Fonti del Clitunno: un verde angolo di paradiso nella Valle Umbra


Le Fonti del Clitunno si trovano lungo la via Flaminia, fra Spoleto e Foligno, nel comune di Campello sul Clitunno. Si tratta di un parco naturalistico recintato, abitato da cigni, anatre e altri animali acquatici, che si estende su circa 10.000 metri quadrati e che custodisce le sorgenti del fiume Clitunno.

Le acque sorgive sotterranee, che fuoriescono da fenditure rocciose, alimentano un placido laghetto. I riverberi del sole sull’acqua, i colori della vegetazione lacustre che cresce sul fondo e l’acqua che sgorga dalle polle sorgive rendono lo specchio d’acqua una vera e propria tavolozza di colori. L’acqua, a tratti trasparente, a tratti più corposa, assume una varietà entusiasmante di sfumature di colori, che vanno dal turchese al verde smeraldo, dal giallo all’azzurro.

Nell’acqua del lago vivono numerose specie vegetali e animali: fanerogame, code di cavallo acquatiche, mestolacce, brosche increspate, nontiscordardimè delle paludi e nasturzi acquatici offrono una tranquilla e confortevole dimora a carpe, tinche, trote e altri pesci di acqua dolce.

Tutt’intorno al lago, un labirinto di rigagnoli, cascatelle, ponti e sentieri, e una vegetazione lussureggiante che cambia aspetto a seconda delle stagioni. I salici piangenti appoggiano i loro rami sulle rive del lago mentre i pioppi cipressini si specchiano, con le loro affusolate ed eleganti silhouette, sulla superficie dell’acqua.

Fonti del Clitunno a Campello sul Clitunno (Umbria)

I colori del lago artificiale alimentato dalle sorgenti del Clitunno

Le Fonti del Clitunno sono un Eden naturalistico e botanico in miniatura, noto sin dall’antichità per la sua rigenerante bellezza e per il suo potere catartico e rasserenante sull’animo del visitatore.

Le Fonti del Clitunno nella storia

Le Fonti del Clitunno erano un tempo molto più copiose e si riversavano in un fiume enorme, navigabile fino a Roma (si arrivava a Roma navigando in parte sul Clitunno in parte sul Tevere). In seguito al violento terremoto del 440 d.C. gran parte delle vene furono disperse e l’apporto di acqua si ridimensionò. Ciononostante ancora oggi quella del Clitunno è una delle sorgenti più importanti dell’Umbria, con la sua produzione di 1.500 litri d’acqua al secondo.

Ai tempi dei Romani presso le sorgenti si venerava il Dio Giove Clitunno, personificazione delle acque del fiume. I Romani credevano che le profondità delle acque del fiume fossero la dimora del Dio Clitunno. Per tale ragione le sorgenti erano considerate sacre e qui si svolgevano ogni Primavera i “Clitunnali” (feste in onore del Dio).

Altra testimonianza della venerazione del Dio Clitunno sono i templi e i saccelli (oggi in gran parte perduti) intitolati al Dio ed edificati lungo le rive del fiume. Più a valle rispetto alle sorgenti si trova il Tempietto del Clitunno, dichiarato Patrimonio dell’Umanità dall’UNESCO.

Fonti del Clitunno a Campello sul Clitunno (Umbria)

Tempietto del Clitunno

Edificato in una fondamentale fase storica, quando l’Impero volgeva al termine e il Cristianesimo era agli albori, il Tempietto, gravemente danneggiato, fu ricostruito dai Longobardi (probabilmente con parte dei materiali di costruzione originali) e riconvertito in chiesetta paleocristiana dedicata a San Salvatore. Gli interni sono affrescati con le più antiche pitture cristiane dell’Umbria.

Fonti del Clitunno: un parco naturalistico e letterario

Nel corso dei secoli poeti e letterati come Plinio il Giovane, Virgilio, Byron e Carducci hanno decantato le bellezze delle Fonti del Clitunno.

Fonti del Clitunno a Campello sul Clitunno (Umbria)

Vegetazione e sentieri attorno al lago delle Fonti del Clitunno

Fonti del Clitunno a Campello sul Clitunno (Umbria)

I colori delle Fonti del Clitunno

Plinio il Giovane visita le Fonti del Clitunno e rimane tanto sorpreso dalla bellezza di questo luogo che immediatamente le descrive in una lettera indirizzata ad un amico, invitandolo a visitarle a sua volta.

Hai mai veduto le Fonti del Clitunno? Se non ancora, e credo di no, altrimenti me ne avresti parlato, valle a vedere. Io l’ho viste da poco e mi rammarico di averlo fatto troppo tardi.

Fonti del Clitunno a Campello sul Clitunno (Umbria)

L’acqua di un bel color turchese in corrispondenza delle polle sorgive

Virglio cita, invece, le Fonti del Clitunno nelle sue Georgiche raccontando che le bestie, una volta immerse nelle acque miracolose del Clitunno, ne uscivano bianchissime e purificate.

Da qui, o Clitumno, le bianche greggi ed il toro, olocausto massimo, ripetutamente immersi nella tua consacrante acqua, avviarono ai templi degli dei i trionfi romani (Lat. Hinc albi, Ctumne, greges et maxima taurus victima, saepe tuo perfusi flumine sacro Romanos ad templa deum duxere triumphos)

Fonti del Clitunno a Campello sul Clitunno (Umbria)

Il lago delle Fonti del Clitunno

George Byron, durante il suo pellegrinaggio letterario in Italia agli inizi dell’Ottocento, passa per l’Umbria e resta così impressionato dalle Fonti del Clitunno che il 4 Giugno del 1817 scrive: “Al ritorno vicino al tempio presso le sue rive, ebbi qualcuna delle famose trote del fiume Clitunno, il più grazioso fiumicello di tutta la poesia “. Ispirato e incantato dalle Fonti, le cita ancora nel quarto canto del suo Childe Harold’s Pilgrimage.

