Ecco cosa accade quando il treno è in ritardo in Danimarca


… o almeno è quello che è accaduto a me mentre ero diretta a Billund per prendere l’aereo per l’Italia ed il treno non è arrivato in orario.

Inizio col dire che ai tempi vivevo in Danimarca. Avevo comprato un bel biglietto aereo da Billund e già mi stavo pregustando qualche giorno di vacanza nella madrepatria. Pronta per la partenza, acquisto il biglietto del treno online su Rejseplanen e mi metto in marcia. Direzione: Odense Banegård, la stazione dei treni di Odense.

Arrivata alla stazione di Odense aspetto con ansia il treno che mi porterà all’aeroporto di Billund (o meglio nella città danese più prossima all’aeroporto, cioè Vejle, dalla quale partono gli autobus per Billund).

Brutte notizie: il treno è in ritardo.

Faccio qualche calcolo e, rendendomi subito conto che a causa del ritardo mi salta la coincidenza per prendere il bus per l’aeroporto a Vejle, mi è ormai chiaro che non farò in tempo a raggiungere Billund e salire sull’aereo.

In quell’esatto istante, di fronte allo sconvolgimento improvviso di tutti i miei piani, attraverso diversi stati d’animo.

Ansia.

Panico.

Rabbia.

Tristezza.

Rassegnazione.

Nella mia testa fluttuano ormai due orribili paroline… vacanze annullate!

La mia speranza di fare in tempo a prendere l’aereo per l’Italia era morta e sepolta, date le esperienze negative vissute con le ferrovie Italiane… della serie: “se il treno è in ritardo, cazzi tuoi!

Mogia mogia mi avvicino all’info point della stazione e chiedo delucidazioni sul da farsi, sperando almeno in uno straccio di rimborso. L’addetta allo sportello informazioni, gentilissima, mi chiede due cose: di farle vedere il biglietto aereo con l’orario ultimo per il Check-in e di darle il biglietto del treno che avevo acquistato online.

Una volta compreso il problema, l’addetta delle ferrovie danesi, biondissima e con i lineamenti tipici delle giovani donne scandinave, con una pacatezza che di primo acchitto aveva alimentato la mia rassegnazione, si mette a picchiettare con le dita sulla tastiera di un computer. Tra me e me mi domando cosa stia facendo ma, sopraffatta dalla delusione per aver probabilmente perso l’aereo, taccio. Lei guarda fissa lo schermo del computer senza pronunciare parola alcuna finchè non si volta verso di me e mi spiega tutto.

In 5 minuti il mistero è risolto: stava cercando un treno alternativo che mi portasse all’aeroporto in tempo. Ne aveva trovato uno diretto in una stazione che dista mezz’ora di taxi dall’aeroporto di Billund.

Sempre con la già citata (e ormai per me rasserenante) pacatezza, mi stampa un nuovo biglietto, mi consegna una (a me ignota) tessera magnetica e mi accompagna al binario, assicurandosi che salga sul suddetto treno. Prima di salutarmi dal binario mi svela il funzionamento della tessera magnetica che mi aveva consegnato poc’anzi.

La card andava consegnata al tassista e l’importo della corsa per raggiungere in taxi l’aeroporto di Billund sarebbe stato così pagato dalle ferrovie danesi, responsabili del mio ritardo.

Inutile dire che io faticavo a credere a ciò che stava accadendo! Non posso garantire di non aver strabuzzato gli occhi e spalancato la bocca per la sorpresa mentre l’impiegata, che a quel punto nei miei ricordi confusi dallo shock assume fattezze angeliche (con tanto di riccioli biondi, aureola e ali piumate di rito), mi spiegava il tutto.

Fatto sta che mentre attendevo che il treno partisse, gongolando per il pericolo sventato di perdere l’aereo, l’angelica impiegata delle ferrovie torna sul binario in compagnia di una famiglia di Danesi diretta in Italia con il mio stesso volo. Io e l’allegra famigliola danese (con la quale ho fatto subito amicizia perchè il papà parlava Italiano fluentemente) abbiamo condiviso il treno ed il taxi fino a Billund senza dover pagare nulla: tutto a carico delle ferrovie danesi!

Aeroporto di Billund

Sono arrivata in aeroporto a Billund in anticipo tanto da avere il tempo di scattare qualche foto mentre ammazzavo l’attesa!

Quando ormai la mia disavventura con i treni in Danimarca si era risolta per il meglio, però, non ho potuto non pensare a cosa sarebbe accaduto se mi fossi ritrovata nella medesima situazione in Italia o, peggio ancora, se ci si fosse ritrovato un malcapitato Danese. Non oso immaginare la sua reazione, abituato alla vita in un Paese civilizzato come la Danimarca, di fronte a un treno in ritardo all’italiana. In Italia nessuno ti rimborsa nulla, né si accerta che tu abbia un’alternativa che non sconvolga i tuoi piani, e soprattutto nessuno ti fornisce aiuto o informazioni utili anzi, piuttosto, ti tratta in maniera sgarbata sperando che ti allontani al più presto dal banco infomazioni.

In Italia, alle stesse condizioni, io avrei certamente perso l’aereo. In Danimarca, invece, non solo sono arrivata in tempo in aeroporto ma non ho dovuto pagare neanche 1 Corona in più!

Jeg elsker Danmark!

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32 Comments
  1. Marta 2 anni ago
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