Itinerario per visitare Padova in 2 giorni o un weekend (Giorno 1)


Voglia di un weekend culturale in Italia? Perché non scegli Padova come destinazione? Io l’ho visitata recentemente e mi ha lasciata estasiata. Ecco l’itinerario dettagliato che ho seguito e i miei consigli di viaggio per una visita a Padova completa, stimolante e divertente.

Prima di visitare Padova, passeggiare per il suo centro storico e ammirare la città con i miei occhi non immaginavo minimamente quante sorprese nascondesse e quanto, finora, avessi perso. Conoscevo la Basilica di Sant’Antonio, la Cappella degli Scrovegni e il Prato della Valle, ma posso dire che Padova è molto, molto di più!

Questo itinerario di 2 giorni comprende i monumenti e le attrazioni principali di Padova. Io ho scelto di visitare la città usando la Padova card ma puoi seguire tranquillamente il mio itinerario anche senza acquistarla. Specificherò di volta in volta dove sono entrata gratis con la card e dove ho ottenuto degli sconti: se stai valutando di acquistarla, puoi farti un’idea se per te valga la pena.

Il centro storico di Padova è abbastanza concentrato e il fatto che la città sia pianeggiante la rende gradevole da girare a piedi (come ho fatto io) o in bicicletta. Per chi non vuole camminare troppo ci sono sempre i mezzi pubblici (gratuiti con la Padova card).

Dove parcheggiare (gratis) a Padova?

Il primo problema da risolvere quando si raggiunge Padova è trovare parcheggio vicino al centro storico. Padova è piena di ZTL quindi trovare parcheggio in centro è praticamente un’impresa e non tutte le zone sono accessibili ai non residenti.

Io ho parcheggiato gratuitamente presso il Piazzale Y. Rabin, adiacente al Prato della Vallegratis con la Padova card).

Per i possessori di Padova card basta lasciare la macchina presso il parcheggio e, in sede di ritiro, piuttosto che inserire i soldi dovuti, citofonare all’operatore (c’è un campanello sulla cassa automatica) e dettargli a voce il numero riportato nel retro della card. Se non hai la Padova card puoi comunque parcheggiare nel Piazzale Y. Rabin: è comodissimo per visitare il centro di Padova e costa 1 Euro all’ora.

Itinerario completo di 2 giorni a Padova

Ecco le tappe del mio itinerario a Padova in sintesi.

Giorno 1

  1. Basilica di Sant’Antonio (gratis)
  2. Monumento al Gattamelata di Donatello
  3. Ponte delle Torricelle
  4. Prato della Valle (gratis)
  5. Chiesa di Santa Giustina (gratis)
  6. Orto botanico (10€ – sconto 50% con Padova card)
  7. Passeggiata e spritz in centro

Giorno 2

  1. Piazza dei Signori
  2. Caffè Pedrocchi (gratis con Padova card)
  3. Università del Bo
  4. Piazza delle Erbe e Palazzo della Ragione (gratis con Padova card)
  5. Duomo di Padova e Battistero (gratis con Padova card)
  6. Pranzo vegan da Universo Vegano
  7. Ghetto
  8. Chiesa degli Eremitani (gratis)
  9. Museo civico (gratis con Padova card)
  10. Cappella degli Scrovegni (gratis con Padova card con prenotazione obbligatoria) (Leggi l’itinerario passo passo con foto

Padova card in tasca, macchina fotografica al collo e mappa tra le mani, il mio itinerario a Padova è iniziato dalla Basilica di Sant’Antonio, situata proprio di fronte al mio hotel (Hotel Donatello).

1. Basilica di Sant’Antonio (gratis)

È il simbolo di Padova, il luogo dall’impatto più forte a livello iconografico e probabilmente quello più conosciuto nel resto d’Italia: la Basilica di Sant’Antonio. I pellegrini e i devoti del “Santo”, come viene chiamato dai Padovani, non sono gli unici a visitare la chiesa. Oltre alla sua importanza come luogo di culto, la Basilica di Sant’Antonio è un raffinato esempio di architettura “mista”: la facciata è romanica, le cupole sono in stile bizantino, i campanili “gemelli” richiamano l’architettura araba dei minareti e i decori si rifanno al gotico. Al suo interno sono ospitate le reliquie di Sant’Antonio. Con i suoi più di 6 milioni di pellegrini all’anno, la Basilica di Sant’Antonio di Padova è uno dei santuari più visitati al mondo.