LXVI

Ma tu, o Clitunno! dalla tua dolcissima onda del più lucente cristallo che mai abbia offerto rifugio a ninfa fluviale, per guardarvi dentro e per bagnare le sue membra dove nulla le nascondeva, tu innalzi le tue rive erbose lungo le quali pascola il giovenco bianco come il latte;o tu, il più puro Dio di acque miti, e il più sereno d’aspetto, e il più limpido, invero la tua corrente non fu profanata da carneficine – specchio e vasca per le più giovani figlie della Bellezza!

LXVII

E sulla tua felice sponda un Tempio, di minuta e delicata struttura, mantiene ancora, sul mite declivio di una collina, il ricordo di te; sotto ad esso scorre la tua placida corrente; spesso guizza fuori da essa il dardeggiante pesce dalle lucenti scaglie, che dimora e giuoca nella tua cristallina profondità; mentre forse qualche sperduto fiore di ninfea passa galleggiando ove il flutto meno profondo ripete ancora le sue gorgoglianti novelle.

LXVIII

Non oltrepassare, senza benedirlo, il Genio del luogo! Se uno zeffiro più sereno giunge attraverso l’aria fino alla tua fronte, è suo; e se lungo il margine tu t’imbatti in un verde più attraente, e la freschezza della scena riversa il suo refrigerio nel tuo cuore, e per un istante lo purifica dalla polvere riarsa della stanca vita, col battesimo della Natura, – a Lui tu devi volgere le tue orazioni per questa pausa nel tuo disgusto.

Uno scenario naturale magico, quello decantato dai poeti che hanno visitato le Fonti del Clitunno nelle epoche passate. Eppure le Fonti del Clitunno per come le conosciamo oggi sono il frutto dell’intervento umano.

Nella seconda metà dell’Ottocento, infatti, il conte Paolo Campello della Spina, plasmò le Fonti del Clitunno trasformandole in un hortus conclusus di raro fascino, metafora di una natura edenica, ordinata e ritemprante a livello spirituale.

Fonti del Clitunno a Campello sul Clitunno (Umbria)

Sentieri lungo le sponde del fiume

Tra il 1860 e il 1865 il conte della Spina eseguì massicci lavori di riorganizzazione degli spazi: rimosse la terra eccedente e creò il laghetto, piantò diverse specie di alberi e vegetazione acquatica. L’introduzione degli animali che popolano gli stagni, il lago e gli spazi naturali circostanti sono l’ultima pennellata a completamento di questa opera d’arte.

Fonti del Clitunno a Campello sul Clitunno (Umbria)

Una famigliola di anatre

Fonti del Clitunno a Campello sul Clitunno (Umbria)

Passeggiando nel parco delle Fonti del Clitunno

Giosué Carducci, ammaliato dalla bellezza delle Fonti del Clitunno, dedicò a questo luogo idilliaco una delle sue Odi Barbare, intitolata “Alle Fonti del Clitunno”.

Salve, Umbria verde, e tu del puro fonte
nume Clitumno! Sento in cuor l’antica
patria e aleggiarmi su l’accesa fronte
gl’itali iddii.

Una stele all’interno del parco commemora la visita di Carducci alle Fonti del Clitunno e fa da chiusa alla passeggiata dei visitatori in questo incanto naturalistico, lontano dai rumori e dai turbamenti della vita quotidiana.

Fonti del Clitunno a Campello sul Clitunno (Umbria)

La stele commemorativa della visita di Carducci alle Fonti del Clitunno

Come raggiungere le Fonti del Clitunno?

Dirigiti verso Campello sul Clitunno e, arrivato in località Fonti del Clitunno, troverai le apposite indicazioni. I parcheggi sono nelle immediate vicinanze delle sorgenti, che si vedono dalla strada, quindi non puoi sbagliare.

Fonti del Clitunno: cosa vedere nei dintorni

Nei dintorni delle Fonti del Clitunno ci sono tante cose da vedere. Innanzitutto il Tempio del Clitunno (UNESCO), che ho già citato.

A breve distanza dalle sorgenti ci sono il castello di Pissignano, il borghetto di Campello sul Clitunno e Trevi, uno dei Borghi più belli d’Italia.

Allontanandoti ancora un po’ puoi visitare alcuni dei borghi più belli dell’Umbria. Ti consiglio in particolar modo di non perdere:

Informazioni utili

Il biglietto d’ingresso costa 3 Euro ed è valido per tutta la giornata (nella stessa giornata puoi uscire dal parco e rientrare senza dover ripagare il biglietto).

I bambini sotto i dieci anni accompagnati dai genitori entrano gratis.

Sito web delle Fonti del Clitunno

Fonti del Clitunno a Campello sul Clitunno (Umbria)

Le polle sorgive che alimentano il lago

Fonti del Clitunno a Campello sul Clitunno (Umbria)

Gallinella d’acqua

Fonti del Clitunno a Campello sul Clitunno (Umbria)

Cigni e anatre nelle Fonti del Clitunno

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