Itinerario per visitare Padova in 2 giorni o un weekend (Giorno 2)


Se stai cercando un itinerario completo per visitare Padova in 2 giorni puoi prendere spunto dalle tappe della mia visita alla città.

Questa è la seconda parte dell’itinerario quindi, in caso avessi perso la parte precedente, prima di procedere scopri le tappe del mio primo giorno a Padova.

Padova è curiosamente definita la città dei “tre senza”, il Prato senza erba, il Santo senza nome e il Caffè senza porte, e a questo punto dell’itinerario dovremmo già aver svelato gran parte dell’enigma.

Il “Prato senza erba” è proprio la piazza principale della città, cioè il Prato della Valle, dove un tempo l’erba faticava a crescere. Il “Santo senza nome” è Sant’Antonio, comunemente chiamato “il Santo” (a Padova anche la Basilica di Sant’Antonio viene chiamata, semplicemente, “il Santo”). Per quanto riguarda il “Caffè senza porte”, ancora non lo abbiamo visitato, ma sarà una delle prime tappe dell’itinerario del secondo giorno a Padova. Si tratta del Caffè Pedrocchi, storico bar padovano che fino al 1916 era aperto ventiquattro ore al giorno.

Itinerario per visitare Padova in 2 giorni o un weekend

Ecco le tappe del mio itinerario a Padova in sintesi.

Giorno 1

  1. Basilica di Sant’Antonio (gratis)
  2. Monumento al Gattamelata di Donatello
  3. Ponte delle Torricelle
  4. Prato della Valle (gratis)
  5. Chiesa di Santa Giustina (gratis)
  6. Orto botanico (10€ – sconto 50% con Padova card)
  7. Passeggiata e spritz in centro (Leggi l’itinerario passo passo con foto)

Giorno 2

  1. Caffè Pedrocchi (gratis con Padova card)
  2. Università del Bo
  3. Piazza delle Erbe e Palazzo della Ragione (gratis con Padova card)
  4. Piazza dei Signori
  5. Duomo di Padova e Battistero (gratis con Padova card)
  6. Pranzo vegan da Universo Vegano
  7. Ghetto
  8. Chiesa degli Eremitani (gratis)
  9. Museo civico (gratis con Padova card)
  10. Cappella degli Scrovegni (gratis con Padova card con prenotazione obbligatoria)

Adesso che ti sei rimesso in pari con il mio itinerario, continuiamo il nostro giro turistico a Padova esplorando una nuova zona della città. Dopo il Prato della Valle, la Basilica di Sant’Antonio e l’Orto botanico ci spostiamo nel cuore pulsante di Padova.

Padova: Giorno 2

1. Caffè Pedrocchi (gratis con Padova card)

Il secondo giorno a Padova la mia passeggiata è partita proprio dall’appena citato “Caffè senza porte”. La storia del Caffè Pedrocchi inizia nel 1831 quando Antonio Pedrocchi incontra il geniale architetto Giuseppe Jappelli, che lo aiuterà a trasformare la piccola bottega di famiglia in uno splendido edificio neoclassico oggi divenuto parte integrante dell’architettura padovana.

Entra nel Caffè Pedrocchi, ammira le sue stanze divise per colore: la Sala Bianca, la Sala Rossa e la Sala Verde. Quest’ultima era la stanza destinata a chi voleva entrare nel Caffè e leggere il giornale senza consumare e per questa ragione era spesso ritrovo degli studenti e dei giovani squattrinati di Padova: il modo di dire “essere al verde” deriva proprio dai frequentatori della Sala Verde del Caffè Pedrocchi.

Cosa vedere a Verona: itinerario

Caffé Pedrocchi

Cosa vedere a Verona: itinerario

Interni del Caffé Pedrocchi

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Il “famoso” caffè della casa del Pedrocchi

Siediti al tavolino e ordina un Caffè Pedrocchi, il caffè della casa, preparato seguendo una ricetta segreta e aromatizzato alla Menta. Questo caffè, che non va né mescolato, né zuccherato, è una vera delizia per il palato!

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Una sala del piano nobile del Caffé Pedrocchi

Da non perdere è anche il piano superiore (o “piano nobile”) del Caffè Pedrocchi (gratis con la Padova card). Qui troverai un percorso articolato in dieci stanze, finemente arredate e decorate ognuna in stile diverso: in rapida successione visiterai la Sala Etrusca, la Sala Greca, la Sala Romana, la Sala Barocca, la Sala Rinascimentale, la Sala Gotica-medievale, la Sala Ercolana (o pompeiana), la Sala Moresca e la Sala Egizia, che affianca la Sala Rossini dedicata al grande compositore italiano.

2. Palazzo del Bo

A breve distanza dal Caffè Pedrocchi c’è il Palazzo del Bo, sede dell’Università di Padova dal 1539. Il Palazzo deve il suo nome attuale, Palazzo del Bo, al vecchio proprietario dell’edifico, un macellaio, che qui aveva aperto una locanda chiamata “Albergo del bove”. Da non perdere il Cortile Antico, della metà del ‘500; la Sala dei Quaranta, dove si trova la cattedra di Galileo risalente al periodo in cui era professore a Padova (1592-1610); l’Aula Magna e il famoso Teatro anatomico.

