Viaggio in Islanda. Surtsey: l’isola che non c’era


Nella mia lunga vita ho fatto tanti viaggi che potrei descrivere come “irripetibili“. Oggi tendiamo a usare questo epiteto – forse un po’ esageratamente – per un viaggio in cui ci siamo divertiti tantissimo o durante il quale abbiamo trovato l’amore, per esempio, ma io non intendo questo…

Parlo, invece, di avvenimenti letteralmente irrepetibili per vari motivi: cose che succedono una volta nella vita, scombussolamenti della cartina geografica a causa di cambiamenti politici, o, più semplicemente, eventi inaspettati che cambiano drasticamente l’esito di un viaggio.

Quello che vi sto per raccontare è un viaggio davvero “unico”, e presto capirete perché.

Islanda ’63: ricordi di un viaggio unico

Fino al 1963 le coordinate 63°4’N/20°3’W si riferivano ad un pezzetto di mare aperto nell’Oceano Atlantico di Nord, al largo della costa sud dell’Islanda.

Nel Novembre di quell’anno ci fu un’eruzione vulcanica sotto il mare che in pochissimo tempo creò l’isola che oggi conosciamo con il nome di Surtsey. Per una serie di fortuite coincidenze, io mi trovavo in quel punto del globo, nel momento perfetto.

Nasceva un’isola ed io ero lì.

Nel 1964 io avevo 18 anni. Sono Gallese e per il mio primo viaggio all’estero scelsi proprio l’Islanda.

A quei tempi quasi nessun giovane si poteva permettere l’aereo: i voli per destinazioni particolari come l’Islanda erano poco frequenti e abbastanza costosi, perciò io scelsi come mezzo di trasporto una nave.

Cercando un mezzo che potesse fare al caso mio, trovai la m.v. “Gullfoss”, una nave da carico che percorreva la tratta Copenaghen – Leith (Edimburgo) – Reykjavik.

Mi imbarcai pieno di entusiasmo sulla nave, verso la mia destinazione, ma non immaginavo della sorpresa che mi attendeva lungo il mio percorso, proprio in mezzo al mare.

La nascita di un’isola in mezzo al mare in Islanda

Il secondo giorno della traversata, la nave su cui viaggiavo si avvicinò ad un vulcano ancora in eruzione.

Da lontano si vedeva del fumo ed un ammasso di terra che sembrava emergere dall’acqua. Era un’isola!

1963. Nascita dell'isola di Surtsey (Islanda) - La nascita di un’isola in mezzo al mare in Islanda

1963. Nascita dell’isola di Surtsey (Islanda)

Il mare intorno alla nuova isola bolliva e, anche a una certa distanza, l’aria era pungente.

Quelle che vedete in questo post sono le fotografie di un evento assolutamente unico e irripetibile: la nascita di un’isola vulcanica in mezzo al mare.

Immaginate il mio stupore!

1963. Nascita dell'isola di Surtsey (Islanda) - La nascita di un’isola in mezzo al mare in Islanda

1963. Nascita dell’isola di Surtsey (Islanda)

1963. Nascita dell'isola di Surtsey (Islanda) - La nascita di un’isola in mezzo al mare in Islanda

1963. Nascita dell’isola di Surtsey (Islanda)

Se la qualità è scadente bisogna ricordare che le fotografie risalgono a 53 anni fa e, originariamente, erano diapositive, solo recentemente digitalizzate.

L’eruzione vulcanica sottomarina che nel 1963 raggiunse la superficie e iniziò a creare l’isola di Surtsey durò fino al durò fino al mese di Giugno del 1967.

L’eruzione si originò in quello che è noto come sistema vulcanico sottomarino Vestmannaeyjar. La nuova isola fu presto studiata dai vulcanologi, ma anche da numerosi biologi e botanici che seguirono con interesse le fasi della colonizzazione della neonata isola di Surtsey da parte di numerose forme di vita animali e vegetali.

L’Islanda di mezzo secolo fa non era l’Islanda di oggi e quello che feci all’epoca fu un viaggio ai limiti dell’estremo. 53 anni fa l’Islanda era poco sviluppata per quanto riguarda il turismo, mentre oggi è una destinazione agevole da raggiungere e molto ospitale.

L’Islanda era ed è ancora un Paese affascinante, con i suoi ghiacciai, i geyser, le cascate ed una natura mozzafiato. Una destinazione di straordinaria, selvaggia bellezza.

Visitatela, se ne avrete occasione!

Vi lascio un mio personalissimo consiglio, se mai approderete in terra islandese. Non dimenticate di provare il vino locale.

Un Gallese che consiglia agli Italiani di assaggiare il vino islandese!

Ebbene sì, con l’acqua termale che esce dai geyser, gli Islandesi riescono a coltivare, sotto chilometri e chilometri quadrati di serre, una grande varietà di ortaggi, frutta, e anche dell’ottima uva. Skál!

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