Itinerario per visitare Padova in 2 giorni o 1 weekend

Basilica di Sant’Antonio di Padova

L’attuale basilica è frutto dell’ampliamento della chiesetta di Santa Maria Mater Domini che qui sorgeva. I rimaneggiamenti e le ricostruzioni sono andati avanti per quasi 70 anni, nel periodo tra il 1238 e il 1310. Attorno al 1229, quando Sant’Antonio era ancora in vita, accanto alla chiesetta di Santa Maria Mater Domini (inglobata nella basilica attuale come Cappella della Madonna Mora) era stato costruito un piccolo convento. Alla morte del Santo, nel 1231, per suo volere le spoglie vennero trasportate e sepolte nella chiesetta di Santa Maria Mater Domini.

Itinerario per visitare Padova in 2 giorni o 1 weekend

Chiostro della Magnolia, Basilica di Sant’Antonio

Nella Cappella delle reliquie (o Cappella del tesoro) sono conservate la reliquia del mento di Sant’Antonio e la lingua incorrotta del Santo. All’interno della basilica ci sono quattro incantevoli chiostri (Chiostro del Noviziato, Chiostro del Paradiso, Chiostro del Generale e Chiostro del Capitolo). Nel Chiostro del Capitolo, detto anche Chiostro della Magnolia, potrai ammirare una splendida Magnolia grandiflora piantata nel 1810.

2. Monumento al Gattamelata di Donatello

Nella piazza antistante alla Basilica di Sant’Antonio si trova il Monumento al Gattamelata di Donatello. Nato come cenotafio (dal greco kenos, cioè “vuoto”, e taphos, cioè “tomba”, ad indicare un monumento celebrativo di una persona seppellita altrove), il monumento equestre venne eretto in memoria di Erasmo da Narni, detto il Gattamelata, condottiero della repubblica veneta sepolto nella Basilica del Santo.

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Monumento al Gattamelata di Donatello

Il monumento al Gattamelata sorge in quella che un tempo era un’area cimiteriale, leggermente spostato sulla sinistra rispetto alla facciata della Basilica di Sant’Antonio. La posizione del monumento equestre è tutt’altro che causale: collocato strategicamente presso un accesso viario molto frequentato, il monumento celebra la grandiosità del Gattamelata e ne esalta la visibilità da molteplici punti di osservazione.

La rappresentazione del condottiero è un sublime esempio di scultura ispirata dal culto dell’individuo tipico dell’Umanesimo. Mentre il cavallo è attraversato da un movimento frenetico che culmina nella testa scossa e furente, il Gattamelata domina l’animale senza neanche tirare le redini, mostrando una calma che elogia il concetto umanistico dell’azione umana guidata dalla ragione. L’effetto è garantito anche dalla scelta stilistica di realizzare un cavallo di dimensioni imponenti, quasi sproporzionato rispetto al cavaliere che, nonostante il temperamento selvaggio e la mole dell’animale, riesce a domarlo con austera serenità d’animo.

3. Ponte delle Torricelle

Dalla Basilica di Sant’Antonio dirigiti verso il Prato della Valle seguendo le indicazioni turistiche e attraversa il Ponte delle Torricelle. Fermati qualche attimo di fronte alla scorcio offerto dal ponte sul fiume Bacchiglione.

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Veduta dal Ponte delle Torricelle

Qui si trovava l’ingresso sud-est alla Padova medievale e il nome del ponte si riferisce alla presenza di due torrette poste a protezione della città e oggi andate perdute.

4. Prato della Valle (gratis)

Procedendo ancora di qualche passo arriverai al Prato della Valle, una delle piazze più grandi d’Italia e d’Europa con i suoi quasi 90mila metri quadrati di estensione. L’isola Memmia al centro, un doppio anello di statue di personalità di spicco legate alla città e un canale che circonda tutta la piazza alimentato dall’Alicorno: ecco il Prato della Valle in tutto il suo splendore.

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Prato della Valle

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Statue nel Prato della Valle a Padova

Nel 1775 dove prima si trovava una zona acquitrinosa e insalubre, Andrea Memmo creò dal nulla questa originalissima piazza. Memmo pianificò e diresse gli interventi di risanamento del Prato della Valle, finanziando i lavori con la vendita delle statue che ancora oggi fanno da perimetro alla piazza. Le ricche famiglie di Padova fecero a gara per assicurarsi un posto tra le statue del Prato: avere la stuatua di un parente nel Prato della Valle era ritenuto uno status symbol, una dichiarazione pubblica di potere e prestigio sociale ed economico.

Le uniche regole fissate per regolare l’acquisto di una statua nel Prato erano le seguenti: non potevano essere commissionate statue di Santi, i personaggi ritratti dovevano avere un legame con Padova e non potevano essere ritratte persone in vita. Eccezione fu fatta, grazie ad un escamotage, per lo scultore Antonio Canova, ancora in vita all’epoca della costruzione del Prato.