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Palazzo del Bo

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Stemmi dei laureati nel Palazzo del Bo

All’interno del Palazzo c’è anche il busto di Elena Lucrezia Cornaro Piscopia, la prima donna laureata al mondo, che conseguì il suo titolo in Filosofia nel 1678.

3. Piazza delle Erbe e Palazzo della Ragione (gratis con Padova card)

Poco distante dal Palazzo del Bo c’è un altro edificio storico da non perdere assolutamente. Il Palazzo della Ragione (detto anche “Salone”) divide Piazza delle Erbe e Piazza delle Frutta, che devono il loro nome al fatto che ospitano i mercati cittadini.

Cosa vedere a Verona: itinerario

Palazzo della Ragione

Il Salone, dalla peculiare copertura in legno a forma di carena di nave capovolta, era la sede storica dei tribunali di Padova. Edificato nel 1218, fu successivamente rimaneggiato: nel Trecento Giovanni degli Eremitani ideò e realizzò la copertura a forma di carena di nave rovesciata che lo rende tanto unico e affascinante. Il piano superiore del Palazzo della Ragione ospita la sala pensile più grande del mondo (81×27 metri con un’altezza di 27 metri). All’interno di questa sala, famosa in tutto il mondo, è conservata una enorme copia in legno del cavallo realizzato da Donatello per il monumento al Gattamelata.

Cosa vedere a Verona: itinerario

Il “Salone” del Palazzo della Ragione e la copia lignea del cavallo di Donatello

Tra Piazza delle Erbe e Piazza della Frutta c’è un passaggio coperto da un arco, detto Volto della Corda. Qui i mercanti che imbrogliavano sulle misure o i debitori insolventi venivano puniti pubblicamente: con i polsi legati dietro la schiena, i truffatori venivano prima sollevati di 3-4 metri con una corda e, subito dopo, lasciati ricadere violentemente. Le corde restavano appese agli anelli di pietra installati sull’arco come monito perpetuo all’onestà. Nei pressi del Volto della Corda, come facilmente noterai, sono scolpite sul muro le antiche unità di misura usate dai mercanti per verificare pesi e quantità delle merci scambiate.

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Le antiche unità di misura usate dai mercanti padovani

4. Piazza dei Signori

Arriviamo in Piazza dei Signori (o Piazza della Signoria), uno dei fulcri della vita sociale a Padova. Dominata dalla celebre Torre dell’Orologio, la piazza presenta lungo il suo perimetro rettangolare una serie di bei palazzi di varie epoche, nella maggior parte dei casi appoggiati su portici del XIV e XV secolo e decorati in tipico stile medievale o rinascimentale.

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La Torre dell’Orologio in Piazza dei Signori

Guarda, ora, la Torre dell’Orologio. La torre originaria del XIV secolo, nel 1428 venne rialzata e decorata secondo il gusto gotico. Sempre in quest’epoca sulla torre venne istallato un orologio astronomico. Se ti soffermerai ad osservare l’orologio astronomico per qualche secondo, noterai l’assenza del segno della Bilancia.

La leggenda popolare narra che la scelta di non inserire la Bilancia sull’orologio sia dovuta ad una ripicca del costruttore nei confronti della committenza che lo aveva pagato meno del pattuito: la Bilancia sarebbe stata innalzata a metafora della giustizia. Qualche malizioso ha anche notato la sproporzione del segno dello Scorpione, più grande degli altri segni, leggendo in questa scelta il tentativo di rimarcare il comportamento infido e meschino della committenza. In realtà la ragione è un’altra: nel sistema zodiacale pre-romano le costellazioni dello Scorpione e della Bilancia erano unite in una sola.

5. Duomo di Padova e Battistero (gratis con Padova card)

Da Piazza dei Signori raggiungi il Duomo di Padova. Edificato (forse con la partecipazione di Michelangelo al progetto) nel XVI secolo, il Duomo sorge vicino al complesso del Vescovado.

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Duomo e Battistero di Padova

Sul lato destro del Duomo troverai il Battistero, un gioiellino del XII secolo affrescato nel 1375 da Giusto de’ Menabuoi e oggi considerato il suo capolavoro. L’ingresso al Battistero è gratis con la Padova card.

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Affreschi di Giusto de’ Menabuoi nel Battistero del Duomo di Padova

6. Pranzo vegan da Universo Vegano

Ad un paio di minuti a piedi dal Duomo ho trovato un ristorantino vegano che mi ha permesso di rifocillarmi. Sto parlando di Universo Vegano, un fast-food piccolo ma accogliente, con un menu sfiziosissimo e vegan al 100%.

7. Ghetto ebraico

A Padova a partire dal 1603 una zona della città fu adibita a ghetto per gli Ebrei residenti in città. il ghetto veniva chiuso ogni notte in corrispondenza delle quattro porte di accesso, sorvegliate ciascuna da un Ebreo e da un Cristiano.

