Il “Cavallo di Fuoco” di Ripatransone


Dice un vecchio detto “Natale con i tuoi e Pasqua con chi vuoi”. E dopo Pasqua? Finita la festa? Neanche per sogno! Tutti al Cavallo di Fuoco.

Siamo a Ripatransone, piccolo borgo nell’entroterra della provincia di Ascoli Piceno, “Bandiera arancione” per il turismo nonché detentore di un primato architettonico molto particolare. A Ripatransone, infatti, potete trovare il vicolo più stretto d’Italia.

Ma oggi non voglio parlarvi del borgo di Ripatransone ma dell’evento più importante e famoso ospitato dal paesino.

Il Cavallo di Fuoco è un evento particolare, azzarderei unico. Si tratta di una manifestazione suggestiva; un mix tra rievocazione storica e spettacolo pirotecnico. Si svolge tutti gli anni nell’Ottava di Pasqua, ovvero la prima Domenica dopo Pasqua, e richiama tutti gli anni migliaia di spettatori a Ripatransone.

Il pubblico è composto praticamente da tutti i Ripani, dagli abitanti dei comuni limitrofi e da tantissimi turisti, che si trovano in zona o che arrivano in gruppo anche da regioni lontane appositamente per partecipare all’evento.

Il Cavallo di Fuoco di Ripatransone: un po’ di storia

Tutto ebbe inizio la Domenica in albis del 10 Maggio 1682, quando un anonimo fuochista di Atri, chiamato in occasione della festa di incoronazione del simulacro della Madonna di San Giovanni, dopo aver concluso il suo lavoro, con i pochi fuochi rimasti decise di improvvisare uno spettacolo pirotecnico in sella al suo cavallo.

Il singolare spettacolo piacque così tanto ai Ripani che l’anno successivo alcuni cittadini decisero di riproporlo. Così nacque un tradizione destinata a protrarsi nel tempo e arrivare fino ad oggi, sempre con rinnovato successo.

Dopo i primi anni il cavallo vero utilizzato durante la manifestazione venne sostituito da un modello di legno che veniva portato a spalla, questo fino al 1932 quando il cavallo venne modificato di nuovo con l’aggiunta di ruote per facilitarne i movimenti. Nonostante le varie modifiche strutturali, i caratteri pirotecnici del “cavallo” odierno sono rimasti quasi identici all’originale.

Durante la Seconda Guerra Mondiale, il Cavallo di Fuoco non è stato festeggiato per cinque edizioni. Durante questi anni il cavallo venne conservato in un luogo segreto di cui non si conosce ancora oggi la posizione. Gli anziani raccontano che solo a pochissimi era permesso entrare nella rimessa dove veniva custodito il cavallo e coloro che ne conoscevano la posizione erano obbligati al silenzio. Questo a dimostrazione dell’attaccamento della popolazione a questa tradizione tanto affascinante. Ciò ci permette di capire quanto i Ripani siano legati al loro Cavallo di Fuoco.

Il Cavallo di Fuoco di Ripatransone

Lo spettacolo pirotecnico del Cavallo di Fuoco di Ripatransone

Nel 1994 il cavallo di legno venne sostituito da uno nuovo in lamiera, costruito dall’artigiano Umberto Nucci. Questo cavallo pesa 2,5 quintali, è lungo 3 metri ed è alto 2,5 metri. Grazie alla sua struttura metallica, questo cavallo è in grado di ospitare molti più fuochi e di conseguenza è decisamente più spettacolare dei precedenti.

Il Cavallo di Fuoco di Ripatransone oggi

La giornata del Cavallo di Fuoco a Ripatransone ha inizio con la messa mattutina nella cattedrale. Terminata la funzione religiosa si procede alla benedizione.

E’ a mezzogiorno in punto che il cavallo esce dalla rimessa e, preceduto dal corpo bandistico della città di Ripatransone, giunge sul sagrato della cattedrale, dove viene solennemente benedetto dal Vescovo. Dopo la benedizione “l’animale” viene scortato nuovamente dalla banda verso la sua rimessa in attesa della sera per uscire di nuovo.

Nel pomeriggio, a partire dalle 18:30 circa, ha inizio la suggestiva processione della Madonna di San Giovanni, a cui prendono parte le Confraternite di tutte le congregazioni religiose di Ripatransone: la Confraternita della Misericordia e Morte, la Confraternita del SS.mo Sacramento di Sant’Angelo, la Confraternita del Gonfalone, la Confraternita della Madonna di San Giovanni e i Confratelli del Sacro Cuore di Gesù. La manifestazione religiosa termina intorno alle 20:00 con la deposizione del simulacro della Madonna di San Giovanni all’interno del duomo di Ripatransone.

Alle 21:00 circa inizia lo spettacolo del Cavallo di Fuoco.

Ad attendere il cavallo fuori dalla rimessa, situata sotto l’ex-seminario cittadino, ci sono molti giovani Ripani che intonano cori propiziatori. Il cavallo percorre la circonvallazione panoramica fino a giungere in Piazza Cellini. Qui il Corpo bandistico, eseguendo l’inno della città, la Marcia 23, accompagna il cavallo lungo Corso Vittorio Emanuele fino a raggiungere Piazza Matteotti-Convidi dove sono riuniti tutti i partecipanti all’evento.

Il Cavallo di Fuoco di Ripatransone

Il Cavallo di Fuoco di Ripatransone incanta il pubblico con le sue luci sfavillanti

Una volta arrivati in piazza, al cavallo viene fatto eseguire un giro di prova per controllare la percorribilità in sicurezza tra fa folla. Una volta finito il giro di ricognizione viene spenta l’illuminazione pubblica e si procede all’accensione delle micce.

Lo spettacolo ha inizio: il Cavallo di Fuoco prende vita e procede con la serie di giri di rito all’interno della piazza, tra i partecipanti in festa.

Lo spettacolo dura circa 30 minuti. Alla fine della manifestazione il Cavallo di Fuoco viene riportato, attraverso Corso Vittorio Emanuele, nella rimessa dove resterà a riposare per altri dodici mesi, in attesa di tornare ad essere svegliato, strigliato e tirato a lucido per farci sognare ancora una volta l’anno successivo.

Il borgo di Ripatransone è famoso per la manifestazione del Cavallo di Fuoco ma è anche una graziosa località turistica marchigiana. Tra le cose da non perdere nel paesino va in particolar modo menzionato il vicolo più stretto d’Italia. Tutto il centro storico, comunque, è caratteristico e merita una visita.

Il Cavallo di Fuoco di Ripatransone

Il vicolo più stretto d’Italia si trova a Ripatransone

Il Cavallo di Fuoco di Ripatransone

Veduta del borgo di Ripatransone

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