Itinerario per visitare Padova in 2 giorni o 1 weekend

Una della quattro statue del Ponte dei Paponi e, subito dietro, quella del Canova

La statua che ritrae il Canova, situata vicino al “ponte dei Paponi” nel Prato della Valle, fu eretta nel 1796 per volere di Antonio Cappello. Questi commissionò una statua per celebrare un suo antenato: il Canova è rappresentato mentre scolpisce, infatti, il ritratto di Marcantonio Cappello.

5. Chiesa di Santa Giustina (gratis)

Proprio sul Prato della Valle è affacciata la Chiesa di Santa Giustina, nell’area della città che in passato fungeva da sepolcreto dell’aristocrazia pagana e che, successivamente, ospitò un cimitero cristiano. La giovane Giustina, martirizzata perché cristiana per volere dell’Imperatore Massimiano, in questo luogo fu deposta il 7 Ottobre dell’anno 304.

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Interni della Basilica di Santa Giustina

All’interno della chiesa, austera e imponente, è custodito Il martirio di Santa Giustina di Paolo Veronese, oltre alle spoglie di Santa Giustina, all’Arca di San Mattia e alla gabbia di ferro che conteneva le reliquie di San Luca. Superato il passaggio per il Pozzo dei Martiri (1566) si accede al Saccello di San Prosdocimo.

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Il martirio di Santa Giustina del Veronese nella Basilica di Santa Giustina

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Pozzo dei Martiri (Basilica di Santa Giustina)

Il Pozzo dei Martiri è stato costruito nel 1564 per unire la Cappella di San Prosdocimo alla Chiesa di Santa Giustina. Il pozzo cinquecentesco è innestato sul primitivo pozzo del XIII secolo che contiene le ossa dei martiri. Tutt’intorno affreschi e decori ad opera di Giacomo Ceruti risalenti al 1750.

6. Orto botanico (10€ – sconto 50% con Padova card)

A questo punto della visita a Padova è arrivato il momento di recarsi presso l’Orto botanico. Dal Prato della Valle, a piedi, lo si raggiunge in un paio di minuti. Io ho trascorso 3 ore all’interno dell’Orto botanico ma credo che per una visita accurata ci voglia più tempo. Purtroppo avendo solo un weekend a disposizione per visitare Padova ho dovuto “velocizzare” la tabella di marcia.

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Orto botanico di Padova (parte antica)

L’Orto botanico di Padova è stato dichiarato Patrimonio dell’Umanità dall’UNESCO in quanto “è all’origine di tutti gli orti botanici del mondo”. L’Orto botanico di Padova ha contribuito al progresso di numerose discipline scientifiche moderne come la Botanica, la Medicina, la Chimica, l’Ecologia e la Farmacia.

Le specie di piante introdotte in Italia per la prima volta dall’Orto botanico di Padova sono molte, sia piante poco conosciute come il Ginkgo e la Magnolia, che specie oggi più comuni come la Patata, il Gelsomino e il Girasole.

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Albero secolare nell’Orto botanico di Padova

All’interno dell’Orto botanico di Padova vivono piante secolari spettacolari come la “palma di Goethe“, un bell’esemplare di Chamaerops humilis piantato nel 1585 e reso famoso da Goethe che lo cita nel saggio Geschichte meines botanisches Studiums. Altre piante celebri per la loro vetustà sono un Ginkgo biloba del 1750 e una Magnolia grandiflora del 1786, ritenuta la più antica d’Europa.

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Visitatori nell’Orto botanico di Padova

E’ molto interessante, oltre al nucleo antico dell’Orto botanico, anche il “Giardino della biodiversità” che ospita circa 1.300 specie inserite in ambienti che simulano le condizioni climatiche dei biomi del pianeta: zone tropicali, zone sub-umide, zone temperate, zone aride.

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Il “Giardino della biodiversità” nell’Orto botanico di Padova

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Il “Giardino della biodiversità” nell’Orto botanico di Padova

Il biglietto di ingresso all’Orto botanico costa 10 Euro. Con la Padova card è scontato del 50% (quindi 5 Euro). All’interno dell’Orto botanico c’è un punto ristoro nel caso ti venga un languorino.

7. Passeggiata e spritz in centro

Uscito dall’Orto botanico sarà pomeriggio inoltrato. Puoi concludere la prima giornata a Padova con una passeggiata dal Prato della Valle lungo Via del Santo e poi ancora verso Palazzo Zabarella. Attraverserai le zone più vivaci di Padova, potrai fare un po’ di window watching e magari fermarti in qualche localino per uno Spritz.

Ma la visita alla città non è finita e continua con la seconda parte del mioitinerario di 2 giorni o di un weekend a Padova.

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4 Comments
  1. davide 2 anni ago

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