Inverno nel Parco Nazionale d’Abruzzo


Recarsi nel Parco Nazionale d’Abruzzo in Inverno è un’esperienza del tutto nuova e sorprendente rispetto ad una visita agli stessi luoghi nel periodo estivo o primaverile.

In Primavera ed Estate la montagna abruzzese fa l’occhiolino, ammiccante, al passante, col viso indorato dai raggi timidi del sole d’alta quota. Una fanciulla che arrossisce nell’incrociare lo sguardo altrui e piroetta spensierata tra le balze del suo abito di fiori profumati e verdissimi fili d’erba, con la grazia acerba e seducente dell’adolescenza che sta per svanire.

E’, però, l’Inverno la stagione in cui l’Abruzzo montano, indossato il suo scintillante mantello candido, si mostra agli occhi del visitatore in tutta la sua selvaggia e bucolica bellezza.

Te ne renderai conto non appena ti appresterai a varcare i valichi di montagna che collegano i paesini del Parco Nazionale d’Abruzzo con il resto del mondo.

Passo del Diavolo, Forca d’Acero, la Piana delle Cinque Miglia, Passo Godi… poco importa da quale “porta” il visitatore entra in questo mondo fatato, l’accoglienza è la medesima per tutti. Cielo azzurro, neve immacolata, sinuose silhouette di montagne e vette, laghi e fiumi dalle acque tanto limpide da sembrare un dipinto, alture rocciose e morbide vallate dove si vedono fumare i comignoli delle poche case abitate rimaste.

Da Passo del Diavolo (1.400 metri), oltrepassata la montagna e il tunnel naturale creato dai rami e dalle fronde imbiancate dei Faggi, si raggiunge Pescasseroli, il centro turistico più grande e conosciuto del Parco Nazionale d’Abruzzo.

Se, proveniendo da Avezzano o dallo svincolo Aielli – Celano (A25) ti appresti a superare Passo del Diavolo per entrare nel Parco Nazionale, non esitare nel fare qualche sosta lungo la strada, prima di arrivare a Pescasseroli. Sul tuo cammino, superato Avezzano, vedrai da lontano la sagoma del Castello di Celano che ti osserva severo e fiero dalla sommità di un’altura. Il Castello Piccolomini di Celano è un maniero trecentesco che oggi ospita il Museo d’arte sacra della Marsica e numerosi reperti rinvenuti nell’area archeologica del Fucino.

Cosa fare e vedere nel Parco Nazionale d'Abruzzo

Castello Piccolomini a Celano

Prima di salire verso Passo del Diavolo un’altra fortezza saluterà il tuo passaggio, la torre posta sulla “Rocca Vecchia” di Pescina che un tempo era posta a difesa del passo che conduceva alla Valle del Giovenco. Ma non indugiare troppo e dirigiti verso la tua destinazione.

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La torre fortificata di Pescina

Una volta che ti sarai addentrato nella faggeta che dà il benvenuto al viaggiatore e lo accompagna fino al Passo del Diavolo, cerca uno dei punti dove il bosco si apre e lasciati ammaliare dalla veduta dall’alto del Fucino innevato.

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Veduta dall’alto del Fucino innevato

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La piana del Fucino imbiancata dalla neve

Poco dopo fermati a Gioia Vecchio, a quota 1.400 metri: un balcone naturale affacciato su un angolo di Abruzzo incontaminato, dove l’insediamento umano è fallito e la natura sta lentamente riassumendo il suo ruolo dominante.

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Gioia Vecchio nella neve

Il borgo di Gioia Vecchio è abbandonato. L’unico, malinconico “abitante” di questi monti è il silenzio della montagna che “riempie” il paesino di un fascino quasi irreale. La graziosa Chiesa di San Vincenzo, del tardo cinquecento, rammenta ai passanti la vita precedente di Gioia Vecchio, un tempo abitato, seppur da poche anime.

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Veduta di Gioia Vecchio

Scendendo a valle dopo aver valicato la montagna sarai arrivato finalmente nel borgo di Pescasseroli. A Pescasseroli ci si reca per sciare, per staccare la spina dal caos e dal rumore della città, per ritrovare il perduto contatto con la natura che ritempra mente e corpo. Neanche in Inverno si può rinunciare ad una passeggiata nella parte antica di Pescasseroli, un dedalo di stradine e vicoletti ancor più pittoreschi se dal cielo scende qualche fiocco di neve o se sulla tua strada incontri Presepi e decorazioni natalizie.

Natale a Pescasseroli, nel Parco Nazionale d'Abruzzo

Luci natalizie nei vicoli di Pescasseroli

Per chi arriva da Forca d’Acero (1.538 metri) o si sposta tra Pescasseroli e Villetta Barrea l’appuntamento più importante è quello con il borgo di Opi, un compatto susseguirsi di case-mura avvinghiate ad un impervio sperone di roccia. Questi luoghi furono un tempo teatro di guerre spietate per la conquista e il controllo del territorio. Proprio per difendersi dalle incursioni di popolazioni nemiche, vennero erette delle piccole ma inespugnabili roccaforti protette dalle montagne. Il passato di Opi è ancora percepibile all’occhio più accorto, che riuscirà a scorgere nell’assetto compatto delle abitazioni e nella struttura urbana le vestigia dell’antico oppidum.

