Viaggio enogastronomico nella Maremma Toscana: paesaggi, borghi antichi e vini DOC


Viaggio enogastronomico nella Maremma Toscana

La Maremma Toscana è “terra di mare” che, lasciandosi alle spalle la costa, si insinua ostinata nell’entroterra. Per millenni è stata caratterizzata da un territorio paludoso, sfavorevole all’insediamento umano.

L’opera tenace e incessante dei suoi abitanti l’ha, pian piano, resa “appetibile” per gli stanziamenti umani, rendendola teatro di un complesso avvicendamento di popoli e culture, senza per altro cancellarne l’aspetto più selvaggio. Gli Etruschi in queste terre hanno lasciato profonde tracce e misteri ancora non svelati. Poi vennero i Romani, e ancora i Longobardi.

Una vacanza in Maremma non è, dunque, solo un viaggio alla scoperta di paesaggi naturali altrove scomparsi e di borghi medievali dalla bellezza intatta, ma è anche ritrovarsi a tu per tu con istrici e fenicotteri, o con mandrie di vacche maremmane dalle tipiche corna a lira, custodite da fieri butteri a cavallo.

In questi paesaggi da Far West nostrano, la genuina gente di Maremma ha saputo impiantare colture destinate a farsi apprezzare nel mondo per la propria peculiarità. Fra queste, almeno due contribuiscono ad arricchire un viaggio in Maremma alla ricerca di sapori e suggestioni nuove: l’olio extravergine di oliva e i vini DOC.

La “Strada del Vino e dei Sapori Colli di Maremma” è un insieme di più itinerari che possono anche esser percorsi autonomamente, ma che, partendo da zone diverse, convergono tutti nel cuore della Maremma Toscana.

Nell’Arcipelago toscano sulle strade dell’Ansonica Costa dell’Argentario

L’Isola del Giglio, ricoperta di sughere e ciclamini, è abitata da rare nottole e pipistrelli nani, da barbagianni, monachelle e codirossi spazzacamino.

Il Giglio si unisce idealmente al Monte Argentario nella produzione di vitigni che danno origine all‘Ansonica Costa dell’Argentario, un vino DOC delicato, di colore giallo paglierino, leggermente fruttato. Un ideale compagno di fritture di pesce pescato nella zona, ma anche di romantici aperitivi assaporati dirimpetto a tramonti che resteranno nel cuore.

La strada costeggia tutto l’Argentario, in una suggestiva coltivazione a terrazzamenti, lungo fasce collinari e pedecollinari. Un itinerario da non perdere!

A Grosseto e dintorni alla ricerca del Morellino di Scansano DOCG

Tra i fiumi Ombrone e Albegna, nell’entroterra dolcemente ondulato della Maremma Toscana, si staglia un percorso che circonda il comune di Scansano, lambendo Grosseto e comprendendo Manciano e Magliano in Toscana, Semproniano e Campagnatico, nonché quell’assoluto gioiello urbanistico che è Roccalbegna.

In questa zona si produce il più famoso dei vini maremmani, il Morellino di Scansano DOCG. Si tratta di un rosso corposo e profumato, che ben si sposa a piatti di cacciagione e di cinghiale e alla celeberrima acquacotta locale.

Sulla “Strada del tufo” tra borghi antichi e vini DOC

La “Strada del tufo” unisce borghi interamente realizzati con mattoni ricavati dalla roccia vulcanica, abbarbicati su speroni del medesimo materiale, che non finiscono mai di affascinare il turista di passaggio.

Sorano rappresenta l’insediamento più antico di questa parte della Maremma. Pitigliano, principale centro artistico e culturale, viene definito anche la “Piccola Gerusalemme”, per la presenza di un’antica comunità israelitica che qui ha lasciato una sinagoga e il cimitero ebraico, nonché una specialità dolciaria denominata Sfratto, a base di noci e miele.

Nella zona vengono prodotti due vini DOC: il Rosso di Sovana e il Bianco di Pitigliano.

Vini, storia e cultura: un viaggio nell’Etruria più misteriosa

Sovana, leggermente a sud rispetto alla riva sinistra del fiume Fiora, rappresenta un’incredibile sorpresa per il visitatore. L’ambiente è surreale e richiama quei paesi fantasma nei quali registi d’autore ambientano i propri turbamenti onirici.

Del resto vi nacque Ildebrando di Sovana, vale a dire quel risoluto Papa Gregorio VII, che scomunicò e poi tenne all’addiaccio l’imperatore Enrico IV per tre giorni e tre notti a Canossa, prima di riceverlo e perdonarlo. Non meravigli, quindi, se questo minuscolo borgo di tufo è sede vescovile (sia pur vacante) e conservi addirittura una cattedrale con tre navate, affreschi e dipinti di pregio.

In quest’area si sviluppano per chilometri le cosiddette “vie cave”, scavate nella roccia dagli Etruschi, che sacralmente conducono a straordinarie necropoli. Questo territorio è anche sfruttato per la coltivazione di vitigni pregiati utilizzati per la produzione di numerose varietà di vini della bassa Maremma. Merita una menzione il vino Vie Cave, prodotto dalla Fattoria Aldobrandesca, situata nel cuore dell’antica Etruria dei tufi.

Passaggio a sudovest: il vino DOC Parrina e il Capalbio DOC

La Maremma Toscana ci riserva ancora interessanti sorprese. Il vino DOC Parrina, prodotto nel comune di Orbetello, si presenta in varie vesti: bianco, rosso, rosato, fino alle versioni vin santo e sauvignon.

La strada di riferimento attraversa una natura per molti versi ancora incontaminata, a ridosso di brezze marine, disseminata di locande e fattorie, dove la genuinità è di casa. un consiglio? L’Agriturismo Peretti  è un esempio di eccellenza nel territorio. Qui si produce un pregiato olio biologico e il contatto con la natura è a 360°. Cavalli di razza e altri animali domestici allietano le giornate di grandi e piccini, il tutto a due passi dall’Argentario e da alcuni dei borghi più belli della Maremma.

Sempre partendo dal comune di Orbetello, ma allargandosi in un raggio più vasto, si snoda infine la “Strada del Capalbio DOC“, vino parimenti eclettico e molto apprezzato dagli estimatori del genere. Percorrendo la “Strada del Capalbio DOC“, oltre all’incantevole borgo di Capalbio, si avrà l’opportunità di visitare altre due particolari località della Maremma Toscana assolutamente da non perdere, Magliano e Manciano. Chi passa per Magliano non può non prevedere una sosta al Ristorante Da Guido, una garanzia di genuinità, simpatia e buona cucina tipica (low-cost!).

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