Sul Turistolto che dà da mangiare costolette d’agnello alle volpi


Nel Parco Nazionale d’Abruzzo è abbastanza frequente incontrare sul proprio cammino, anche nelle zone antropizzate e non solo in alta montagna, animali selvatici come volpi, cervi, lepri, cinghiali, uccelli rapaci e rettili.

Avevo già parlato dei cervi che hanno “invaso” Villetta Barrea, uno dei borghi del Parco Nazionale. Nel paesino non è difficile ritrovarsi a passeggiare fianco a fianco a un cervo o vedere da vicino mamma-cerva con il suo cerbiatto tra i vicoli del borgo.

Per la gioia dei turisti e degli amanti degli animali, un’altro luogo dall’avvistamento facile di fauna selvatica sono i passi di montagna che permettono di raggiungere Pescasseroli (Passo del Diavolo) e Opi (Forca d’Acero).

Le strade asfaltate che letteralmente attraversano i boschi che ricoprono montagne alte più di 1.000 metri forniscono al visitatore un accesso privilegiato ai segreti dell’ambiente montano abruzzese.

Passo del Diavolo: vacanze Parco Nazionale d'Abruzzo

Una natura lussureggiante, panorami incantati, giochi di luce tra i rami e le foglie, piccoli borghi di montagna e, non di rado, la comparsa dei simpatici animali che abitano il bosco rendono l’attraversamento dei passi montani un viaggio nel viaggio.

Un idillio, se non si pensa troppo alle curve e ai tornanti che sballottano guidatore e passeggeri e che ti fanno sentire come un provetto Ayrton Senna alle prese con un circuito impegnativo.

Il viaggiatore educato e rispettoso della natura saprà apprezzare le sorprese che l’attraversamento di Passo del Diavolo o Forca d’Acero saprà regalare. Magari sosterà con l’auto in una zona panoramica, magari lascerà vagare lo sguardo e la mente per qualche minuto nell’orizzonte sconfinato, magari guarderà fuori dal finestrino assaporando il paesaggio che cambia man mano che l’altitudine aumenta.

Il viaggiatore educato e rispettoso della natura, incontrando una fin troppo amichevole volpe sul suo cammino, forse (anzi, quasi sicuramente) si fermerà per ammirarla. Con molta probabilità non resisterà alla tentazione di avvicinarsi (un poco, ma non troppo) per scattare delle foto. Resterà lì, immobile e in silenzio per qualche istante, sperando che l’animale non si allontani troppo in fretta per tornare nella quiete del sottobosco.

Il viaggiatore educato e rispettoso si accontenterà di quel dono inaspettato che la natura gli ha offerto senza chiedere nulla in cambio.

Inverno nel Parco Nazionale d'Abruzzo

Poi c’è lui. Il Turistolto.

Riconosci il Turistolto perchè sfreccia col macchinone nero BMW per superarti al primo rettilineo anche se ad attenderlo ci sono chilometri di curve e tornanti che lo obbligheranno a scalare le marce e a guidare (per una volta nella sua vita) a velocità moderata.

Riconosci il Turistolto per lo stile inconfondibile da tamarro di periferia in trasferta in montagna. Al posto di guida c’è lui, il perfetto cafone ripulito, con tanto di abbigliamento tecnico da montagna nuovo di pacca e occhiale da sole con lenti a specchio che fanno tanto Top Gun dei poveri.

Riconosci il Turistolto perchè, accanto a lui, sul sedile del passeggero, siede la consorte col broncio tipico di chi ha fatto dell’espressione annoiata uno stile di vita. In braccio alla moglie del Turistolto, il classico cagnolino da borsetta con collarino di Swarovski e giubbottino rosa shocking, in barba a qualsiasi regola del buon gusto.

Riconosci il Turistolto anche, e soprattutto, per la sua prole. Sul sedile di dietro sbuca la testolina del pargoletto, schiacciato dall’ammasso di valigie, borsoni e buste piene di cianfrusaglie che la coppia felice si è portata dietro da chissà dove, in caso di bisogno. E’ imbacuccato come un cacciatore inuit anche se fuori c’è il sole, non sia mai che l’aria di montagna (notoriamente “malsana” e “nociva”) faccia ammalare il pupo!

Soprattutto riconosci il Turistolto perchè, dopo averti superato a folle velocità, pochi metri più avanti è fermo in mezzo alla strada, sempre col suo macchinone nero BMW che occupa i tre quarti della carreggiata.

Ti chiederai mestamente: “Cosa mai starà facendo il Turistolto?”

Non temere, la risposta non tarderà ad arrivare.

Volpe nel Parco Nazionale d'Abruzzo

La coda folta e rossiccia di una bella volpe selvatica attirerà la tua attenzione proprio sotto il finestrino del macchinone nero BMW fermo in mezzo alla carreggiata. La volpe scondinzola allegra come un cagnolino da compagnia mentre il Turistolto e la sua famigliola felice scagliano, manco fossimo ad una gara di lancio del peso, oggetti non meglio identificati dal finestrino.

Ti chiederai con stupore: “Cosa mai starà scagliando fuori dal finestrino il Turistolto? Contro una povera volpe innocente, poi!”

Per la seconda volta in pochi minuti, la risposta non tarderà ad arrivare.

Costolette d’agnello.

Ebbene sì, succose costolette d’agnello arrostite a puntino.

Costolette d’agnello lanciate dal finestrino di un macchinone nero BMW guidato da un Turistolto con famigliola felice al seguito.

Costolette d’agnello date da mangiare a una volpe selvatica che, incentivata dalle prelibatezze lanciate dai finestrini delle macchine da altre decine di Turistolti prima del suddetto Turistolto, ha preso la pericolosissima abitudine di avvicinarsi alla strada e alle automobili in corsa che attraversano il passo di montagna.

Quando la malcapitata volpe, eccessivamente fiduciosa nei confronti dell’uomo, finirà travolta da un’auto, il Turistolto continuerà a vivere la sua tranquilla vita di superficialità.

Quando la sventurata volpe, nella speranza di ricevere cibo dalle macchine di passaggio, attraverserà la strada all’improvviso, coglierà di sorpresa un automobilista e causerà un incidente, il Turistolto penserà che poteva capitare a lui, ma non è successo.

Leggendo di sfuggita il giornale che riporta la notizia del rovinoso incidente, non se ne cruccerà. Ripenserà a quando lui, su quella medesima strada di montagna, ha dato da mangiare costolette d’agnello a una bella volpe selvatica e tanto basterà per rafforzare il suo ego di Turistolto. Finalmente ha qualcosa di stupidamente entusiasmante da raccontare a parenti e amici e non se la farà rovinare dalla notizia dell’ennesimo incidente d’auto mortale!

Ma è davvero questo il turismo che un luogo meraviglioso come il Parco Nazionale d’Abruzzo merita?

Un turismo di Turistolti che porgono patatine ai cervi per farli mangiare dalle loro mani? Un turismo di Turistolti che guardano il panorama attraverso lo schermo di uno Smartphone senza neanche degnarsi di alzare la testa? Un turismo di Turistolti che fanno pic-nic in montagna e si lasciano alle spalle la loro personale “montagna” di cartacce e spazzatura? Un turismo di Turistolti che danno da mangiare costolette di agnello alle volpi selvatiche?

Questo turismo non porta ricchezza, ma ignoranza, arretratezza culturale e inciviltà.

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