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Il borgo di Opi visto dal basso

Giungendo nel territorio del Parco Nazionale d’Abruzzo da Castel di Sangro, invece, superato il borgo di Alfedena ci si imbatte quasi immediatamente in Barrea. Percorrendo la strada, tutta curve e tornanti, dall’alto presto si intravederanno le acque terse del lago omonimo.

Man mano che ci si avvicina al centro abitato la veduta sulla valle sottostante, che prima dello sbarramento artificiale delle acque del Sangro era adibita alla coltivazione, si fa più ampia. Ed eccolo lì, il Lago di Barrea, incorniciato dal cielo azzurro e dalle montagne, il roccioso Marsicano (2.245 metri) imbiancato dalla neve, il Monte Mattone (1.515 metri), le vette di Sterpi d’Alto (1.966 metri), il Monte Petroso (2.249 metri).

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Il Lago di Barrea in Inverno

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Centro storico di Barrea e veduta sul lago omonimo

Da Barrea si riesce ad avere una veduta d’insieme della vallata: ai piedi delle montagne le acque del lago, tutt’intorno i boschi spogliati del loro fitto fogliame dall’Inverno e una rigogliosa pineta sempreverde. Tra i monti si scorgono dei gruppetti di case, il fumo di un comignolo, il riverbero dei vetri di una finestra, alcune tegole rossastre che il sole ha liberato dalla neve caduta nei giorni precedenti. Si tratta dei borghi di Villetta Barrea e Civitella Alfedena.

Villetta Barrea sotto la neve è una piccola meraviglia. La si raggiunge valicando Passo Godi (1.630 metri) oppure proseguendo in direzione Pescasseroli da Barrea. Esplorane il centro storico fino a raggiungere la Chiesa di Santa Maria Assunta. Prosegui verso la parte alta del paesino dalla quale è piacevole ammirare (e fotografare) il panorama.

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Arrivando a Villetta Barrea da Passo Godi

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Il centro storico di Villetta Barrea

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La chiesa madre di Villetta Barrea

Cammina lungo la passeggiata pedonale di Villetta Barrea che ti porterà dalla piazza del paese fino alla villa comunale costeggiando il fiume Sangro. Non di rado passeggiando per Villetta Barrea si incontrano cervi che gironzolano per il paese in cerca di qualche ciuffo di erba fresca da mangiare, incuranti dei turisti che li osservano meravigliati.

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Un cervo passeggia per le strade di Villetta Barrea

Cosa fare e vedere nel Parco Nazionale d'Abruzzo

Cervi a Villetta Barrea

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Cervi a Villetta Barrea

Attraversa il ponte che conduce sull’altro versante del Lago di Barrea oppure il ponticello nei pressi della piazzetta principale di Villetta Barrea e giungerai a Civitella Alfedena, insignito del marchio di qualità turistico-ambientale di Bandiera Arancione. A Civitella Alfedena è quasi d’obbligo fare tappa nel centro storico con i suoi vicoli selciati, i portoni in pietra lavorata e i balconcini in ferro battuto.

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Atmosfere natalizie a Civitella Alfedena

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La torre quattrocentesca di Civitella Alfedena

Quasi per caso ci si imbatte nella torre quattrocentesca, baluardo dell’antico borgo medievale, e nella Chiesa di San Nicola di Bari, intitolata ad un santo che richiama immediatamente alla mente il passato di queste zone dell’Abruzzo che per secoli hanno vissuto di pastorizia e transumanza. Proprio per Civitella passava, infatti, il Regio Tratturo Pescasseroli-Candela, usato dai pastori per condurre stagionalmente le greggi dai pascoli montani dell’Abruzzo a quelli pianeggianti del Tavoliere delle Puglie.

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Presepe di Civitella Alfedena

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Presepe di Civitella Alfedena

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Presepe di Civitella Alfedena

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Presepe di Civitella Alfedena

Nei vicoli del centro storico di Civitella Alfedena viene allestito un Presepe in cartapesta a grandezza naturale che allieta la già gradevole atmosfera natalizia nel borgo. Un’unica accortezza: per visitarlo recati a Civitella Alfedena di sera, perché l’apertura del Presepe è alle 17:00.

Qualsiasi sia la tua destinazione nel Parco Nazionale d’Abruzzo, non limitarti a restare fermo in un posto. Cogli l’occasione per prendere la macchina (o gli autobus delle autolinee locali ARPA) e visitare i paesini circostanti e le località turistiche più affascinanti. Il Parco Nazionale d’Abruzzo offre numerose opportunità al viaggiatore che ama gli sport invernali ma che non disdegna anche i giri turistici e culturali o le escursioni nella natura, in qualsiasi stagione, Inverno compreso.

Mi raccomando, catene a bordo e gomme termiche, per evitare problemi con la neve, e occhio alla velocità sulle strade del Parco Nazionale.

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La velocità uccide gli orsi e voi stessi

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