il Barcelona Bus Turístic (Hop on hop off),
  • Sconto del 20% per acquistare i biglietti d’ingresso alle famose “case” di Gaudí, la Casa Battló e la Pedrera (Casa Milà).

Per approfondire:

Barcellona City Pass: conviene acquistarlo oppure no?

 


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