Un avviso ne descriveva la funzione: Loco stabile et separato, deputato agli Ebrei; né alcun cristiano in quello possi star, overo tegnir botéga.

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Un vicolo dell’ex-ghetto ebraico di Padova

Il ghetto ebraico di Padova fu abolito nel 1797, sulla scia delle idee di uguaglianza e libertà importate in Italia in seguito alla Rivoluzione Francese. Oggi nella zona del vecchio ghetto ebraico permane un intrico di stradine e vicoletti suggestivi, in cui consiglio di addentrarti e passeggiare. Le assi principali del ghetto sono Via San Martino e Via Solferino. Lungo queste strade e nei vicoli che le incrociano noterai palazzi dalle facciate altissime: dato che il ghetto era circoscritto, gli Ebrei che vi abitavano furono costretti a costruire in altezza, caratteristica che noterai subito non appena entrato nell’ex-ghetto ebraico di Padova.

8. Chiesa degli Eremitani (gratis)

Dopo aver passeggiato nel ghetto, dirigiti verso la zona della città dove si trovano il Museo agli Eremitani, la chiesa omonima e la Cappella degli Scrovegni. La chiesa degli Eremitani è un tipico esempio di edificio dell’ordine agostiniano, con un’unica grande aula. E’ francescana, invece, l’austerità nell’aspetto dell’edificio e nelle decorazioni.

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Chiesa degli Eremitani

Situata accanto al Museo Civico agli Eremitani, conserva la Cappella del Sacro Cuore con affreschi rappresentanti le Virtù e le Arti Liberali di Giusto de’ Menabuoi ma, soprattutto, la Cappella Ovetari, capolavoro del giovane Mantegna, diciassettenne all’epoca della realizzazione dell’opera.

La Cappella Ovetari fu gravemente danneggiata dal bombardamento dell’11 marzo 1944 e oggi degli affreschi di Andrea Mantegna rimangono solo i due riquadri inferiori della parete destra della Cappella, rappresentanti l’Assunta e il Martirio di San Cristoforo.

9. Museo Civico agli Eremitani (gratis con Padova card)

I Musei Civici agli Eremitani sono oggi sede del Museo Archeologico e del Museo d’Arte Medievale e Moderna. L’ingresso è gratuito con la Padova card quindi ti consiglio di approfittarne. Proprio affianco ai Musei Civici potrai, subito dopo, visitare la Cappella degli Scrovegni.

10. Cappella degli Scrovegni (gratis con Padova card con prenotazione obbligatoria)

La Cappella degli Scrovegni è il capolavoro del Giotto maturo. A differenza di quanto avvenuto nella Basilica di San Francesco ad Assisi, dove Giotto inserisce il suo ciclo di affreschi in un contesto e un’iconologia già ben definiti, per gli affreschi della Cappella degli Scrovegni il maestro ebbe estrema libertà e un forte potere decisionale. Si crede che Giotto abbia addirittura partecipato al progetto architettonico della cappella stessa (o che perlomeno lo abbia approvato).

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La Cappella degli Scrovegni

L’ingresso alla Cappella degli Scrovegni è regolato severamente ed è obbligatoria la prenotazione della visita (data e fascia oraria). La prenotazione può essere fatta comodamente online.

Il costo del biglietto per accedere alla Cappella degli Scrovegni è di 13 Euro a persona mentre è gratis per i possessori della Padova card. Il biglietto va ritirato presso la biglietteria dei Musei Civici agli Eremitani, presentando il codice prenotazione almeno 30 minuti prima della visita.

Per mantenere intatto il microclima all’interno della cappella, in modo da tutelare lo stato di conservazione degli affreschi, ai visitatori viene chiesto di entrare in una camera climatizzata per 15 minuti. Nell’attesa viene proiettata una interessante introduzione al lavoro di Giotto nella Cappella degli Scrovegni. Dopo 15 minuti entrerai nella cappella e potrai contemplare gli affreschi per un altro quarto d’ora: un po’ poco per apprezzare appieno tutti i dettagli e le scene del capolavoro giottesco ma all’esterno c’è già il gruppo successivo in attesa di visitare la cappella, quindi bisogna uscire.

Con la Cappella degli Scrovegni la mia visita a Padova si è conclusa in bellezza. Spero che l’itinerario ti sia stato utile per programmare e organizzare un bel giro turistico in città. Se ho dimenticato qualcosa o hai consigli da aggiungere, lascia pure un commento.

Un’ultima cosa: mentre passeggerai per il centro storico di Padova di certo noterai l’estro e la poliedricità degli Street artist padovani. Il più famoso è Kenny Random ma ce ne sono molti altri degni di nota, basta prestare un po’ di attenzione mentre si cammina per la città.

Cosa vedere a Verona: itinerario

Murales di Kenny Random nel centro storico di Padova

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Murales di Alessio-B a Padova

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Street art nel centro storico di Padova

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